La Fatale Attrazione al Tecno-Fascismo

La Fatale Attrazione al Tecno-Fascismo

“Chi fa sul serio in questioni ridicole sarà ridicolo in questioni serie”. Catone il Vecchio

La bellezza duratura del fascismo è che richiede così poco da noi…così poco pensiero indipendente; solo la nostra convinzione di base e l’adesione ad un insieme limitato di direttive e narrazioni condivise dal popolo che una volta pienamente accettate, ci sollevano dalla necessità di affrontare questioni ostinate o di agitarci per sottili differenze di opinioni e sentimenti.

La propaganda ci rassicura che siamo completi, che sappiamo tutto quello che c’è da sapere, che siamo razionali, pragmatici e puri, che la scienza è stata stabilita e che siamo parte di qualcosa di speciale.

Una tale resa alle narrazioni riduzioniste è trasversale a tutte le classi e a tutte le fasce di reddito. Né i più istruiti né i meno istruiti conservano un vantaggio speciale di fronte a una potente propaganda.

PROPAGANDA è, naturalmente, la linfa vitale del controllo fascista. Mantenere il quadro economico, governativo e scientifico di un “sistema operativo” tecnocratico-fascista è impensabile senza propaganda e disinformazione. Quando la verità è vista come un ostacolo nei confronti del potere, deve essere sempre negata, e tutti i suoi casi devono essere effettivamente penalizzati.

La radio, la televisione e la loro costante abilitatrice, la “scienza” popolare – operano oggi come le stesse religioni, il loro successo dipende dalla devozione delle masse. Come ci ha detto McLuhan, l’esperienza dei media elettronici è sempre più potente della messaggistica specifica che contengono.

La moneta che usiamo per pagare lo spettacolo elettronico è la nostra attenzione, e in tempi iper-mediati come questi, le tariffe aumentano in modo esponenziale, fino a quando ci ritroviamo con l’anima schiacciata dal rifiuto e dalla disconnessione.

Tre momenti storici (tra i tanti) hanno definito la confluenza di fascismo, propaganda e tecnologia.

1. I principi fondamentali della propaganda sono stati definiti per la prima volta 100 anni fa da Edward Bernays, spesso definito il padre delle pubbliche relazioni.

2.Joseph Goebbels è stato ministro del Reich per la propaganda della Germania nazista dal 1933 al 1945. Le incredibili lezioni di successo dei suoi programmi di propaganda nazista non sono state dimenticate dai leader politici ed economici mondiali nel dopoguerra, e i successivi.

3.La Central Intelligence Agency (CIA) fu fondata nel 1947, con l’espresso scopo di condurre operazioni di intelligence segrete che potessero servire a scopi politici e allo stesso tempo generassero profitti enormi e non rintracciabili. La portata delle imprese illegali della CIA richiedeva la creazione e il mantenimento di un ministero permanente della disinformazione, gestito dal nostro “Governo Ombra” e “Deep State”, finanziato dai contribuenti.

Con il senno di poi, è chiaro che queste campagne di propaganda si sono dimostrate un successo tale che, ancora oggi, pochi di noi si rendono conto di quanto siano continue, vaste e diffuse.

L’efficacia della propaganda è talmente indiscutibile, che accade regolarmente che coloro che sono i più sicuri di NON essere tra i propagandati, ne sono di fatto le vittime più evidenti.

Il successore della politica sarà la propaganda. Propaganda, non nel senso di un messaggio o ideologia, ma come l’impatto di tutta le tecnologia dei tempi.
-Marshall McLuhan-

I media aziendali si concentrano su quelle storie che sono pagati per propagare, cioè quelle che sostengono i programmi finanziari e ideologici dei loro proprietari, che a loro volta sono tutti, senza eccezioni, parti centrali della più grande oligarchia globale al potere.

Una parte fondamentale del manuale di propaganda è quella di lasciare semplicemente le storie inesplorate che NON si possono gestire e controllare; storie che, si potrebbe supporre, non generano un vantaggio sufficiente per i proprietari. Tali peccati di omissione calcolati sono essenziali per mantenere la massa dei credenti indisturbati dalle stravaganze della complessità nella consegna dei loro dogmi quotidiani.

Se un individuo dovesse insistere per saperne di più su una di queste storie meno discusse, si renderebbe presto conto che, mentre un’abbondanza di fatti rilevanti può essere facilmente trovata, e spesso nascosta in bella vista, la verità è che la maggior parte delle persone semplicemente non VOGLIONO conoscere, pensare o parlare di tali verità che differiscono da quelle accettate dai loro coetanei, per i quali la dissonanza cognitiva causa un dolore e un disorientamento così letterale, da mantenerli docili e conformi ai dettami dei media.

Come diceva McLuhan:

“Solo i piccoli segreti devono essere protetti. Quelli grandi sono tenuti segreti dall’incredulità del pubblico”.

Forse, l’illusione più grande di tutte, e che deve essere mantenuta a tutti i costi, è che sia il mondo e sia le storie che raccontiamo di esso, devono apparire come generate in modo casuale. Deve sempre sembrare che la copertura mediatica e i commenti degli esperti siano del tutto esenti da qualsiasi manipolazione preconcetta.

Nella terminologia dei media, le notizie devono essere sempre “Breaking! – anche se in realtà, sappiamo che le notizie assomigliano più da vicino a un programma di cucina, dove gli ingredienti vengono tagliati e affettati prima di essere mangiati, dopodiché vengono mescolati e serviti in diretta alle telecamere in modo da tenere il pubblico attaccato alle allettanti ricette allegramente e banalmente servite.

Il fascismo tecnocratico, la fusione avanzata della corporatocrazia multinazionale dominata dalla tecnologia con lo stato autoritario globale e di sorveglianza, permette ai suoi iniziati di credere di essere parte di qualcosa di più grande di loro stessi. Si veda la credenza della sinistra magica nella pura malvagità di Donald Trump, o la credenza altrettanto magica della destra nella fede di Trump come un eroe e martire nazionale.

Chiaramente entrambe le parti coinvolte nel costante furto della libertà umana hanno bisogno l’una dell’altra per gestire al meglio la loro avidità per il profitto dei consumatori e per il controllo dei civili. Tali aggressioni mentali richiedono in secondo luogo che tutte le motivazioni vere rimangano nascoste e offuscate in una nebbia di narrazione militarizzata.

Questo ovviamente spiega il valore costante delle stronzate, giusto? Le stronzate ingannano efficacemente senza sconvolgere l’ordine naturale delle cose, senza strappare irreversibilmente il tessuto della credibilità. Nulla può ostacolare il flusso costante di messaggi, profitti e crescita, che sono, dopo tutto, le giustificazioni primarie per tutto questo fallace disordine.

Questo è un altro aspetto di ciò che rende il fascismo tecnocratico così irresistibile; nel rendersi conto di quanto sia efficace nel conoscerci meglio di quanto ci conosciamo noi stessi. Il presupposto è che se ci conoscessimo meglio delle storie che ci vengono raccontate, non ci lasceremmo sedurre da bugie così evidenti. Dato che non lo facciamo, ai nostri “superiori” non resta altra scelta se non quella di mantenere la costante raffica di bugie, almeno fino a quando il nostro pensiero non si blocca e noi capitoliamo e crolliamo, come una catasta di ceppi di legna.

Se per esempio non sempre obbedissimo o non prestassimo attenzione alla propaganda, ci allarmeremmo presto per le tante contraddizioni che ci vengono raccontate, ad esempio tra il mostro Covid e le vaporose statistiche giornaliere sulle malattie, o tra mask e no-mask, tra vaxxer e anti-vaxxer, tra la distruzione economica schiacciante e il lamentoso bisogno di sicurezza, tra il folle di sinistra e il folle di destra, tra i bianchi e i neri, tra i maschi e le femmine… tra una stronzata ortogonale e un’altra ugualmente opposta.

TUTTE queste dicotomie, naturalmente, sono fondamentalmente FALSE… ognuna di esse, ognuna costruita da abili professionisti dei media, messe in atto per sopraffare il nostro pensiero critico e quello di milioni di persone dal vedere ciò che sta realmente accadendo sullo sconfinato sfondo.

In questo modo straordinariamente economico ed efficiente, l’energia e l’intelligenza umana vengono dirottate e dirette verso il compito di trasformarci in “topi da laboratorio” impotenti, confusi e facilmente controllabili, recisi l’un dall’altro con la forza, per evitare di sperimentarci come esseri intelligenti e sovrani. Se qualcosa del genere dovesse accadere, le agende trainanti del grande business e della governance globale per farci marciare verso un destino frammentario e privo di potere, si disintegrerebbero presto.

È in un tale stato di arrendevolezza debilitante che ci dividiamo in un sottoinsieme demografico “definito” contro un altro; tutti ammassati in una malvagia trappola mentale con una parte che pensa una cosa, mentre l’altra parte pensa qualcos’altro – tale che la metà di noi odia l’altra metà e viceversa.

A questo punto, e dopo tanti anni di vittorie incondizionate per i mercati sostenuti dall’industria della propaganda, la patetica verità è che la propaganda non ha nemmeno più bisogno di essere così divertente. Sapendo di avere la situazione in pugno, i fornitori di propaganda possono risparmiare un sacco di soldi essendo sensazionali, provocatori e ridondanti nelle loro narrazioni.

Ricordiamo questa citazione dell’eccezionale Frank Zappa:

“L’illusione della libertà continuerà finché sarà redditizio continuare l’illusione. Nel momento in cui l’illusione diventa troppo costosa da mantenere, si limiteranno a togliere la scenografia, tireranno indietro le tende, sposteranno i tavoli e le sedie e si vedrà il muro di mattoni sul retro del teatro”.

Una volta che abbiamo imparato ad accettare l’assenza della necessità di una verità controllabile, o senza il bisogno di distinguere le voci autentiche e oneste da quelle ingannevoli e manipolatrici, perdiamo gradualmente il nostro interesse per la cosiddetta “verità”, preferendo invece continuare a sguazzare in speculazioni infondate, giudizi pomposi e fuffa opinionistica.

Siamo onesti… le uniche persone che potrebbero realmente interessarsi a ciò che ognuno di noi pensa dei grandi temi del giorno (mascherine o vaccini o cambiamenti climatici o Black Lives Matter, ecc.) sono altre vittime della propaganda, che, come la maggior parte di noi, credono ancora che il governo si preoccupi di loro e che i media mainstream stiano dicendo loro la verità.

Questo è il motivo per cui un numero crescente di persone ha rinunciato alla rappresentazione crudelmente fittizia della realtà da parte dei media, e sta invece cercando di capire come prosperare e riconnettersi energicamente con gli altri – e con verità che possono esistere solo al di fuori della portata dello ‘spettacolo’ propagandistico.

I media, naturalmente, con i loro sofisticati strumenti di tracciamento della sorveglianza sanno bene quando c’è un aumento delle reazioni negative alle loro narrazioni tossiche, ma poiché sono anche consapevoli di non spingere altro che stronzate in acqua zuccherata, non hanno altra scelta se non quella di raddoppiare e alzare ancora di più i livelli… sbattendoci così addosso ancora più stronzate.

Il bizzarro Joe Biden, Greta Verde avida, Covid, zia Jemima Race Wars e infiniti oltraggi… ci vengono tutti addosso così velocemente e così duramente da lasciarci piegati e spezzati sotto il peso di tutto questo, mentre inciampiamo come polli senza testa che cercano disperatamente di guadagnarsi l’approvazione dei nostri amici facendo finta che stiamo facendo almeno l’unica cosa “accettabile”.

Arrivando al suo frenetico punto di iper-polarizzazione pazzoide, è il punto finale essenziale di Propaganda… che ci rinchiude nella sua agenda, e allo stesso tempo ci chiede di pensare che stiamo facendo queste scelte di nostra SPONTANEA VOLONTÀ!

Per arrivare a questo punto, però, devono tenerci costantemente preoccupati; agitati, offesi, attaccandoci l’un l’altro e difendendoci da tutte le minacce, sia reali che immaginarie. Quanto più riescono a intrappolarci in opinioni insensibili e oltraggiose, tanta meno energia e attenzione rimarranno per notare i programmi più profondi e manipolatori del tecno-fascismo.

Il fascismo della metà del XX secolo era tristemente limitato nelle sue capacità e in ciò che poteva tirar fuori dalle sue vittime… eppure ha funzionato! Il nuovo tecno-fascismo tecnocratico è qui per estrarre dalla popolazione, tutto il bio-capitale mercificato che può. Chi riuscirà a inventare i mezzi più efficienti e ingegnosi per convertire la confusione umana, la povertà, la criminalità e le malattie in mercati d’impatto, prenderà rapidamente il suo posto tra i titani della tecnologia delle generazioni precedenti.

Una volta che si fa un passo indietro, però, per sperimentare la pura e semplice scala di questa continua e illimitata guerra di propaganda su di noi, diventa un po’ più facile capire perché così pochi sono in grado di sfuggire all’influenza dei media. Oh, per un po’ di tempo, forse, si può superare… ma alla fine, si viene trascinati di nuovo giù nel fango. Anche se buttate la vostra TV, vi scollegate dai vostri feed e spegnete il Wi-Fi, ognuno di noi, a un certo punto, tornerà e ci ricadrà.

Questo perché la propaganda non riguarda solo le notizie o i media. E’ ancora più importante per gli strati ampiamente consensuali dell’allucinazione sociale che si creano e si condividono in tutta la società, che rendono difficile il funzionamento sociale di ognuno di noi, in assenza di quei punti di riferimento e segnali comunemente condivisi che riteniamo necessari per placare la nostra ansia, confusione e isolamento… che sono tutte raisons d’etres primarie per la propaganda in primo luogo.

Vorrei che ci fosse un modo semplice per rompere l’incantesimo voodoo della propaganda. Non c’è. Non sono nemmeno sicuro di come farlo per me stesso, o di come evitare di caderne di nuovo preda, proprio come io e la maggior parte di noi abbiamo fatto per la maggior parte della nostra vita.

Ciò che mi sembra ovvio ora è che la propaganda al servizio di una tecnologia incentrata sul transumanesimo è diventata così pervasiva e insidiosamente forte, che per molti versi il nostro pensiero ha cessato di essere interamente nostro, e che la porzione della nostra anima che rimane riconoscibile come univocamente nostra, si sta restringendo rapidamente.

L’effetto di tutto questo lascia i nostri spiriti infetti, e facilmente convertibili in fantocci compiacenti sotto il controllo totale di veri e propri diabolici burattinai, che per tenerci sottomessi alle loro menzogne, e per farci fare tutto ciò che ci viene detto, sono diventati maestri nel fingere di essere qualcosa che non sono.

Questo è perfettamente esemplificato nel personaggio di Bill Gates, che lavorando con i gestori di Bain and Co. e altri responsabili, (che in precedenza ha gestito la guerra in Iraq per Dick Cheney) hanno costruito queste elaborate narrazioni biofarmaceutiche, biocapitalistiche, sulla salute pubblica vaccinale e sul terrore, oltre a queste piramidi di investimenti che vengono poi date in pasto ai media e a Wall Street, che le riscaldano e le servono al pubblico, generando profitti criminali e realizzando profitti tali, che Mr. Gates è sempre ritratto come un filantropo altruista e protettore del pubblico… quando qualsiasi sciocco può vedere che non è niente del genere.

NON vedere quanto siano diventate ovvie e ridicole le campagne di propaganda in questa epoca a “taglia unica”, ci lascia dolorosamente vulnerabili e pronti a essere ulteriormente sommersi dalle stesse.

La complessità dei grandi piani di disinformazione di oggi non ha eguali rispetto al passato. Guardando indietro agli anni Cinquanta e Sessanta, quando tutti i suddetti piani a lungo termine per il controllo centralizzato e tecnocratico venivano lentamente messi alla prova, essere parte della crescente classe media americana era in realtà un affare piuttosto semplice. E’ in un ritorno a tempi più bucolici e “normali” come questi, che noi ci aggrappiamo alle nostre nostalgiche speranze, da parte dei media ma soprattutto dei politici.

La disperazione è la materia prima di un drastico cambiamento. Solo chi riesce a lasciarsi alle spalle tutto ciò in cui ha sempre creduto, può sperare di fuggire”.
–William S. Burroughs

Guardando il nostro mondo, possiamo vedere che la portata e l’autorità dei capitalisti transnazionali globali che gestiscono i casinò a dimensione nazionale sono state solidificate. Tutti i sistemi sono ora in funzione e sono operativi in diretta sulla vasta rete di quell’unione criminale. Ognuno di noi è stato ormai preso di mira da loro per una qualche forma di sorveglianza e di finanziarizzazione – così come è successo alla “natura”, alla “malattia”, alla “giustizia sociale”, e, prima o poi, a tutto il resto.

Le “griglie di controllo dell’I.A.” sono tutte attive e in espansione. Le agende tecnocratiche sono ora pienamente pronte per la prima serata. Siamo stati gradualmente “resi gregge” da tecniche di propaganda e di tortura psicologica, così come siamo stati anche fisicamente compromessi dalle tossine nell’aria e nell’acqua geo-ingegnerizzata, dalle disturbanti radiazioni elettromagnetiche, dalle tecnologie belliche che includono il rilascio di nano-particelle all’interno del nostro corpo (per inalazione o iniezione), poi governate dal 5G ad alta frequenza d’onda millimetrica, porteranno ad un assorbimento d’ossigeno e ad un’alterazione a distanza del nostro stesso DNA sotto il controllo “persistente” dell’I.A., che guiderà il processo di trasmutazione in merci, in beni saccheggiabili, in “bestiame” regolamentato digitalmente e geneticamente modificato.

Purtroppo, è qui che decenni di costante acquiescenza alla propaganda e all’ipnosi istituzionale ci hanno portato…piegati, con lo sguardo basso e a sostegno del “GRANDE”.

Ricordo che nella mia giovinezza, ero convinto che il genio malvagio di Hitler e del nazismo avesse in qualche modo trasformato la massa di dignitosi tedeschi in BESTIE, possedute dai demoni, come in una fiaba oscura…in qualcosa di sub-umano.

Sappiamo che una volta che iniziamo a considerare gli altri come MENO di noi…come qualcosa di ALTRO rispetto a noi, resta solo un breve passo per scatenare il nostro odio su di essi, fino a diventare violenti e criminali.

Inutile dire che questi stessi imperativi psicologici sono oggi evidenti ovunque; siamo istruiti dalla propaganda a considerare i cinesi, i russi, i musulmani, i Trumpisti suprematisti bianchi, i liberali depravati e illusi, i razzisti difettosi, i sessisti misogini e i vibranti mascherati (con il loro grande disprezzo per chiunque metta in discussione il dogma dell’in-mascheramento).

Come è sempre stato, si potrebbe dire, ma man mano che ci avviciniamo alla tanto decantata singolarità, con la sua conseguente convergenza tra uomo e macchina, come risponderanno i media di fronte a quella “soluzione” huxleyana? In questa luce, come potrebbe la propaganda spostare l’attenzione?

Mi aspetto che cambierà tono e ci dirà che QUESTA volta le cose saranno diverse. Questa volta non sarà come l’ultima volta. No, questa volta le cose saranno cambiate, in modo da non subire più il “lavaggio del cervello” dei media come prima. No, quando ci accadrà il grande cambiamento imminente, non sarà così. Ci trasformeremo piuttosto in esseri umani indipendenti e avanzati, arricchiti da soluzioni perfettamente combinate di tecnologia, scienza e ingegneria.

Il nostro DNA sarà accuratamente creato da brillanti medici e scienziati per migliorare solo le qualità “preferite” nei loro soggetti umani, e sotto la loro saggia direzione, faremo volentieri quello che ci verrà detto. Per un futuro così grande, offriremo volentieri il nostro sostegno e ci abitueremo così alla nostra nuova vita, per non diventare come quelle povere anime sfortunate, così perse nella loro irragionevolezza, da non poter apprezzare appieno la saggezza che deriva dall’abbracciare con entusiasmo il PROGRESSO.

Nei piani ispirati e collaudati dai nostri leader, avremo naturalmente ogni comodità a portata di mano, in modo tale che le porte si apriranno magicamente quando ci avvicineremo. Saremo in grado di scaricare ogni tipo di file multimediale e dato in un batter d’occhio. Saremo come dei superuomini.

Le nostre definizioni di ciò che è prezioso e ciò che non lo è, si sposteranno fluidamente per adattarsi a circostanze mutevoli. Ci vedremo come l’immagine stessa della modernità e dell’invidia del mondo… proprio come siamo sempre stati. Saremo americani come i nostri antenati multirazziali, anche se hanno vissuto in tempi non illuminati… molto prima che la grande trasformazione della giustizia sociale di oggi permettesse a noi, i loro orgogliosi discendenti, di svegliarci ogni giorno in questo nuovo mondo scintillante.

In un mondo così, quando ci chiediamo per cosa potremmo essere grati, non avremo più bisogno di lottare per una risposta. Sapremo esattamente ciò che è buono, vero e bello e ci impegneremo in questi nobili ideali ogni giorno.

Anche in questo, più spietatamente, risiede il fascino fatale del tecno-fascismo.

Mer Curio traduce Mark Petrakis

Vi presento Lord Malloch Brown: La mano britannica dietro…

Vi presento Lord Malloch Brown: La mano britannica dietro il colpo di stato per spodestare Trump

Scritto da Matthew Ehret tramite la Fondazione per la cultura strategica,

Durante il dramma quadriennale del Russiagate, la mano dell’intelligence britannica si è rivelata continuamente…

Dall’ovvio ruolo di Sir Richard Dearlove e del suo ex agente del MI6 alla base di Christopher Steele, che insieme hanno avuto un ruolo trainante nel plasmare l’ambiguo dossier, al loro coinvolgimento con il ricercatore di Oxford Rhodes Strobe Talbott nel comporre, promuovere e commercializzare il dossier fraudolento a dei membri del Congresso e dei media, all’ambasciatore britannico Sir Darroch sorpreso a “inondare la zona” di risorse dell’intelligence britannica per plasmare la percezione del mondo di Trump, fino ad arrivare alla serie di operazioni di cattura britanniche che hanno preso di mira Michael Flynn già nel 2014 a Londra… ovunque si guardi, la mano dell’intelligence britannica sembra esserci.

Mentre viene fatto un grande sforzo per sminuire le radici britanniche del deep state da parte dei media che tendono a ritrarre questo problema da una prospettiva partigiana di “corruzione dei partiti democratici”, questo espediente non ha senso e ci vuole far credere che sia la coda a far scodinzolare il cane.

La scomoda verità da digerire per i troppo spaventati, pigri o corrotti, è che dal momento della morte di John F. Kennedy, avvenuta il 22 novembre 1963, sia il Partito Democratico che quello Repubblicano hanno subito una lenta presa di potere da parte di questo parassita straniero. Ciò che è diventato noto come “deep state” non si è mai basato su un partito o su un altro, e non è mai scaturito da nulla che appartenga alle tradizioni costituzionali del governo statunitense stesso, come ho sottolineato nel mio precedente articolo “Understanding the Trifold Nature of the Deep State” (Capire la triplice natura dello stato profondo).

Mentre il partito repubblicano di George Bush era al potere, questo deep state aveva sfruttato il controllo sul conteggio computerizzato dei voti per truccare le elezioni del 2000 e del 2004 a suo favore, come mostrato brillantemente nel documentario del 2006 “Hacking Democracy”. Successivamente, quando nel 2008 è arrivato il momento della presa al potere da parte di un’opposizione controllata, ha fatto la stessa cosa con un diverso cast di personaggi.

Mentre una parte dell’agenda governativa mondiale unipolare era guidata dall’idea che gli Stati Uniti avrebbero dovuto essere per sempre la principale forza di polizia globale che governa un sistema di guerra perpetua a somma zero, con un’élite non eletta che gestisce il sistema dall’alto, l’altra parte credeva che gli Stati Uniti avrebbero dovuto cedere le proprie rivendicazioni di sovranità ad un organismo internazionale con tecnocrati e finanzieri non eletti ai vertici che gestiscono il sistema di guerra perpetua a somma zero dall’alto.

Notate il comune denominatore?

Furto elettorale come il Russiagate 5.0

Ora che è diventato sempre più chiaro che i brogli elettorali di massa hanno travolto gli Stati Uniti nel tentativo di realizzare ciò che quattro anni di Russiagate non sono riusciti a realizzare, un’altra luce si è posata sulla mano britannica dietro Biden che mira a dissolvere qualsiasi spirito nazionalista rimasto nell’assediata repubblica.

Come ho sottolineato nel mio ultimo rapporto, il più grande sistema privato di voto computerizzato degli Stati Uniti, che serve 30 stati e 70 milioni di elettori, appare al centro dell’attuale furto elettorale. In quell’articolo è stato chiarito che la Dominion Voting Systems è una società canadese che domina i sistemi di voto computerizzati privati degli Stati Uniti ed è strettamente legata ad un’altra società più grande chiamata Smartmatic.

Per chi è ancora fuori dal giro, Smartmatic fornisce macchine per il voto e il suo software (codici backdoor e tutto il resto) ai governi di tutto il mondo ed è fortemente legata alla Fondazione Clinton, alla Open Society di Soros e al Capo di Stato Maggiore di Nancy Pelosi.

Non solo, ma la figura chiave che controlla Smartmatic non è altro che Lord Mark Malloch Brown, ex vicepresidente dei fondi d’investimento di George Soros (2007), così come dell’Open Society Institute e del World Economic Forum, ex vicepresidente della Banca Mondiale (1995-1999), amministratore dell’ONU per lo sviluppo (1999-2005), vice segretario generale dell’ONU e ambasciatore britannico per l’Africa, l’Asia e l’ONU (2007-2009). Questi sono solo alcuni dei ruoli che ha ricoperto negli ultimi anni e che approfondiremo in dettaglio.

Lord Malloch Brown: Non è il tipico agente britannico

Attraverso la sua costante affiliazione con Soros, Lord Malloch Brown (Cavaliere dell’Ordine di San Giorgio e San Michele) ha svolto il ruolo di padrino delle rivoluzioni colorate e uomo chiave per tali “marionette tecnocrati” come Corazon Aquino, così come suo figlio Benigno Aquino III delle Filippine, il georgiano George Saakashvili e persino lo sfortunato ego parlante Barack Obama.

Dopo aver fatto un lungo “apprendistato” sotto la copertura di operatore umanitario dell’ONU e di un giornalista predatore dell’Economist di Londra, Malloch Brown si è trovato a lavorare per una società di consulenza di Washington chiamata Sawyer Miller nel 1985. Fu in quel periodo che Malloch Brown fu impiegato per diventare consigliere e scrittore dei discorsi del leader dell’opposizione filippina Corazon (Cory) Aquino sotto la supervisione dell’allora Segretario di Stato George Shultz. Corazon era un pupillo dell’establishment occidentale, ma aveva il compito quasi impossibile di sfidare il popolare presidente nazionalista Ferdinand Marcos, che aveva guidato il suo Paese verso la sovranità economica in opposizione ai finanzieri internazionali fin dal suo insediamento nel 1965.

Applicando tutte le arti della gestione della percezione e del marketing, Malloch Brown ha preso il controllo della campagna di Aquino trasformandola nella “People Power Revolution” che è stata per molti versi la prima rivoluzione colorata di successo dei tempi moderni. Sapendo che i voti avrebbero probabilmente favorito l’attuale Markos, Malloch Brown ha scritto che ha redatto il discorso della vittoria di Aquino prima delle elezioni e glielo ha fatto avere prima ancora che i voti fossero finalizzati – e che i media complici erano fin troppo felici di proiettare pubblicamente il mito della vittoria di Corazon.

Descrivendo questi eventi anni dopo, Malloch Brown ha detto:

Un risultato eccezionale durante la campagna di Cory è stato quello di produrre un exit poll che indicava che aveva vinto. È finito sulla prima pagina dell’Inquirer e ha avuto un impatto profondo, poiché ha messo in scena l’idea che Aquino avesse vinto su Marcos… Marcos non si è più ripreso. È stata un’esperienza molto emozionante alla quale assistere”.

Malloch Brown ha omesso di menzionare che i “risultati dei seggi elettorali” che hanno prodotto la falsa percezione della vittoria di Corazon sono stati manipolati dagli agenti locali delle società di sondaggi di George Shultz, Social Weather Station, e Pulse Asia, che non sono mai state ritenute responsabili del loro ruolo nel colpo di stato contro Marcos.

Terapia d’urto

Poco dopo questo “traguardo”, Malloch Brown ha iniziato a lavorare a stretto contatto con George Soros su una serie di progetti che hanno radicalmente cambiato il mondo durante l’intenso periodo di transizione da un’età bipolare ad una unipolare.

Nel 1993, Soros aveva appena portato a termine un attacco speculativo alla sterlina britannica, che si è tradotto in un profitto di un miliardo di dollari per lo speculatore ungherese, fornendo al contempo al Regno Unito una comoda scusa per evitare di cadere nella trappola dell’euro che aveva teso ad altri obiettivi europei che entravano nell'”epoca post-nazionale”. Nel 1994, Soros ha annunciato una sovvenzione di 50 milioni di dollari per le operazioni di “costruzione della democrazia” in Macedonia e Bosnia, e Malloch Brown è stato assunto per gestirle come parte del programma di terapia d’urto di Shatalin.

Dal 1993 al 1994, Malloch Brown ha fatto parte del Comitato Consultivo di Soros per la Bosnia, portando avanti i progetti di balcanizzazione degli anni Novanta. Nel 1998, Malloch Brown è stato anche co-fondatore della Corte Penale Internazionale (ICC) di Soros dopo che il duo aveva creato l’International Crisis Group (ICG) nel 1994. Queste istituzioni sono servite a 1) dare forma alla “percezione internazionale” delle cause e delle soluzioni delle “crisi”, reali o inventate, e 2) sostenere soluzioni che togliessero la sovranità negli affari militari e giudiziari agli Stati nazionali sovrani, sancita dalla Carta delle Nazioni Unite, dalle leggi di Norimberga e dalla Dichiarazione dei diritti umani dell’ONU, cedendola a organizzazioni sovranazionali non elette sotto il controllo degli “esperti”.

In qualità di vicepresidente della Banca Mondiale dal 1995 al 1999 si è preso il merito di averla fatta apparire come un’organizzazione più democratica, e dal 1999 al 2005 ha portato alla creazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che hanno legato sempre di più i finanziamenti dell’ONU alle operazioni internazionali della Open Society di George Soros (durante il suo periodo a New York, Malloch Brown ha vissuto in una tenuta di proprietà di Soros).

R2P e più rivoluzione colorate

Durante questo periodo, Malloch Brown è stato tra i primi sostenitori della Responsabilità di proteggere (R2P) e ha fatto più di chiunque altro per incorporare tale dottrina nelle prospettive di governance delle Nazioni Unite “post-Westphaliane” nel 2005 come vice segretario generale dell’ONU (2005-2006).

Dimostrando la sua visione imperiale nel marzo 2011, l’autoproclamatosi “pacifista” è diventato impaziente nei confronti delle nazioni reticenti a far saltare in aria la Libia e ha scritto sul Financial Times: “Dichiarate la vittoria e andate avanti con la rimozione di Gheddafi”.

In qualità di co-presidente dell’International Crisis Group (che è nato dal seme di Soros e nel cui consiglio di amministrazione siedono Larry Summers, il consigliere di Joe Biden Jake Sullivan e George e Alexander Soros) Malloch Brown ha sostenuto l’Esercito di liberazione del Kosovo legato al narcoterrorismo, che è stato anche sostenuto sia dalla CIA che dalla NATO durante la crisi in Bosnia, in stretto coordinamento con il suo collega Strobe Talbott, che nel 1995 ha definito Soros “una risorsa nazionale, un tesoro nazionale”.

Descrivendo Talbott, Malloch Brown ha scritto recentemente:

Strobe Talbott, è un mio amico di lingua data e per certi versi una sorta di professionista e teorico della globalizzazione… Come tale ha davvero capito la storia occulta della politica moderna, che viene sempre messa in secondo piano dalla storia più familiare degli stati nazionali”.

Dopo aver finanziato la rivoluzione delle rose in Georgia nel 2003, che ha portato al potere Saakashvili, affiliato a Soros, lo Stato georgiano è stato reso ingovernabile a causa di un mix di grande incompetenza e corruzione. Qui, Soros e Malloch Brown sono venuti di nuovo in soccorso organizzando un evento a New York nel gennaio 2004 che ha raccolto 1,5 milioni di dollari per i programmi di riforma del governo georgiano (il 75% dalla Open Society di Soros e il 25% dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite guidato da Brown). Il rapporto dell’UNDP giustificava la spesa per lo stipendio di Saakashvili e di alti funzionari del governo e delle forze di sicurezza: “In Georgia mancavano i professionisti qualificati necessari per progettare ed eseguire riforme radicali”.

Non va dimenticato il fatto che queste azioni hanno portato all’assassinio di 1.600 persone nell’Ossezia del Sud (per lo più russi) nel 2008 e hanno quasi scatenato la terza guerra mondiale, né va dimenticato il nefasto ruolo di Saakashvili come governatore di Odessa (2015-16), dove il criminale condannato proteggeva i neonazisti del Battaglione Azov. Allo stesso modo, lo strano aumento di popolarità di Saakashvili in corso in Georgia dovrebbe rendere chiunque abbia un minimo di cervello un po’ più che preoccupato.

Responsabile del Team Obama

Il 24 febbraio 2008, Samantha Power, marito del comportamentista di Harvard Cass Sunstein e di lì a breve ambasciatore all’ONU sotto la guida di Obama, ha rilasciato un’intervista al London Times descrivendo la connessione tra Malloch Brown e Obama in modo molto dettagliato. In questa intervista, Power ha detto: “Il principale canale di comunicazione tra la Gran Bretagna e il candidato [Obama] è stato Lord Malloch Brown, il sottosegretario degli Esteri, che Obama ha potuto ammirare quando egli era vice Segretario Generale delle Nazioni Unite, e Obama ne è rimasto davvero colpito. È una relazione che ha persistito e da allora hanno parlato più volte”.

In effetti, la carriera politica di Obama, come quella di Saakashvili e di Aquino, è sempre stata una creazione di poteri superiori, con Soros che ha anche fornito i primi 60.000 dollari per la corsa al Senato di Obama nel 2004 e poi ha organizzato le prime raccolte fondi per la corsa presidenziale di Obama nel 2007.

Samantha Power stessa ha attribuito la sua carriera a Soros e Lord Brown nel 2004:

“Il mio libro e le mie ricerche erano del tutto insostenibili sul libero mercato. Se non fossi stata in grado di ottenere una sovvenzione da George Soros e dall’Open Society Institute, non avrei mai potuto fare il tipo di reportage investigativo che avrei dovuto fare”.

Il caso di Cass Sunstein

Mentre Power trascorreva il suo tempo all’Onu combattendo ferocemente per un cambio di regime umanitario preventivo per la Libia e poi per la Siria, suo marito Cass Sunstein ha lavorato come consigliere di Obama dal 2009-2012 ed è stato autore di un documento che affronta la pericolosa ascesa delle “teorie del complotto” che minacciano la sua idea di buon governo. Sunstein ha scritto “l’esistenza di teorie cospirazioniste sia nazionali che straniere, suggeriamo, non è una questione banale, che pone rischi reali” e ha raccomandato “una serie di possibili risposte” che includono l’infiltrazione da parte di agenti governativi nei gruppi complottisti.

Inoltre, Sunstein ha sviluppato cinque alternative:

“(1) Il governo potrebbe vietare le teorie della cospirazione. (2) Il governo potrebbe imporre un qualche tipo di tassa, finanziaria o di altro tipo, a coloro che diffondono tali teorie. (3) Il governo stesso potrebbe impegnarsi in operazioni di “debunking”, mettendo in discussione le argomentazioni per screditare tali teorie. (4) Il governo potrebbe assumere formalmente soggetti privati credibili per adempiere a questo compito. (5) Il governo potrebbe impegnarsi in comunicazioni informali con tali gruppi, incoraggiandoli ad aiutare”.

Il 24 agosto 2020 Sunstein è stato scelto per presiedere il gruppo di consulenza tecnica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, incaricato di modificare il comportamento globale in conformità con le nuove norme dell’ordine mondiale pandemico. Il capo dell’OMS ha dichiarato

“Di fronte alla pandemia di COVID-19, i paesi stanno usando una serie di strumenti per influenzare il comportamento: Le campagne di informazione sono uno strumento, ma lo sono anche le leggi, i regolamenti, le linee guida e persino le multe… Ecco perché la scienza comportamentale è così importante”.

Lord Brown nell’era di Obama

Nel 2007, Malloch Brown ha lasciato l’ONU per dirigere il Quantum Hedge Fund di Soros – un posto redditizio che ha presto lasciato per unirsi al Ministero degli Esteri britannico come Ministro di Stato per l’Africa, l’Asia e l’ONU dal 2007 al 2009.

Dopo aver lasciato la sua posizione al governo britannico nel 2009, Lord Malloch Brown ha continuato a fornire consulenze alle compagnie petrolifere e a guidare il suo International Crisis Group. A questo punto, l’ICG aveva il quasi monopolio per la redazione di rapporti pubblicati in forma anonima sulle aree di conflitto internazionali, in cui si vantavano di mantenere eserciti di specialisti “sul campo” in grado di profilare tutte le parti in causa e di rilasciare le loro valutazioni sul mercato internazionale. Questi rapporti sono stati utilizzati da governi, ONG, aziende e organismi internazionali come l’ONU e hanno svolto un ruolo importante nel plasmare la politica globale e la percezione delle cause e dei rimedi ai conflitti.

Utilizzando la sua esperienza nelle frodi elettorali e nella gestione della percezione, non dovrebbe essere una sorpresa che Malloch Brown si sia presto trovato al timone della SGO Corporation Ltd nel 2014 che funge da holding il cui principale asset è la tecnologia di voto Smartmatic. Smartmatic si presenta come se avesse “gestito più di 3,7 miliardi di voti negli ultimi 14 anni in progetti elettorali nei cinque continenti” e mentre nega di avere attività direttamente sul suolo americano, uno screenshot della Way Back Machine mostra una storia molto diversa.

Dal 2010 Smartmatic è risultata essere al centro di frodi elettorali in Messico, Venezuela, USA e Filippine, dove le prime elezioni presidenziali con questo sistema hanno portato alla vittoria del figlio di Corazon Aquino, Benigno Aquino. Dopo che sono venute alla luce numerose prove del ruolo di Smartmatic nella frode sistemica, la Fondazione IBON ha definito Lord Brown “uno straniero che ha fatto carriera influenzando le elezioni”.

È un’ironia della storia che Lord Malloch Brown non solo abbia installato nelle Filippine una marionetta di seconda generazione, ma che abbia anche utilizzato il suo sistema di voto per minare il popolare Ferdinand Marco Jr a favore di Len Robredo del Partito Liberale durante le elezioni del 2016. Per fortuna, nello stesso anno in cui Trump ha battuto il sistema grazie alla sua schiacciante vittoria popolare negli Stati Uniti, una vittoria simile si è verificata in opposizione a tutte le probabilità quando il presidente nazionalista Duterte si è insediato e ha chiesto alle Filippine di liberarsi della Smartmatic.

L’ultima ossessione di Lord Malloch Brown

Parlando al World Government Summit del giugno 2020 insieme a Cass Sunstein e ad altre creature di Davos, Lord Malloch Brown ha espresso il suo disprezzo per l’ascesa dell’alleanza multipolare guidata da Russia, Cina e USA di Trump, che ha ovviamente messo in pericolo il suo lavoro di una vita. Malloch Brown attacca ipocritamente la Cina perché è un regime che non ha alcun rispetto per i diritti individuali e si preoccupa solo dei “molti”, e poi si pronuncia sull’ascesa di governi autoritari come “Russia, Cina, India, Turchia, Ungheria e USA” che ritiene debba essere fermata a tutti i costi dicendo:

“Nel mondo una forma di governo più autoritaria è la nuova maggioranza. Non è solo la Cina. Questa “nuova maggioranza” accoglie i leader che salgono al potere per mezzo delle urne e quelli che non lo hanno fatto, ma che condividono la preferenza per una politica estera nazionalista, l’indebolimento delle istituzioni nazionali e lo stato di diritto”.

Malloch Brown si sentiva ovviamente molto a suo agio con il suo pubblico e supponeva che nessuno avrebbe pensato all’ovvia ipocrisia della sua ammissione che questi “nuovi nazionalisti maggioritari” spesso arrivano al potere “dalle urne” e quindi emblematici dei principi democratici, mentre la sua difesa socialmente ingegnerizzata delle libertà individuali e della libertà di scelta avviene sempre al di fuori della volontà democratica della plebe che è ovviamente considerata troppo ottusa per sapere cosa è bene per loro e anche a spese dei molti che devono essere sacrificati nelle guerre, nei cambi di regime e nell’anarchia “per il bene superiore”

Queste ipocrisie sono state rese ancora più evidenti in un più recente discorso del 26 ottobre 2020 sul tema dell’ONU dopo 75 anni: Morte lenta o nuova direzione? In questo discorso, Lord Brown chiede la creazione delle Nazioni Unite riformate per evitare la loro obsolescenza, liberandosi del Consiglio di Sicurezza che ha impedito le necessarie azioni umanitarie a causa dell’insopportabile veto imposto da Russia e Cina. Alla domanda su come si possa abolire il veto, Lord Brown ammette che le nazioni non acconsentiranno mai e quindi “l’unico modo per far sì che questi membri radicati ci si imbarchino è di renderli ampiamente irrilevanti… dobbiamo lavorare sul Consiglio di sicurezza”.

Come ci si può aspettare che qualcuno “lavori sul Consiglio di Sicurezza”?

Qui Lord Brown risponde invocando l’empowerment dei “gruppi della società civile” e del “mosaico della società civile”, che possono sfruttare l’energia della coalizione di attori non statali. Brown asserisce: “Costruire coalizioni variegate di attori statali e non statali disposti ad essere i primi a muoversi su vari livelli del programma non è un nuovo percorso di azione all’interno dell’ONU. Ora bisogna accellerare. Il mondo non aspetterà che le nazioni più arrancanti e resistenti rallentino quest’azione”.

Definendo il Consiglio per i diritti umani dell’ONU “non adatto allo scopo” a causa del sup “costante intrappolamento” da parte di Russia, Cina e Cuba, che quest’anno si sono aggiudicati dei seggi in tale sede, Lord Brown ha lamentato la più grande minaccia alla sua visione di un mondo post-nazionale:

“I nostri fallimenti individuali impallidiscono rispetto al solo fatto che gli Stati nazionali hanno resistito alla fine – in particolare quelli più grandi e potenti – alla concessione del potere e della sovranità e del processo decisionale a questo organismo multilaterale”.

Questa è la mano britannica che sta dietro l’attuale fase del Russiagate 5.0 che si è avvicinata agli obiettivi di un colpo di stato americano più che in qualsiasi altro momento negli ultimi quattro anni. Questa è la visione di un ordine mondiale distopico post-nazionale gestito da tecnocrati misantropi che vogliono dominare un’epoca oscura tecno-feudale, nel XXI secolo e oltre. Per quanto possa deludervi sentirlo, al momento la cosa più importante che ostacola questo ordine mondiale anti-umano e il vostro futuro è l’assediato Presidente Trump che richiede il serio sostegno di una cittadinanza sveglia, informata e attiva.

In un prossimo futuro guarderemo più da vicino alla figura del defunto Maurice Strong e alla distruzione autoindotta della civiltà occidentale negli ultimi 50 anni, e anche alla battaglia per resistere ad un colpo di stato dei banchieri in Gran Bretagna più di 300 anni fa, che contiene lezioni peculiari per la nostra epoca attuale.

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Traduzione a cura di Mer Curio

Pedofilia-dagli anni ’60 ad oggi, tra percezione e realtà.

Pedofilia-dagli anni ’60 ad oggi, tra percezione e realtà.

Le lacrime di dolore versate per qualcosa di profondamente sbagliato non si dimenticano. Gli occhi conservano quel tipo di memoria per sempre.

Un pomeriggio di sole, una piazza affollata, un aperitivo in compagnia, le risate. Ma i suoi occhi sono uno specchio rotto nel quale si intravedono soltanto le forme di una miriade infinita di sensazioni che non avrebbe mai voluto provare, un lugubre mosaico dai colori vividi che con il tempo si sono solo un po’ sbiaditi.

Fortunatamente, non ho conosciuto molte persone che hanno subito violenze durante l’infanzia, solo un paio. Nonostante questo, il poco che ho visto mi basta per essere ferma sulle mie posizioni e so che niente potrà farmi cambiare idea, niente potrà convincermi a deviare dalle mie convinzioni, nemmeno di qualche centimetro, mai. Questa è una delle pochissime cose sulle quali posso e voglio esprimermi tanto radicalmente.

L’intento di queste righe è quello di arrivare a scorgere il quadro generale della situazione, avvicinandosi il più obiettivamente possibile alla comprensione della realtà. Ottenere una visione a 360° del fenomeno che ci aiuti a comprenderne le ambiguità, l’evoluzione, gli interessi e i possibili scenari futuri. Per il bene di tutti i nostri bambini.

Ho tentato di impostare la ricerca in modo da offrire un’istantanea abbastanza completa dell’argomento cercando, però, di rendere la lettura accessibile a vari livelli di profondità.

E’ possibile limitarsi alla mia sintesi o approfondire con i link di riferimento i punti che interessano maggiormente, in base al tempo di cui si dispone.

Detto questo, mi scuso per eventuali errori o imprecisioni e spero di aver fornito un quadro della situazione sufficientemente ampio, che possa portare all’elaborazione di una propria personale opinione.

TRA STUDI SCIENTIFICI..

Partiamo da uno studio scientifico effettuato da tre professori: Bruce Rand della Temple University, Philip Tromovitch dell’Università della Pennsylvania e Robert Bauserman dell’Università del Michigan che è stato pubblicato nel bollettino della prestigiosa APA (American Psychiatric Association), l’associazione degli psichiatri americani. Questo studio scientifico tende a ridimensionare la gravità delle conseguenze causate dall’abuso sessuale sui bambini, minimizzandole.

E PERSONAGGI INFLUENTI

“E’ difficile capire per quale ragione una bambina, a meno che non sia condizionata dall’educazione, dovrebbe turbarsi quando le vengono toccati i genitali, oppure turbarsi vedendo i genitali di altre persone, o nell’avere contatti sessuali ancora più specifici”

Alfred Kinsey, sessuologo americano. Forse sarebbe più opportuno definirlo IL sessuologo americano per eccellenza visto che i suoi studi hanno plasmato totalmente il nostro modo di concepire la sessualità, sono stati finanziati dalla Rockefeller Foundation, pubblicizzati e diffusi in tutto il mondo. Sono stati criticati a causa di evidenti irregolarità nella scelta dei soggetti esaminati, non rappresentativi della realtà perchè tutti volontari, molti dei quali arrestati per crimini sessuali. Un paio di capitoli agghiaccianti contenuti nei suoi libri

“Nel paragrafo intitolato “l’orgasmo dei soggetti impuberi” descrive i comportamenti di centinaia di bambini da quattro mesi a quattordici anni vittime di pedofili. In alcuni casi, Kinsey e i suoi osservarono (filmando, contando il numero di «orgasmi» e cronometrando gli intervalli tra un «orgasmo» e l’altro) gli abusi di bambini ad opera di pedofili: «In 5 casi di soggetti impuberi le osservazioni furono proseguite per periodi di mesi o di anni[…]» (p. 107); ci furono anche bambini sottoposti a queste torture per 24 ore di seguito: «Il massimo osservato fu di 26 parossismi in 24 ore, ed il rapporto indica che sarebbe stato possibile ottenere anche di più nello stesso periodo di tempo» (p. 110).”

In “Contatti nell’età prepubere con maschi adulti” venivano descritti rapporti sessuali tra adulti e bambini con tanto di tabella contenente i tempi delle bimbe per raggiungere l’orgasmo. Questo “stimato luminare” si permette di scrivere:

“Il numero straordinariamente piccolo dei casi in cui la bambina riporta danni fisici è indicato dal fatto che fra 4.441 femmine delle quali conosciamo i dati, ci risulta un solo caso chiaro di lesioni inflitte ad una bimba, e pochissimi esempi di emorragie vaginali che, d’altronde, non determinarono alcun inconveniente apprezzabile” (pp. 159–160).”

“I numeri di pagina si riferiscono alle edizioni italiane: Il comportamento sessuale dell’uomo, Bompiani, Milano 1950;Il comportamento sessuale della donna, Bompiani, Milano 1956.” Fonte 

-alcun inconveniente apprezzabile- Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro. Scherziamo? Purtroppo no. Non trovo le parole, o meglio, non potrei formulare una frase priva di ingiurie, quindi, andiamo oltre.

John Money, sessuologo neozelandese. Fondò la “Clinica per l’Identità di Genere” all’interno della John Hopkins University, prestigiosa università collegata alla stessa fondazione che finanziò gli studi di Kinsey:la Rockefeller Foundation, ma anche ad altre importanti fondazioni filantropiche come la Bill&Melinda Gates Foundation. Money iniziò a lavorare alla John Hopkins prima di concludere il dottorato e ci rimase fino alla fine della sua carriera. Faceva parte della Task Force on Homosexuality con Alfred Kinsey, gli studi prodotti da questo gruppo fecero rimuovere l’omosessualità dal manulale diagnostico dell’APA, il DSM del 1974. Nei dibattiti sulla pedofilia sosteneva dovesse “esserci una distinzione clinica fra “affectional pedophilia” e “sadistic pedophilia”, cioè la pedofilia in cui c’è affetto per il minore coinvolto in atti sessuali e quella che si manifesta solo in modo sadico.

Fu criticato soprattutto a causa della controversa storia di Bruce Reimer infatti cercò di “curarlo” per un danno irreversibile ai genitali, facendogli cambiare sesso e facendolo crescere come se fosse una bambina. Era un’occasione troppo ghiotta nella quale poteva sperimentare le sue teorie. Secondo Money non è la fisiologia a determinare il sesso ma i condizionamenti esterni derivanti da cultura e società, tutto sembrava avvalorare le sue tesi, finchè la/il ragazza/o si tolse la vita. Qui per approfondire. 

Tom O’Carroll , già arrestato per reati collegati alla pedofilia che considera un normale orientamento sessuale e tra le altre cose sostiene che “«in una relazione pedofila» il piccolo «desidera essere desiderato», quindi sarebbe pienamente libero”. Fonte

“Sarà un pazzo che parlava a vanvera, avrà urlato queste assurde oscenità dal balcone di casa sua, non lo avrà mai ascoltato nessuno” si potrebbe pensare. Invece no, scrive queste cose su sexuality&culture, rivista che pubblica ricerche scientifiche e articoli accademici. E’ stato membro del PIE (Paedophile Information Exchange), di cui parleremo meglio in seguito, gruppo pro-pedofilia nato nel 1974, formato da attivisti che intendevano abbassare l’età del consenso a 10 anni. E’ stato accusato e condannato per aver tentato di corrompere la morale pubblica, per la distribuzione di materiale pedo-pornografico e per reati contro i minori. Potrei riportare molto altro ma, per ora, credo sia meglio metabolizzare questo.

Tom O’Carrol

Mario Mieli , attivista e scrittore, nel suo “Elementi di critica omosessuale” scrive:

“il padre rifiuta contatti erotici aperti con il figlio (il quale invece desidera “indifferenziatamente” e quindi desidera anche il padre), così come gli altri maschi adulti, in forza del tabù antipederastia, rifiutano rapporti sessuali con il bambino”.

“Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica. La società repressiva eterosessuale costringe il bambino al periodo di latenza; ma il periodo di latenza non è che l’introduzione mortifera all’ergastolo di una «vita» latente. La pederastia, invece, «è una freccia di libidine scagliata verso il feto»”

Un articolo di bufale.net, citando tra le fonti principali il Fatto Quotidiano e Gay.it  tenta di contestualizzare le affermazioni di questo stravagante teorico degli studi di genere, basandosi sul periodo storico e tirando in ballo Freud. Mario Mieli, l’esponente di spicco dell’ideologia gay a cui è dedicato il circolo più famoso d’Italia non era quindi un pedofilo, ma sarebbe semplicemente stato un “intellettuale provocatore”. Per quanto mi riguarda, alla luce dei fatti emersi dalla ricerca, queste argomentazioni non minimizzano affatto la portata del suo pensiero e la gravità delle possibili ripercussioni.

Il circolo Mario Mieli organizza progetti didattici e le realtà LGBT , passando per l’UNAR — Ufficio Anti Discriminazioni Razziali, sono ufficialmente entrate nelle scuole come enti di formazione. Qui un articolo per approfondire la questione.

Mario Mieli

 W. L. Williams è stato arrestato per pedofilia.

“Ha insegnato antropologia, studi di genere e storia alla University of Southern California di Los Angeles, una delle più celebri università della California insieme all’UCLA. Il sito dell’università lo riportava tra i suoi professori su una pagina che è stata messa offline negli ultimi giorni. Williams ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro accademico, compresa una onorificenza della stessa università nel 2006.” 

W. L. Williams

Il Post riporta la notizia citando tra le fonti un articolo del Los Angeles Times, dal quale ha ricavato queste informazioni, ma la testata americana continua: “He was also recognized for his work with the gay and lesbian community.” (È stato anche riconosciuto per il suo lavoro con la comunità gay e lesbica).

Credo sia molto importante precisare anche questo dettaglio visto il filo conduttore emerso finora. Proprio seguendo questo gomitolo, che all’inizio mi ha portato su parecchie piste poco attendibili e su binari morti, trovo questo articolo della bbc, gentilmente tradotto in italiano dal nostro preziosissimo Mer Curio. Si analizza il collegamento tra il PIE , già citato in precedenza, e i movimenti dell’epoca. “Il giornalista Christian Wolmar ricorda la loro tattica: 

“Non hanno sottolineato che si trattava di uomini di 50 anni che volevano fare sesso con bambini di 5 anni. L’hanno presentata come la liberazione sessuale dei bambini, che i bambini dovrebbero avere diritto al sesso”, dice. E’ un’ideologia che ora sembra agghiacciante. Ma il PIE è riuscito a ottenere il sostegno di alcuni organismi professionali e gruppi progressisti. Ha ricevuto inviti dai sindacati degli studenti, ha ottenuto una copertura mediatica favorevole e ha trovato accademici disposti a diffondere il suo messaggio.”

“Una delle tattiche chiave del PIE è stata quella di tentare di unire la sua causa con i diritti degli omosessuali. In almeno due occasioni la conferenza della Campagna per l’uguaglianza omosessuale ha approvato mozioni a favore del PIE. La maggior parte delle persone gay erano inorridite da qualsiasi parallelismo tra omosessualità e interesse sessuale nei confronti dei bambini, dice Parris. Ma il PIE ha usato l’idea della liberazione sessuale per conquistare elementi più radicali: “Se c’era qualcosa con la parola ‘liberazione’ nel nome si era automaticamente a favore se si era giovani e fighi negli anni Settanta.”

Per lo sdoganamento della pedofilia puntavano alla liberalizzazione della sessualità dei bambini giocando sui diritti, come si era appena fatto con l’omosessualità da poco socialmente accettata. A prescindere da questo piccolo trucchetto di linguaggio e prospettiva, gli obiettivi del PIE erano abbastanza chiari, i suoi membri erano attivisti e portavano avanti le loro campagne alla luce del sole. Fortunatamente le proteste furono consistenti e i loro piani non andarono a buon fine, ribellarsi è servito, saremo ancora in grado di farlo oggi? E domani? Non stiamo assistendo, ora, alle stesse battaglie per i diritti delle minoranze LGBT? Alle stesse lotte contro le discriminazioni? Queste cause sono, senza ombra di dubbio, lecite e condivisibili. La preoccupazione che possano essere strumentalizzate per il raggiungimento di un obiettivo non dichiarato ma preciso, non è altrettanto lecita? Siamo di fronte alla semplice evoluzione della società moderna, che si sviluppa autonomamente, senza alcun tipo di spinta esterna, o ci troviamo davanti all’ennesimo tentativo di ipersessualizzazione precoce della società? Tentativo che potrebbe essere più subdolo e strisciante, ovviamente meno esplicito di quello messo in atto negli anni ‘70 dal PIE. Nel corso degli anni le tecniche si affinano, ma non è così per qualsiasi disciplina? Se ora si fondasse tutto sulla dolce manipolazione delle menti e sul proggressivo, lento cambiamento nella percezione della realtà? Sono solo semplici interrogativi. Nessuno può dire di avere la verità in tasca. 

PANEM ET CIRCENSES

Se dovessimo cercare le risposte nel comportamento dei media, non sarebbero difficili da trovare. Pubblicità, film, serie tv, foto, anime, concorsi di bellezza, servirebbe un approfondimento a parte per analizzare la mole di materiale in circolazione. Esclusivamente per far capire a grandi linee ciò che intendo, per ovvie esigenze di tempo e di spazio riporterò qui di seguito solo un paio di esempi. I più discussi. 

La foto scelta da Skytg24 per pubblicizzare la mostra del cinema di Venezia 2020

Le polemiche hanno infuocato il web, chi ha sollevato dubbi è stato giudicato paranoico, complottista. Il Primato Nazionale scrive: 

“Scelta discutibile ma niente pedofilia…Di fatto SkyTg24 ha scelto semplicemente un fermo immagine (uno dei tanti)”. 

Spulciando tra i vari articoli è possibile farsi un opinione al riguardo. “Perché tanto rumore? Perché nella foto, il cui utilizzo si deve solo a una libera scelta di Sky, c’è una bambina in mutandine — alla quale qualcuno ha subito attribuito uno “sguardo ammiccante” — in una stanza piena di piccioni e altri uccelli. E l’equivoco è aggravato anche dall’infelice titolo utilizzato di Sky, ovvero “Mostra di Venezia 2020: il festival è donna”. È inammissibile, che al di là della mancanza di rispetto delle leggi vigenti in materia di Tv e Minori, sia venuto meno anche il buonsenso. Che dovrebbe appalesarsi in tutti coloro i quali operano nel settore delle comunicazioni”. Indubbiamente mi trovo in accordo con quanto afferma, alla fine del virgolettato, il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori. Certo viene da chiedersi perchè proprio quel fermo immagine tra i tanti disponibili e come possano, degli esperti in comunicazione, far passare messaggi tanto ambigui, per sbaglio.

Cuties , film francese distribuito da Netflix, ha sollevato un acceso dibattito. 

Il film insegna a twerkare alle adolescenti”, secondo l’accusa. Ma molti lo difendono: “Denuncia l’assenza per i bambini di un’educazione che mette in discussione media “sessualizzati” e cultura dell’oggettificazione”

La locandina al centro della polemica

Partendo dal presupposto che i film spesso mettono in scena la realtà e la realtà altrettanto spesso fa schifo, cercherò di accogliere come plausibili le parole della regia che si giustifica dicendo di aver solo tentato di denunciare l’evidente ipersessualizzazione infantile della società. Se dovessimo criminalizzare questo film esclusivamente perchè immorale e scandaloso dovremmo farlo anche con tutte le produzioni inclini alla violenza in generale. “Assodato” questo, tralascerò tutte le scene palesemente spinte (che non sono poche) e i volgari discorsi legati al sesso, per concentrarmi sul resto.

Già mi lascia dubbiosa la critica che definisce “adolescenti” delle bambine di 11 anni, sorvolando su questo dettaglio, provo ad analizzare la pellicola. Cerchiamo di andare più in profondità.

 Ci sono parecchi momenti semplici che non hanno a che fare con il ballo o con il “bisogno di ribellione”, dove inquadrano le bimbe focalizzandosi sulla loro pancia, rimanendo a lungo sul fondoschiena, a volte anche mentre sono chinate col fondoschiena in totale evidenza, per intenderci. Spesso si mordono le labbra o ammiccano in occasioni dove, a mio avviso, non avrebbe senso farlo. Spesso sono vestite di rosso e sappiamo tutti cosa rappresenta quel colore e quali emozioni suscita. Le piccole ballerine tirano un sasso ad Amy, la protagonista. La più clemente si preoccupa per lei, sono l’una di fronte all’altra, abbastanza vicine. L’amica prende con una mano della polvere bianca da un’anonima busta, ci sputa sopra un’abbondante quantità di saliva e la spalma sulla ferita, “medicandola”. Non sono a conoscenza dei vostri gusti personali e non so se siate a conoscenza delle mode sessuali più in voga sulle piattaforme porno, ma lo sputo è spesso direttamente ed inequivocabilmente collegato al sesso, quindi perchè inserire un gesto del genere in una circostanza simile? Non è collegato minimamente alla trama e alle intenzioni dichiarate. Ma forse sono io che non colgo il nesso artistico e il suo significato intrinseco. Le bambine trovano un preservativo e una di loro lo gonfia, le amiche si allontanano accusandola di essere infetta, lei piange perchè non sapeva potesse essere pericoloso. La scena si sposta in bagno, la bambina con la bocca spalancata e la lingua di fuori, le altre concentrate a strofinarle la lingua piena di schiumoso sapone bianco. Non commento, lascio trarre le conclusioni ad ognuno di voi.

In una scena si mettono a ballare davanti a due uomini adulti, non annoierò oltre specificando il contesto nei dettagli perchè lo trovo irrilevante, comunque uno di loro le guarda con interesse e quando se ne vanno le saluta con un chiaro: “A presto!”. 

Con la consapevolezza che deriva da tutte queste ambiguità, il finale appare come un banale e strappalacrime tentativo di legittimare le oscenità proposte fino a quel momento. Ho come l’impressione che sia stato buttato lì in fretta. Ma è solo una sensazione. Lei torna correndo dalla madre, sceglie di saltare con la corda, sorridendo felice.

Boh.

Non è un errore di battitura. Intendevo proprio…boh. Non so cosa pensare.

Probabilmente, non mi è piaciuto e basta. Sono d’accordo con quanto afferma la giornalista Flavia Piccinni: 

“La riflessione si sposta dunque su più piani. Oltre a domandarsi tout court se sia corretto mostrare l’oggetto della propria denuncia in modo acritico come accaduto in questo caso (mostro delle bambine in atteggiamenti ipersessualizzati per criticarle, ma intanto e comunque le mostro), dovremmo forse interrogarci sul presente che stiamo vivendo.”

Girava in rete anche la notizia, rivelatasi falsa, del CEO di Netflix arrestato con del materiale pedo-pornografico. Errare è umano ed è quindi normale sbagliare a volte, sviste ed imprecisioni sono inevitabili, altra cosa però è dare risonanza a fatti sospetti, senza fonti attendibili, senza un minimo di affidabilità. Com’era prevedibile non sono mancati i soliti analfabeti funzionali che contribuiscono a far diventare virali le informazioni senza verificarle in alcun modo, considerando tutto come oro colato, sempre e solo se avvalora le loro ipotesi e li fa stare adagiati nella loro zona di comfort. Questo comportamento è diffusissimo e danneggia soprattutto chi, con spirito critico, si pone delle domande cercando di districarsi tra propaganda e informazione, proprio tra percezione e realtà.

IN POLITICHESE  

Non mancano nemmeno dichiarazioni come questa :

“Criminalizzare i “pedofili” in quanto tali, al contrario, non serve certo a “tutelare i minori” (che dovrebbero piuttosto essere tutelati da chi immagina questo tipo di tutele), ma solo a creare un clima incivile, nè umano nè — vorremmo dire — cristiano.” di Daniele Capezzone dei Radicali.

In rete ne vengono riportate molte altre, come anche nel libro Unisex di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta, ma alcuni link delle fonti purtroppo non funzionano più e preferisco inserire solo ciò che ancora si può reperire.

Ci sono state parecchie polemiche anche per quanto riguarda il DDL Omofobia, circolava in rete un emendamento firmato Giovanardi che faceva rientrare la pedofilia negli orientamenti da tutelare.

1. All’articolo 3 della legge 19 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, alle lettere a) e b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ‘’o fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili, se tali condotte discriminatorie siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità verso la persona e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé’’

Tutti si sono affrettati a smentire l’assurda fake news nella quale sono incappati, a quanto pare, anche il Messaggero e il Fatto Quotidiano .

“Si tratta in realtà di un vecchio emendamento del 2013…Ovviamente nel testo di legge che verrà depositato domani non c’è alcun riferimento alla pedofilia.” tuona Fanpage il 29 giugno 2020.

La sentenza? Il termine “pedofili” è stato inserito solo per fare ostruzionismo, era una semplice provocazione. Bufala sbufalata! Ma che burloni! Forse i personaggi analizzati finora, poco più sù, ma anche la stessa APA non saranno tanto d’accordo. Di fatto, l’emendamento esiste, nero su bianco, lo potete trovare qui. Ognuno tragga le proprie conclusioni. 

RIPARTIAMO PROPRIO DALL’APA

Torniamo sull’associazione degli psichiatri americani che nel 1998 ha pubblicato un controverso rapporto nel quale affermava che “il potenziale negativo del sesso degli adulti con i bambini è stato esagerato; la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne non ha riportato effetti negativi da esperienze sensuali infantili”

In seguito, la stessa associazione, nel Dsm4 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) ha declassato la pedofilia da malattia a “disordine mentale” (“orientamento sessuale o dichiarazione di preferenza sessuale senza consumazione”) e continuando l’evoluzione linguistica, ha sentito il bisogno di porre una distinzione tra atto pedofilo e pedofilia, non considerando più quest’ultima come un disturbo psichico ed etichettandola come “semplice” orientamento sessuale nel Dsm5 pubblicato nel 2013. Dopo le accuse, l’associazione ha specificato che lo studio sugli abusi non intendeva giustificarli e ha rettificato il manuale con la distinzione tra disordine pedofiliaco (ancora considerato come una patologia psichiatrica) e pedofilia (un orientamento come gli altri della sessualità umana). A voi sembra abbiano risolto l’equivoco? A me sembra ancora che, a livello di ridefinizione del significato delle espressioni, qualcosa sia cambiato. Il linguaggio è più importante e più potente di quanto siamo disposti a credere, questa nuova definizione della pedofilia è accettabile? Potrebbe lentamente plasmare la nostra percezione e con più facilità quella delle generazioni future? Significativo questo virgolettato di Giulio Meotti che tratta l’argomento:

“La pedofilia viene definita “amore intergenerazionale” . D’altronde questa è la forza di chi scrive i manuali scientifici: un disturbo psichiatrico non esiste se non c’è nel manuale degli psichiatri americani. E’ il potere di scrivere, letteralmente, la realtà.”

Le prese di posizione riguardo alla questione fortunatamente sono rimaste ferme, l’indignazione è prevalsa, ma qualcuno potrebbe sottovalutare la cosa e pensare che, alla fine, sono solo parole. Anche le immagini, come quella scelta per la mostra di Venezia che abbiamo preso come esempio, sono solo immagini, ma ho sempre pensato che sia meglio prevenire che curare. Credo che, trattandosi di un argomento tanto importante quanto delicato, sia necessario essere intransigenti e tenere sempre gli occhi ben aperti per non rischiare di fare la fine della famosa rana bollita di un aneddoto ormai risaputo.

“Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce — semplicemente — morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.”

Foto riportata da questo interessante articolo su Noan Chomsky

Questa metafora esiste e il meccanismo sembra funzionare piuttosto bene per quanto riguarda la passiva accettazione psicologica di fenomeni sociologici con conseguenti derive inaspettate e impensabili. Considerando che molte persone possono essere più vulnerabili perché all’oscuro di certi avvenimenti e di conseguenza meno consapevoli, considerando che non mancano le opinioni più accondiscendenti verso il cambiamento del linguaggio utilizzato, come quelle riportate qui, credo sia fondamentale non abbassare mai la guardia per evitare qualsiasi tipo di manipolazione.

DALL’APA ALLA NAMBLA & FRIENDS

Esiste un’associazione americana chiamata NAMbLA.  È stata fondata in America nel 1978 da David Thorstad ma conta seguaci in tutto il mondo, molti dei quali in Olanda. Sostiene il rapporto tra adulti e minori rivendicandone il “diritto”. Fa parte del gruppo International Pedophile and Child Emancipation ed è stata una delle maggiori finanziatrici dell’ILGA (International Lesbian and Gay Association), alla fine quest’ultima ha preso le distanze e si è pubblicamente allontanata, solo dopo un decennio di alleanza con la combriccola di pedofili.

Il 25 aprile viene celebrata la giornata di Alice, chi sfila chiede “l’abolizione dei limiti di età per rapporti sessuali con i minorenni”. Non è uno scherzo di cattivo gusto, questo è il sito ufficiale dell’associazione, nulla poteva essere più ambiguo di un arcobaleno colorato, che tra le altre cose simboleggia anche il movimento LGBT. Perchè utilizzano lo stesso simbolo?

Non ha senso preoccuparsi. Parliamo di una manciata di depravati senza alcun peso sociale, si tratterà di un caso isolato. Invece no. Questa è la lista di tutti i movimenti che sostengono la pedofilia e mirano al suo sdoganamento. 

Rispetto qualsiasi tipo di orientamento sessuale, finché parliamo di adulti consenzienti, non solo arrivo a comprendere l’attrazione tra donne che è fisiologicamente più accettabile nel mio caso personale, ma posso arrivare a capire anche quella tra uomini. Ripeto, potrei anche non condividere altre sfumature, ma non giudicherei in ogni caso. Certo, se ci sono di mezzo i bambini cambia tutto.

Nel 2010 Amazon mette in vendita questo e-book:

L’indignazione dilaga ma il colosso si rifiuta di ritirarlo appellandosi alla libertà di espressione, dice di essere contro la censura, ma dopo le forti critiche è costretto alla resa.  Non è la prima volta che Amazon mette in vendita un libro del genere, già dal 2002 era possibile acquistare “Understanding loved boys and boylovers”

Com’è possibile acquistare, tuttora, Pedophilia and Adult–Child Sex: A Philosophical Analysis, analisi filosofica sulla pedofilia contenente paragoni alquanto discutibili.

In circolazione anche “un vero e proprio manuale del perfetto pedofilo. Si tratta di una guida di 170 pagine che alterna istruzioni su come “abusare in sicurezza” ad oltre 1000 immagini che ritraggono abusi sessuali di adulti su minorenni.” È stato trovato sullo smartphone di Alex Walton che, alla fine, ha comunque evitato il carcere.

Il Coordinamento internazionale delle associazioni a tutela dei diritti dei minori, inoltre, ha denunciato l’esistenza di un decalogo per chi “ama le bambine” tradotto in svariate lingue, anche in italiano, che riporta affermazioni come queste: “tratterò le bambine sempre con rispetto e dignità…non farò nulla contro la loro volontà”.

La presidente del Ciatdm, Aurelia Passaseo, denuncia anche l’aberrante ricorrenza dell’International Boy Love Day, giornata dedicata all’orgoglio pedofilo, “i sedicenti “amanti dei bambini” sono invitati a celebrare la data mettendo delle candele blu accese davanti a una finestra, accompagnate da un biglietto in cui spiegare i propri “sentimenti”.”

Per giustificare il suo scritto “The Pedophile’s Guide to Love and Pleasure: a Child-lover’s Code of Conduct” Phillip Greaves afferma:

“E’ il mio tentativo di rendere le situazioni pedofile più sicure per i ragazzi che se ne trovano coinvolti, stabilendo determinate regole per gli adulti. Spero di riuscirci appellandomi ai lati positivi dei pedofili, con la speranza che seguano i consigli e possano venire odiati meno e condannati a pene minori, in caso venissero arrestati”.

L’autore ritiene che i pedofili siano spesso incompresi. Istintivamente ho la nausea, ma ho comunque cercato di essere obiettiva. Ho provato a ragionarci sù e anche dopo un arduo lavoro di razionalità, la nausea rimane.

Viviamo tutti realtà diverse e spesso si ha la presunzione di credere che il proprio comportamento sia il migliore possibile, per poi rendersi conto di quanto sia illusorio tutto questo, per correttezza e coerenza quindi, cerco a mia volta di non giudicare mai nessuno, ma sono umana e odio l’ipocrisia quindi sì, ogni tanto accade. I pensieri affiorano senza che me ne renda conto, cerco sempre di migliorare, allenando il distacco, ma su determinate cose ho ancora molta strada da percorrere. Avevo bisogno di questa premessa. È necessaria perchè io stessa arrivi ad accettare la mia presa di posizione. Provo ribrezzo per le intenzioni di questi elementi e devo essere sincera, non tento in alcun modo di comprenderli perché non ne sarei capace, non sarei in grado nemmeno di provare pena, figuriamoci compassione, amplificherei solo il disgusto e la rabbia che già sento. Sono sempre stata a favore della libertà di espressione ma ultimamente le mie certezze vacillano spesso, come in questo caso. È giusto che quelle persone siano libere di esprimere, sostenere e arrivare a promuovere certi abomini?

Non credo riuscirei ad accettarlo nemmeno se si trattasse solo ed esclusivamente di libertà di pensiero ma sono convinta che il fenomeno non si limiti a questo. A Boston sono stati arrestati e incriminati per stupro parecchi uomini della NAMbLA, le vittime avevano tra gli 8 e i 15 anni. Nelle basi di San Francisco e di New York, tra gli agenti, si infiltro’ anche il giornalista Mike Echols, che nel libro-inchiesta “ I Know My First Name is Steven” pubblicò anche nomi, indirizzi e numeri di telefono di circa 80 membri dell’associazione. Nella sentenza di un’ azione legale che accusava Charles Jaynes e Salvatore Sicari di aver pedinato, torturato, ucciso e mutilato un ragazzo di Boston, venne specificato che:

“Nambla funge da canale per una rete sotterranea di pedofili negli Stati Uniti, che usano la loro associazione e contatti su Internet per ottenere e promuovere l’attività pedofila”.

Arresti anche tra i membri di Martijn, associazione fondata nei paesi Bassi, con gli stessi obiettivi della NAMbLA. La corte d’appello però dichiara che “il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali…non andava connesso al lavoro della stessa.” 

I membri dell’associazione italiana Gruppo P, fondata dal giornalista Francesco Vallini, editori del “Corriere dei pedofili”, sono stati arrestati

Davvero si tratta solo del sacrosanto diritto alla libertà di espressione? Gira tutto intorno a censura e libertà di pensiero? Dopo i fatti riportati, ne siamo così sicuri?

DALLA NAMBLA ALL’OMS

“Già all’asilo i bambini devono conoscere il piacere della masturbazione e scoprire il corpo dell’altro sesso. A 9 anni devono sapere come usare il preservativo e a 15 essere ben consapevoli del diritto di abortire. A stabilirlo il documento sugli Standard per l’educazione sessuale elaborato dall’Oms Europa e dal Centro per l’educazione alla salute di Colonia.”

In questo articolo del 2013 troverete gli approfondimenti, in allegato il documento ufficiale (da pag.38 a pag.48 le linee guida dell’educazione sessuale dai 4 ai 15 anni) e l’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Paola Binetti a Beatrice Lorenzin, allora ministro della salute.

Altri approfondimenti in questo articolo evidentemente in accordo con le posizioni dell’OMS.

“Secondo i già citati Standard per l’ educazione sessuale in Europa dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA pubblicati nel 2010 sarebbe importante inserire l’ educazione sessuale come materia curricolare e considerarla materia d’esame. L’obiettivo di questo cambiamento è dare sufficiente attenzione ed importanza agli argomenti proposti, favorendo la motivazione degli studenti. Inoltre i programmi di educazione sessuale dovrebbero essere trattati in maniera multidisciplinare, ovvero da più insegnanti sotto diversi punti di vista, e non dovrebbero essere facoltativi per gli alunni.”

Quando ho scoperto dell’esistenza di questo documento sono rimasta inorridita, ovviamente. I primi articoli letti riportavano solo ed esclusivamente i punti più discutibili, quelli con cui mi trovo in forte disaccordo. Per capire meglio, sono risalita alla fonte. Sembrerà strano ma la cosa più difficile è dover fare i conti con le sensazioni contrastanti che nascono dall’analisi del testo ufficiale. Premetto che la seguente affermazione si riferisce esclusivamente all’impressione avuta in seguito a una prima superficiale lettura: è sconcertante dover ammettere, tolte le ambiguità riportate di seguito, che nel complesso, il documento sembra orientato verso la tolleranza. Evidenti obiettivi come: il rispetto per le differenze; un atteggiamento aperto e non giudicante; la consapevolezza che è giusto chiedere aiuto; il rispetto per stili di vita, valori e norme diversi; venire a patti con la pubertà e resistere alle pressioni da parte dei coetanei; avere spirito critico rispetto ai messaggi provenienti dai media e dalle industrie della bellezza; affrontare l’ingiustizia, la discriminazione, la disuguaglianza; il riconoscimento dei diritti umani per sé e per gli altri; l’accettazione delle insicurezze che affiorano con la presa di coscienza del proprio corpo; convivere in famiglie basate sul rispetto reciproco; costruire e mantenere relazioni; la convinzione che l’impegno, la responsabilità e l’onestà sono alla base delle relazioni.

Impossibile non convenire con la quasi totalità dei punti esposti. Nonostante questo, alcuni passaggi mi hanno inquietato, anche se in realtà evitare ogni tipo di condizionamento è pressochè impossibile. Credo che in questo caso avrò più libertà di valutazione e penso di avere più possibilità di maturare un’opinione obiettiva, visto che stiamo parlando di elementi senza esposizioni o interpretazioni esterne, perchè mai evidenziati da nessun articolo letto finora. Questi dettagli mi hanno colpito, a primo impatto con minore intensità rispetto ad altri, ma riflettendoci con maggiore sospetto perchè ambigui, sicuramente molto meno espliciti. Ad esempio, troviamo nella fascia 0–4 : voglia di dire “sì” e voglia di dire “no”. Questa espressione, anche se è riportata nella sezione “emozioni/affetti”, ha ricollegato istantaneamente il mio pensiero ad una intervista rilasciata da Don Fortunato Di Noto , da sempre impegnato nella lotta contro la pedofilia, fra i primi a scoprire l’esistenza del “Fronte per la Liberazione dei Pedofili”. Uno di loro scrisse una lettera indirizzata a tutti i bambini: 

“Probabilmente qualcuno ti ha detto che puoi dire di no. Bene, ricorda soltanto una cosa: se puoi dire di no, puoi anche dire di si…Se ti senti di fare qualcosa hai il diritto di farlo. Sei tu che puoi scegliere…Talvolta gli amici con i quali ti diverti ti chiedono di non raccontare agli altri quello che avete fatto insieme. Questo capita spesso quando i tuoi amici sono degli adulti. Il motivo di ciò è semplice: se la gente scopre che hai fatto delle cose con un amico adulto, o con una amica adulta, può farlo andare in prigione e rovinargli la vita…Sai poi cosa capita a te quando la gente lo scopre? Vai in terapia. Terapia vuol dire che devi sottostare a qualcuno che cercherà di convincerti che tutto quello che hai fatto con il tuo amico è stata una cosa orribile e che il tuo stesso amico è una persona orribile. Possono persino darti delle medicine per calmarti. Diventi una persona malata”.

Voglia di dire “sì” e voglia di dire “no”, perché puoi dire di no ma puoi dire anche di sì. Questo parallelismo spaventa perchè appare così evidente, ma non è il solo. Nel documento dell’OMS questa volta proprio alla sezione “sessualità, salute e benessere”, fascia 4-6, troviamo: distinguere tra segreti “buoni” e segreti “cattivi”; belle e cattive esperienze del proprio corpo/cosa dà una sensazione piacevole?; la consapevolezza dei propri diritti che porta ad avere fiducia in se stessi; l’atteggiamento “il mio corpo appartiene a me” ; sensazioni legate alla sessualità (vicinanza, piacere, eccitazione) come componenti della gamma di sensazioni umane (devono essere positive, non devono includere la coercizione o il far del male); alcune persone non sono buone, si fingono gentili ma possono essere violente. Ma soprattutto: se l’esperienza/la sensazione non è bella, non si deve sempre accondiscendere; la consapevolezza che possono decidere per se stessi. Questo, se ancora capisco l’italiano, presuppone che potrebbero anche accondiscendere se l’esperienza fosse percepita come “bella”, se la persona di fronte non fosse violenta ma gentile “per davvero”. Se questo concetto fosse rivolto a ragazzini di 14 anni potrei anche condividerlo, a quell’età l’approccio alla sessualità è inevitabile, con i coetanei preferibilmente, ed è giusto responsabilizzarli e cercare di renderli maggiormente consapevoli, ma in fascia 4–6 che senso ha? O meglio, che tipo di messaggio si intende far arrivare? E in che modo? Non solo il PIE puntava sui diritti perché i bambini potessero essere definiti consenzienti, non abbiamo assistito al palese tentativo di legittimare la pedofilia in assenza di violenza? Sorvolando, ma solo per il momento, su “bambini su misura, genetica”, dedicato ai ragazzi sopra i 15 anni, continuo a cercare.

Manuel Di Casuli, in un suo articolo, riconduce tutti gli “esperti” di dubbia provenienza ed estrazione, che hanno collaborato alla stesura del documento, alla stessa lobby abortista (International Planned Parenthood Foundation-European Network ).

Iniziando a sbirciare nel business dell’aborto, abbiamo già avuto modo di vedere fin dove possano spingersi certe realtà, soprattutto perchè sono coinvolti personaggi di un certo spessore, ai quali non mancano di certo le risorse. Quanto possono diventare influenti persone del calibro di Hilary Clinton? Bisognerebbe scavare più a fondo e capire se quello che sostiene l’articolista del Sussidiario è del tutto verificabile e concreto. Continuo a ripetermi, come fosse un mantra, che spesso la verità sta nel mezzo. Voglio credere che queste direttive siano state stilate da persone in buona fede, che nessuno si sognerebbe mai di spingere i bambini verso una sessualizzazione precoce, soprattutto perchè, anche solo supporre il contrario, sarebbe agghiacciante.

Partendo da questo assunto, è plausibile pensare che determinati approcci possano essere intrapresi spinti dalla forma che va assumendo l’intera società? Questa direzione è stata imboccata in maniera naturale o è il frutto di premeditati condizionamenti? Tutto può essere, forse se ci allontanassimo un poco dalla piccola serratura alla quale siamo soliti appoggiare l’occhio per spiare il mondo, potremmo scorgerne la complessità.

Personalmente, ritengo che ogni bambino abbia i suoi tempi, credo che abbia il diritto di ricevere le risposte adeguate alle sue domande nell’esatto momento in cui affiorano. Credo anche che le risposte dovrebbero essere adatte alla sua età, ma soprattutto cucite appositamente su di lui, fatte su misura, in base alle sue esperienze, a quello che può aver visto e sentito, nel rispetto di ogni sua sfumatura e di ogni sua particolare sensibilità. Quindi, se per poter assolvere al meglio questo compito sono necessarie un’attenta osservazione e una profonda comprensione, chi può conoscere un bambino, meglio delle persone che si prendono cura di lui da quando ancora non era nato? Per questo penso spetti alla famiglia farsi carico di questa responsabilità. Potrebbero essere utili degli incontri di formazione per aiutare i genitori ad affrontare la questione. Forse dovremmo smettere di delegare qualsiasi cosa, a partire dall’educazione dei nostri figli, seppur riconoscendo i propri limiti e le proprie lacune. Sono arrivata a pensare che l’autodeterminazione possa essere davvero la chiave per uscire dagli schemi che ci vengono imposti e che non coincidono se non mai, quasi mai, con i nostri interessi e il nostro vero benessere.

Un articolo del 2013 scritto dal già citato giornalista Giulio Meotti approfondisce i fatti avvenuti negli anni ’80 focalizzandosi sul ruolo della sinistra tedesca e dei suoi intellettuali.

“Volker Beck, che oggi rappresenta la città di Colonia al parlamento, negli anni ’80 contribuì con un saggio al libro” Il complesso pedosessuale” in cui sosteneva la depenalizzazione del sesso con i bambini”

Il documento con le direttive OMS analizzato pocanzi, è stato redatto proprio in collaborazione con il centro per l’ educazione alla salute di Colonia. Sarà di certo l’ennesima coincidenza. La sottolineo esclusivamente perché questo collegamento mi ha lasciato addosso una brutta sensazione, probabilmente sono solo condizionata dall’impatto emotivo che suscitano in me informazioni di questo tipo. Nonostante ciò credo sia importante tenere in considerazione ogni dettaglio mentre si tenta di mettere a fuoco, mentre si cercano i pezzi del puzzle, per capire dove va posizionato quel tassello in particolare e soprattutto per visualizzare in quale direzione combacia. Per questo è essenziale guardare tutto da ogni angolazione possibile e focalizzarsi anche sulle sfumature che uno sguardo superficiale giudica insignificanti.

Quale macabra immagine va delineandosi? Cosa sta succedendo, davvero?

Il possibile legame tra educazione sessuale nelle scuole e legittimazione della pedofilia viene magistralmente espresso in questo recente articolo del centro studi Rosario Livatino. Mauro Ronco, professore emerito di diritto penale, analizza in modo sintetico ma preciso, l’evolversi della situazione a livello giuridico e culturale, dagli anni ’60 ad oggi.

DALL’OMS AL PM

Pene ridotte per due pedofili, un sessantenne colto sul fatto con una bambina di undici anni e un trentaquattrenne con una ragazzina di tredici. Era amore.

Lascio giudicare a voi direttamente dagli articoli (qui e qui) sbuffando fuori e lasciando aleggiare nell’aria solo due piccoli punti di domanda: casi isolati o insidiosi precedenti? Semplicemente bravi avvocati alla difesa o una nuova e diversa percezione della realtà da non sottovalutare?

Nel mondo spariscono un numero esorbitante di minori ogni anno e il silenzio dei media è assordante. Qui l’ultimo report della federazione Missing Children Europe. Qui il più recente dossier di Telefono Azzurro. Si fa riferimento anche agli adolescenti che scappano da casa o dagli istituti e alla sottrazione da parte di un genitore, ma le percentuali del traffico sessuale sono allarmanti.

“Secondo l’UNODC Global Report on Trafficking in Persons 2018, lo sfruttamento sessuale è la forma di human trafficking più diffusa con il 79% di casi registrati”.

Le istituzioni del Regno Unito sono state “accusate da una commissione d’inchiesta indipendente di avere “messo in piedi” e “coperto” uno “spaventoso sistema di abusi su minori”…Scottland Yard ha ultimamente accusato…ex ministri, deputati di tutti i partiti e dirigenti dei servizi segreti.” 

Altri approfondimenti qui

Quanto è diffusa la pedofilia ai vertici della piramide? Il caso Epstein, emerso di recente, ci fa capire quanto poco sappiamo. Il finanziare di Brooklyn è stato arrestato la prima volta nel 2005, solo nel 2020 è stato accusato per la gestione di oltre 20 anni di traffico minorile. I reati commessi, secondo il procuratore generale Denise George, sono rimasti impuniti grazie alla copertura di una fitta rete di compagnie. I magistrati stanno cercando di ricostruire il flusso di denaro ma non è semplice,“i pochi documenti raccolti dagli investigatori mostrano passaggi di denaro da decine di milioni di dollari su conti correnti di società offshore o fondazioni che poi spariscono nel nulla.” 

Il nome di Epstein è stato collegato a diversi imprenditori, a politici e ad altre importanti personalità. Il principe Andrea, Trump, Woody Allen, Bill Gates, i Clinton. Solo per citarne alcuni. Svariati approfondimenti del caso in un unico link.

Concludo con questo pezzo che analizza i collegamenti tra il mondo dello spettacolo e la pedofilia, lo inserisco di proposito alla fine perchè spero possa essere visto come spunto per una ricerca più ampia, come una ri-partenza, visto che fa cenno, con svariati link di collegamento, a diversi episodi inquietanti che andrebbero assolutamente verificati.

A causa dell’enorme quantità di materiale non mi è stato possibile essere esaustiva, soprattutto per quanto riguarda il caso Epstein. La manipolazione mediatica e l’ultimo articolo citato son temi che necessiterebbero di un approfondimento a parte, molto più accurato, bisognerebbe risalire a tutte le fonti, punto per punto, come ho fatto per il resto. Se parecchi occhi si rivolgessero al problema, forse certi individui non avrebbero modo di agire indisturbati.

Le polarizzazioni sono sempre dannose. Non mi piacciono. Di conseguenza, non amo nemmeno i termini assolutistici, che spesso non rispecchiano la realtà e spingono all’estremizzazione, proprio quello che vorrei evitare, ma in questo caso è davvero indicato il “sempre”.

Secondo alcuni, accettare l’omosessualità deve per forza spalancare le porte anche all’accettazione della pedofilia. Disconoscere l’ordine naturale delle cose, quindi il fine dell’atto sessuale funzionale alla mera riproduzione, aprirebbe le porte alle peggio aberrità. C’è il rischio di legittimare qualsiasi cosa semplicemente perchè l’assunto alla base è il medesimo? Seguendo questa logica a ritroso, sarebbe come affermare che è rischioso avere una vita sessuale attiva e sana, con il proprio compagno, perché effettivamente, anche in questo caso viene messo in disparte lo scopo ultimo del sesso, la riproduzione, per lasciare spazio al semplice piacere. Per me, non ha senso.

Sarebbe come non uscire più di casa perché ti potrebbe capitare qualsiasi, e ripeto, qualsiasi cosa. Sarebbe come andare in panico per il covid mentre non si riesce quasi a tenere il conto delle vittime causate dagli incidenti stradali. Ripercorrendo lo stesso ragionamento in direzione all’estremità opposta, sarebbe come non salire mai più in macchina perché ogni giorno muoiono un sacco di persone sulle strade. Sarebbe come non prendere mai più un aereo perché….eh sì, ogni tanto cadono. Sarebbe come vivere nella paura, senza riconoscere razionalmente che, a prescindere dalla legge naturale, esiste un limite invalicabile tracciato da buon senso ed equilibrio, tanto rari di questi tempi. Forse sarebbe bene ricordarsi che non solo esistono infinite realtà, ma anche che c’è modo e modo di vivere la stessa realtà: infinite sfaccettature per infinite individualità.

In una coppia, e di conseguenza in una famiglia con dei forti valori intrinsechi, questa linea è ben marcata. Che si faccia sesso esclusivamente per procreare. Che lo si faccia anche per piacere ma…solo ogni tanto, non sia mai, esclusivamente durante le occasioni speciali! Che lo si faccia una volta a settimana ma…non sia mai, solo tra le mura domestiche e solo con il proprio partner! Che lo si faccia tutti i giorni! O infine, condividendo con la propria metà anche un’altra persona, o più persone, anche fuori dalle mura domestiche, e magari sì, ogni tanto anche assumendo orientamenti diversi in base alla voglia del momento! Nulla cambia.

Cambia, quando quella famosa linea inizia a sbiadire e va cancellandosi, sta a noi ricordare sempre dove stia, e qui il sempre è di nuovo necessario, sta a noi ripassarla ogni tanto per evitare di finirci oltre senza accorgercene. Così come per la famiglia, anche per la società, valgono le stesse considerazioni.

I bambini sono bambini, non si toccano.

Lely

Immagine copertina: Foto da Kristen Bondarenko

Sarai. Sempre. In ogni mia lacrima.

Sarai. Sempre. In ogni mia lacrima.

La consapevolezza a volte fa male. Vi guardate mai indietro cercando di capire il perché di alcune delle vostre scelte peggiori?
Il motivo reale che vi ha spinto in quella direzione? 
Mi è successo, di nuovo, ascoltando Silvana De Mari intervistata da Arnaldo Vitangeli. 

Il tema? L’aborto. 
Una mattina, all’alba dei 31 anni, le loro parole mi hanno trascinato rovinosamente indietro, mi sono sentita come se avessi appena riaperto gli occhi in quel letto d’ospedale e all’improvviso, eccomi. Una quindicenne stanca e disorientata, che con gli occhi socchiusi straparla, mentre il corpo smaltisce gli ultimi residui di anestesia e l’amara lucidità torna a galla prepotente, facendosi spazio a gomitate nella mente annebbiata. 
Mi sfioro il ventre con le dita, gli occhi si riempiono di lacrime, per l’ennesima volta.

È fatta. Non c’è più niente.
Me lo ripeto sottovoce, mentre il cuscino bagnato si incolla alla mia guancia e tutto diventa nero, di nuovo.
Me lo ripete anche la ginecologa, il giorno seguente, mentre mi sottopongo all’ultima visita: “Non c’è più niente.” 

Rimango impietrita dal tono della sua voce: è freddo, distante, insensibile. Sono spaventata dai suoi gesti: sono veloci, frettolosi e molto bruschi. 
Preme forte l’ecografo sulla mia pancia e mi fa male, ma non è niente, paragonato alla voragine che mi si è aperta nel petto, precisamente all’altezza dello sterno. Lancinante. 
Non riesco a muovermi e mi sento ancora più in colpa, non credevo di poter stare peggio della sera precedente. Uno dei momenti più dolorosi della mia vita. 
Scopro di essere incinta dopo un mese di stanchezza e di sonno continui. Non sono mai stata tanto spossata. Ho vicino mia madre, il mio ragazzo, la vicepreside della scuola, pochi amici, tutti cercano di consigliarmi ma più ascolto, più mi sento confusa.

Terribilmente sola.
Non esistono scuse, mi sono lasciata travolgere dagli eventi ma la decisione è stata mia. Ho scelto. Frastornata e smarrita mi ritrovo all’entrata della sala operatoria con l’agocannula tra mano e polso, la voce dell’anestesista che mi risuona in testa: “Conta fino a tre.” 
La mia vena è in fiamme, il braccio brucia da morire e non capisco se è dovuto all’anestesia o se quella sensazione che mi fa andare a fuoco dall’interno è data solo dalla pressione con la quale il farmaco entra dentro di me, in ogni caso: “Uno, due…buio.”
Il resto della storia, ormai, lo conoscete.

Premetto, non è mia intenzione giudicare, polemizzare o imporre un pensiero, anche perché sto ancora cercando di capire quale sia il mio. Magari ci arriverò proprio alla fine di questo nostro viaggio e spero possiate fare lo stesso anche voi. Spero di risultare chiara e mi scuso in anticipo per eventuali errori o imprecisioni. 
Qualche spunto per la ricerca:

Da questo articolo si evince quanto possa risultare difficile, per una donna, esercitare il suo diritto all’aborto; ma è davvero così? Sarà che raramente mi fido di quello che leggo sulle testate nazionali. Magari sono solo condizionata dalla mia esperienza, dal fatto che già allora non trovai nessun tipo di resistenza, anzi. Forse sono influenzata dai racconti di alcune conoscenti, ragazze alle quali è stata consigliata l’interruzione di gravidanza semplicemente perché ancora molto giovani. Una di queste storie, mi ha lasciato davvero interdetta. Una ragazza si reca in ospedale per la prima ecografia, il suo compagno è con lei e desiderano tenere il bambino, un’infermiera si permette di “consigliarle” l’aborto, così, senza che nessuno le abbia chiesto nulla.

A volte le esperienze personali, come anche le statistiche, possono essere fuorvianti o semplicemente mal interpretate. Partendo da questo presupposto cercherò di essere obiettiva; quale miglior modo per farlo se non affidarsi esclusivamente all’osservazione di ciò che accade?

Aborto, pubblicate le nuove linee guida sulla Ru486. Questo è un fatto. Punto. A prescindere dalle opinioni personali, la direzione sembra ben definita:

Tenuto conto della raccomandazione formulata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) — scrive infatti il ministero — in ordine alla somministrazione di mifepristone e misoprostolo per la donna fino alla 9° settimana di gestazione, delle più aggiornate evidenze scientifiche sull’uso di tali farmaci, nonché del ricorso nella gran parte degli altri Paesi europei al metodo farmacologico di interruzione della gravidanza in regime di day hospital e ambulatoriale, la scrivente Direzione generale ha predisposto le “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine”.

Da oggi si può abortire prendendo una pillola in ospedale, mezz’ora e si torna a casa. Facile e veloce. Dicono che questo sistema sia sicuro, un traguardo, il diritto all’autonomia e all’autodeterminazione della donna. Se ce lo dicono le più aggiornate evidenze scientifiche, il ministero, l’ OMS e gran parte degli altri Paesi Europei per quale motivo dovremmo dubitare? Come dicevo, la strada è segnata. Giusto o sbagliato, premeditato o meno, ha importanza?

A New York è stata approvata la nuova legge sulla liberalizzazione dell’aborto.

Un altro articolo al riguardo.

Ovviamente Peter Singer è pienamente d’accordo con l’approvazione di questa legge, ritiene che l’aborto a nascita parziale, praticato mediante l’aspirazione del cervello del bimbo, sia una pratica necessaria e pensa che lo stato non dovrebbe contrapporsi tra la madre e il medico, vietando questa tecnica. Secondo lui “è un metodo da praticare per rispettare la volontà della donna che vuole interrompere la gravidanza“.

E ancora: “Molti anni fa, nel 1994, proposi di fare eutanasia fino a un mese dalla nascita. Oggi penso che non dovremmo porre alcun limite temporale“.

Qui la sua intervista.
Singer è un filosofo australiano, eletto “tra i cento uomini più influenti del pianeta” dal Time. Ma non solo.
Sarà anche un folle estremista, a mio avviso, ma è tradotto da Einaudi, i suoi lavori vengono utilizzati nei corsi universitari di tutto il mondo (anche in Italia) ed è stato invitato al festival della filosofia di Mantova. Ricopre una delle cattedre più prestigiose al mondo, quella di bioetica a Princeton. Ha curato le più importanti voci di Etica dell’Enciclopedia britannica e ha già parecchi seguaci. Dalle sue teorie si arriva al parere del Nuffield Council on Bioethics: ai medici del Regno Unito dovrebbe essere imposto l’obbligo di staccare la spina a bambini nati prima delle 22 settimane di gestazione. Imposto l’obbligo? Il parere della madre avrà ancora un minimo di valore?

Peter Singer

Alcune delle sue citazioni:

Né un neonato né un pesce sono persone, uccidere questi esseri non è moralmente così negativo come uccidere una persona.

I bambini handicappati non sono persone, è lecito ucciderli.”

Se si vuole un altro figlio è giusto eliminare quello Down.

Anche se il bambino potrà avere una vita senza eccessiva sofferenza, come nel caso della sindrome di Down, ma i genitori pensano che sia un peso eccessivo per loro e vogliono averne un altro, questa può essere una ragione per ucciderlo

Se non c’è coscienza, autonomia e comprensione del futuro non c’è persona. I feti, i neonati e i menomati cerebrali non hanno diritto alla vita.

Dice che non hanno “ capacità di comprendere che esistono nel tempo”. Questo è sufficiente per decidere che non hanno diritto di vivere? Ma soprattutto:

Chi lo può decidere? Lui? Nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di scegliere chi è degno di vivere e chi non lo è. Qui si potrebbe aprire un lungo discorso sull’egoismo, sulla diffusa tendenza sempre più individualista che contraddistingue la nostra società. Chi potrebbe mai pretendere di aver ragione? Come distinguere la vera esigenza dal semplice capriccio?

Jim Morrison

Lottare a 22 settimane per sopravvivere evidentemente non è pianificare il futuro con razionalità, ma è, senza ombra di dubbio, aggrapparsi con tutte le proprie forze alla vita perché in qualche modo, conscio o inconscio, lo si desidera ardentemente quel futuro, anche se forse non si ha ancora coscienza o percezione del tempo.

Si combatte per la vita anche se non si progettano macchinosamente cose essenziali oggi, quali andare dall’estetista, comprarsi il suv o l’ultimo modello di iPhone.
Quel tipo di lotta, quando un bimbo che si sta strozzando con il cordone ombelicale, come stava accadendo a me, resiste. Quando nasce prematuro, ma resiste. Questa per me è la vera essenza dell’essere, e di conseguenza, del diritto alla vita. Quella più pura, forse.

800g che lottano per avere un futuro.

L’obiettivo è quello di sostituire l’ Etica della Sacralità della vita con l’Etica della Qualità della Vita. Chi sostiene questa dottrina ritiene che il servizio sanitario pubblico sia un danno per la società, lo vorrebbe privato perché è “dovere e responsabilità dell’individuo mantenersi in salute”, ergo: chi ce lo fa fare di pagare le tasse per salvare il culo a un povero bisognoso? Mi chiedo come valuti Singer questo aspetto visto che parla tanto di altruismo, beneficenza ed eliminazione del dolore.

L’etica della Qualità della Vita sostiene, tra le altre cose, l’amore tra uomini e animali. Lo sdoganamento della zoofilia è alle porte? Mi chiedo, di nuovo, come la vede Singer? Un essere con piena coscienza del suo esistere nel tempo, come una capretta, potrà essere “amata” da un umano, che finalmente si sarà lasciato alle spalle tutto il suo “bigottismo” , diventando, grazie a questa infinita “apertura mentale”, un fiero ed orgoglioso uomo, libero dai sensi di colpa. Un uomo nuovo, che per la gioia di Singer non pecca di specismo. Come si stabiliranno i criteri secondo i quali la capretta potrà essere definita consenziente? Ma che discorsi sono?

Certo, immagino sarà molto più semplice stabilire i criteri per decidere chi ha diritto di vivere e chi invece meriterebbe di morire. La cosa più terrificante e subdola di questa “nuova etica della vita” è che alcuni principi sono quantomeno condivisibili, altri possono apparire accettabili o addirittura auspicabili. A mio avviso è proprio questa sconcertante presa di coscienza a rendere le teorie di Singer tanto pericolose quanto insidiose. Perché spesso, soprattutto se si parla di progresso, si commette il grave errore di non calcolare, o come minimo sottovalutare, le derive che ne conseguono.

Visto il suo infinito curriculum, le cariche che ricopre e l’influenza che gli viene attribuita, ha senso giudicare questo personaggio semplicemente come un folle?

I pensieri, soprattutto se parliamo di persone con questo tipo di risonanza, direzionano e plasmano la realtà. Abbiamo il dovere di interrogarci. Per amore dei nostri figli. Quelli nati e…si, anche quelli non nati.

Verso quale realtà ci stiamo dirigendo? Ne siamo consapevoli? Ma soprattutto, ci farà addormentare col cuore quieto e risvegliare con la mente serena?

In che mondo scegliamo di vivere? In che modo?

Tratto da “Utero in affitto” di Enrica Perucchietti:

“Un altro risvolto della situazione attuale, sociale, economica e politica, è il contenimento della popolazione. Un’analisi ad ampio respiro della tematica non può esimersi dall’evidenziare come la crisi economica prima e la teoria del gender di cui ho ampiamente trattato insieme a Gianluca Marletta nel nostro UNISEX concorrano a un obiettivo comune, caro agli architetti del mondialismo: l’abbattimento/contenimento delle nascite.”

Consiglio vivamente la lettura di questo libro e di tutti i lavori curati dalla scrittrice torinese. Anche se il tema è la maternità surrogata questo virgolettato si può sovrapporre perfettamente anche al discorso sulla liberalizzazione sfrenata dell’aborto, che rientra a pieno titolo tra i tanti metodi per il controllo delle nascite.

Qui faremo fischiare le orecchie ai vari Bill Gates, ai vari John Davidson Rockefeller III, a tutti quei ferventi sostenitori del denatalismo, così filantropicamente interessati alla demografia, così umanamente impegnati per il bene comune. Non commento altro perché finirei facilmente fuori tema ma, soprattutto, ci vorrebbe un altro articolo per argomentare questo passaggio.

Arriviamo così a parlare di controllo e limitazione del numero delle nascite e più nello specifico di neomalthusianesimo, teoria demo-sociologica che rivisita in chiave moderna la dottrina economica derivante dal pensiero di Thomas Malthus (1766–1834) economista, filosofo demografo e precursore della moderna sociologia inglese, membro della Royal Society.

Tratto da “Governo globale” di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta:

“Da buon religioso, naturalmente, Malthus vedeva nella castità e nella continenza il rimedio più accettabile moralmente per ridurre la popolazione, ma da ”scienziato” non negava che i “mezzi attraverso i quali tale limitazione si attuava in natura o nelle società erano più spesso di carattere repressivo o preventivo: le vie repressive contemplavano in un caso l’azione della mortalità per mezzo di epidemie, guerre, carestie, ecc. nell’altro una diminuzione della natalità mediante la diffusione di tutti quei comportamenti, tra cui l’adulterio, la sodomia, ecc. che causano una diminuzione delle nascite”.

Davvero un “buon religioso”! La castità è il rimedio più accettabile? Si può dedurre quindi che tutti gli altri metodi siano comunque accettabili, anche se in misura ridotta? L’aborto sarà contemplato? Credo non si possa in alcun modo escludere, soprattutto se parliamo della sua liberalizzazione più estrema.

Non credo in Dio, penso sia importante precisarlo. Non ho mai seguito il movimento pro-life di conseguenza non sono plagiata dalla loro propaganda, come la definisce qualcuno. Queste precisazioni sono essenziali per me, esternarle mi aiuta a risalire all’origine delle mie considerazioni. Sto andando per esclusione.

Tutte le mie certezze vacillano

Ho sempre creduto di essere favorevole all’aborto, o meglio, prima dei quindici anni probabilmente non avevo nemmeno un’opinione tutta mia, quando quell’esperienza ha squarciato il mio mondo ho iniziato a rifletterci, ho preso posizione, ma ormai, non so più in che modo sono arrivata a quelle conclusioni.

Ho smarrito negli anni i miei ragionamenti, oppure ho voluto dimenticarli? Non so più nemmeno questo. Sono stata indulgente con me stessa perché era già una pratica socialmente accettata o semplicemente avevo bisogno di schierarmi da quella parte perché il non farlo mi sarebbe costato caro? Si riduce tutto ad un primordiale meccanismo di difesa? Forse la mia sanità mentale era a rischio e cercavo disperatamente un modo per sentirmi meno vuota. Chissà, forse cercavo solo di giustificarmi, di sentirmi un po’ meno arrabbiata con me stessa. Alla fine, probabilmente, ho nascosto tutto sotto al tappeto mentre cercavo un modo per continuare. Ma continuare cosa? E come?

Una facciata di allegria e musica, come un velo che copre i miei occhi spenti e gli da il tempo di ricolorarsi piano piano.

Ho desiderato e inseguito l’annullamento, in svariati modi e con un discreto successo devo ammettere, attraverso una sorta di smania controllata ed equilibrata che mi ha permesso di non creare troppe preoccupazioni a nessuno, a mia madre prima di tutti. Ho beneficiato di quel tipo di spensieratezza che riconosci di aver avuto solo quando non esiste più, la perdi nell’ esatto istante in cui diventi mamma, viene sostituita da miliardi di pensieri rivolti sempre verso il futuro del tuo cucciolo. Quanto valeva quella spensieratezza? Nella confusione di questi giorni sono arrivata a pensare che nulla potrebbe mai valere una vita. Anche se forse non esistono opinioni universalmente giuste o sbagliate, in cosa credo io, ora? E voi?

Viste le mille risposte che, nel tempo, hai dato a te stessa, è inutile dopo sedici anni continuare a chiedersi perché? Hai scelto con la tua testa o ti sei lasciata condizionare dai consigli di chi ti stava intorno? Dai ragionamenti altrui? Dalla società? Quando ti renderai conto davvero della scelta compiuta, non sarà facile scrollarsi di dosso la sensazione di aver appena commesso l’errore più grande della tua vita. Potrai incasellare tutti i pro e tutti i contro, ma avrai sempre il sentore di aver tralasciato qualcosa di più importante, potrai intavolare tutti i più razionali ragionamenti, ma avrai sempre l’impressione di aver sbagliato.

Forse perché quella decisione potrebbe farti sentire in colpa tutta la vita, c’è la possibilità che tu ti possa pentire un istante dopo aver scelto e quel pentimento potrebbe restare vivido per ogni istante successivo, e non si torna indietro. Al contrario, se sceglierai la vita, quando guarderai negli occhi il tuo piccolo non potrai mai avere rimpianti.

Credo in questo oggi, allo stesso tempo però sono convinta che le cose accadano per una ragione e come capita spesso, i miei pensieri diventano contraddittori ed entro in conflitto. Cosa fare davanti ad una seria malformazione? La brutalità delle affermazioni di Singer potrebbe mai essere giustificata? Se arrivassimo a tanto, regolamentare teorie simili non sarà certo una passeggiata. Non riesco a capire. Stiamo attraversando una premeditata finestra di Overton o si tratta solo di coincidenze evolutive? Siamo stati tutti lentamente manipolati e altrettanto lentamente prendiamo coscienza del fatto che la vita è preziosa, unica e incontrollabile?

Altri spunti di ricerca:

Saggio del 1971 di Judith Jarvis Thomson. Ecco i suoi ragionamenti a supporto dell’aborto. A primo impatto meno condannabili, certo non radicali come quelli di Singer e sempre di aiuto per tentare di crearsi una propria, personale opinione. L’esercizio mentale del violinista:

“Una mattina vi svegliate distesi al fianco di un violinista privo di conoscenza, un violinista molto famoso. Gli è stata diagnosticata una grave insufficienza renale, la società dei musicofilí ha consultato tutti gli archivi medici disponibili e ha scoperto che siete gli unici a possedere il tipo di sangue adatto per la trasfusione. Vi hanno rapito, e la notte precedente il sistema circolatorio del violinista è stato collegato al vostro, in modo che i vostri reni possono depurare il suo sangue così come fanno con il vostro. Il direttore dell’ospedale vi dice ora: «Guardi, siamo spiacenti che la società di musícofili le abbia fatto questo — non l’avremmo mai permesso se l’avessimo saputo. Tuttavia l’hanno fatto e ora il violinista è collegato al suo corpo. Staccarsi vorrebbe dire ucciderlo. Ma non c’è da preoccuparsi, è solo per nove mesi. Per allora sarà guarito dalla sua insufficienza, e potrà essere staccato senza pericoli.» Avete il dovere morale di acconsentire a questa situazione? Farlo sarebbe senza dubbio gentile da parte vostra, molto gentile. Ma dovete acconsentirvi? Che dire se non si trattasse di nove mesi ma di nove anni? O di un periodo ancora più lungo? E se il direttore dell’ospedale dicesse: «È stato sfortunato, ma ora deve rimanere a letto, con il violinista collegato al suo corpo, per il resto dei suoi giorni. Ricordi che ogni persona ha diritto alla vita, e i violinisti sono persone. Certo, lei ha il diritto di decidere cosa avverrà del suo corpo o al suo interno, ma il diritto alla vita di una persona prevale sul suo diritto a decidere cosa avverrà del suo corpo o al suo interno.» Immagino che considerereste queste parole come un affronto, e ciò suggerisce che effettivamente c’è qualcosa di sbagliato in quell’argomento così apparentemente plausibile che ho menzionato poco fa.”

Judith Jarvis Thomson

Altro suo pensiero filosofico:

“ Consideriamo questa situazione: semi di persone fluttuano nell’aria come polline, se aprite le finestre uno di questi semi può entrare e mettere radici sul tappeto o sulla tappezzeria. Non desiderate avere bambini, pertanto fissate alle finestre delle cortine di protezione a reticolo, le migliori sul mercato. Ma come talvolta, molto di rado, accade, una delle maglie del reticolo è difettosa; un seme entra in casa e mette radici. La persona-pianta che ora prende a svilupparsi ha il diritto di usare la casa? Sicuramente no — nonostante il fatto che siate state voi ad aprire volontariamente le finestre, a tenere in casa tappeti e tappezzerie, consapevoli che a volte le cortine di protezione presentano delle smagliature. Qualcuno vorrà sostenere che siete responsabili per il seme che ha messo radici, che quindi ha diritto alla vostra casa, perché dopo tutto avreste potuto vivere senza tappeti né tappezzerie, o con finestre e porte sprangate.”

Curioso e paradossale scoprire che una delle obiezioni sollevate contro questo saggio in sostegno dell’aborto è quella di Peter Singer, sostiene che “un calcolo utilitaristico implicherebbe che la persona è moralmente obbligata a lasciare i propri reni collegati al violinista”. Scriverei per ore sulla sensazione di assurdità paradossale che percepisco ma probabilmente finirei per annoiare e in ogni caso penso si commenti abbastanza esaustivamente da sola.

Quello che so per certo è che la tendenza alla mercificazione della vita mediante l’utero in affitto è aberrante e sconvolgente quanto la tendenza alla mercificazione della morte mediante l’aborto. L’uomo ormai è giunto a considerare tutto come fosse una fonte di guadagno e non perde occasione per far girare i soldi, anche dove non dovrebbe. A testimonianza di quanto affermo:

Il mercato dei bambini mai nati: Big Pharma, vaccini e il traffico dei feti abortiti.

Il link al video girato undercover in Planned Parenthood inserito nell’articolo sopracitato non funziona, riporto qui il servizio della CBS che spiega brevemente la storia di David Daleiden, il giornalista che fa parte dell’organizzazione pro-life The Center for Medical Progress, autore delle riprese.

Il Centro per il progresso medico ha pubblicato un nuovo video che spiega come Kamala Harris, in qualità di procuratore generale della California, sia collusa con la Planned Parenthood per fare leva sulla legge californiana sulla registrazione video per punire i rapporti sotto copertura della CMP sui programmi di raccolta di tessuti fetali e di ricerca della Planned Parenthood. Il video di sei minuti presenta il fondatore e presidente della CMP, David Daleiden, che ha sviluppato e orchestrato lo studio sotto copertura dell’organizzazione, durato 30 mesi, sulla Planned Parenthood e la partecipazione dell’industria dell’aborto alla vendita illegale di parti del corpo di feti abortiti, descrivendo come, per volere della Planned Parenthood, Kamala Harris ha fatto irrompere a casa sua degli agenti del Dipartimento di Giustizia della California per cercare di impedirgli di pubblicare i rapporti sotto copertura.

Qui il video tradotto in italiano dal nostro Mer Curio.

Altro importante tassello: Hilary Clinton ha ricevuto, per la sua campagna elettorale, ingenti finanziamenti dall’organizzazione abortista. Qui un’approfondimento ricco di dettagli.

Bad Choices: A Look inside Planned Parenthood di Douglas R. Scott.

Lavonne Wilenken ha lavorato in Planned Parenthood e in questo libro descrive le strategie comunicative utilizzate per convincere le donne ad abortire.

What a nurse saw: eyewitness to abortion di Brenda Pratt- Shafer.

Un’infermiera che ha lavorato in una clinica racconta le sue esperienze ed elenca le tecniche utilizzate per convincere le giovani ragazze a “scegliere” di abortire.

Pratica dell’aborto a nascita parziale. Fonte
Testimonianza di Brenda Pratt Shafer. Fonte

Carol Everett ha scritto Blood Money, “diventare ricchi con il diritto di scelta delle donne”.

Descrive come nelle cliniche si utilizzi la paura per direzionare la scelta. Da notare come la paura sia funzionale in svariati casi, impiegata ad arte, proprio come una sottile strategia manipolatoria. Da notare quanto sia propedeutica al raggiungimento di un obiettivo prestabilito, ben chiaro nella mente di chi applica subdolamente questa tecnica.

Nel libro sono descritte altre inquietanti confessioni, strategie per far sì che le donne rimanessero incinta più facilmente essendo così costrette ad abortire di nuovo, per trasformarle in fedeli clienti soddisfatte. Qui non si tratta più di essere a favore o contro l’aborto, qui entriamo nella più vomitevole mercificazione della vita e della morte e credo di poter affermare con una certa sicurezza che nessuno potrebbe mai mettere in discussione l’atrocità di tutto questo. Mi fa talmente schifo che mi viene da pensare quanto a realtà così sconcertanti manchi solo uno slogan pubblicitario:

“la prima volta è la più difficile, delle successive non ti accorgerai nemmeno.” Scusandomi per lo sprezzante e nero umorismo, continuo.

«Dici a te stesso — afferma l’ex abortista — che stai aiutando quella donna. Sai che è sbagliato, ma dici a te stesso che stai aiutando quelle donne e quindi fai e dici e vedi. Quando una delle mie dipendenti ha avuto una sorta di di crisi di coscienza le ho detto: “Ricorda che hai aiutato una donna, hai aiutato una donna”, e questo era il nostro mantra». (Fonte)

Questo estratto mi ha molto colpita perché una perplessità che spesso sorge spontanea riguarda la buona fede delle persone. Com’è possibile che accada tutto questo? Pur essendo a conoscenza di fatti verificati, dinamiche documentate, testimonianze dirette e indirette affidabili, essendo queste in evidente minoranza, ci si chiede come la massa possa conviverci, e non mi riferisco solo all’aborto.

Fondamentalmente il ragionamento può essere applicato a parecchie situazioni, dai vaccini alla salute in generale, dall’economia alla guerra. Tornando sul tema, seguendo il percorso mentale precedente, una delle risposte più plausibili potrebbe trovarsi nel fatto che non ovunque si verificano certe atrocità, anche se il meccanismo non può essere in alcun modo definito un caso isolato, anzi, più cautamente dovrebbero essere visti come pericolosissimi casi pilota.

La risposta più convincente però si trova proprio tra le righe di quel virgolettato, a mio avviso. Spesso non siamo disposti a guardare la realtà dritta in faccia, spesso risulta difficile essere totalmente sinceri con sé stessi ma soprattutto non siamo disposti a mettere in discussione la nostra intera vita e tutte le nostre certezze. Queste due considerazioni, per me, sono più che sufficienti a smentire le obiezioni sollevate.

Un omaggio a te, piccolo mai nato. Dalla mano del tuo papà che ridisegna il nostro dolore.

Scartati, la mia vita con l’aborto” di Abby Johnson.

Jane Beville ha raccontato così la sua storia: “Sono stata infermiera per 33 anni, 18 dei quali in sala parto e nel reparto ostetricia ad alto rischio. Non ho mai mai visto un caso in cui sarebbe stato necessario un aborto per salvare la vita di una madre.”

L’esperienza della mia più cara amica mi ha fatto riflettere molto. Una ragazza di ventun’anni incinta di sei mesi si sottopone alla morfologica, la ginecologa riscontra una dilatazione ai reni del bambino, si trova in uno degli ospedali migliori della zona, si è affidata a degli specialisti e le viene detto che il suo piccolo avrà la sindrome di Down, le consigliano di abortire. Lei ha desiderato quel cucciolo per molto tempo, ha già sofferto per un aborto spontaneo e sceglie di portare a termine la gravidanza. Il bimbo nasce perfettamente sano. Avevo vent’anni quando ho conosciuto quel bambino e lui non ne aveva ancora compiuti tre. Abbiamo legato immediatamente, gli voglio un gran bene, come ne voglio alla sua coraggiosissima mamma, ora ha tredici anni, non lo coccolo più ormai, è troppo grande e si sentirebbe in imbarazzo ma è il ragazzino più educato, dolce, responsabile e intelligente che abbia mai conosciuto.

Il video che mi ha riportato indietro riaprendo quelle ferite.

Tiffany Burns condivide con il mondo il suo dolore.

Questo cucciolo a 11 settimane già si chiamava Ezekiel. Per Singer era una non-persona senza alcun diritto di vivere. Per molti altri solo una storia triste. Per la sua mamma? Prima una gioia e poi una sofferenza difficili da descrivere.

Concludendo, credo ancora che sia un diritto avere la possibilità di scegliere, ma solo dopo aver ricevuto un’informazione completa che possa portare ad una dovuta, necessaria e totale presa di coscienza. L’obiettivo di queste righe è semplice, vorrei solo che il tema non fosse dibattuto solo dai soliti intellettuali, da chi ne è stato toccato personalmente o da cristiani fanatici, e nemmeno solo da chi si interessa semplicemente all’argomento per qualsiasi altro motivo, vorrei che non passasse in secondo piano per nessuno.

Lo ritengo importante e vorrei che ogni individuo sulla faccia della terra si facesse una propria, personale e libera idea al riguardo, scevro da condizionamenti esterni o interni. Pensando solo ed esclusivamente al bene di una mamma e di un bambino. Non sopporto la manipolazione, l’idea che le nostre scelte possano essere volutamente direzionate perché arrivino a coincidere con gli interessi di qualcuno. Non sopporto la strumentalizzazione, l’idea che le legittime battaglie, entrambe sacrosante e condivisibili, per i propri diritti da una parte o per la sacralità della vita dall’altra, possano essere utilizzate per plasmare l’opinione pubblica. Soprattutto se in gioco ci sono i sentimenti di una donna e l’innocenza di una dolce creatura.

~Lely~

L’uomo del DARPA a Wuhan

L’uomo del DARPA a Wuhan


La carriera di Michael Callahan è iniziata negli USAID e nei laboratori di armi biologiche dell’ex Unione Sovietica, facendo avanzare l’agenda delle armi biologiche globali e dei cartelli farmaceutici. Avrebbe preso ciò che aveva imparato lì per eseguire una massiccia espansione del portfolio di biodifesa del DARPA e oggi si trova esattamente al centro delle origini della pandemia.

Raul Diego per Unlimited Hangout con il titolo Darpa’s Man in Wuhan
 
Traduzione a cura di Mer Curio

Il Dr. Michael Callahan è stato licenziato dal suo ruolo di dirigente presso la United Therapeutics (UTHR) a seguito dell’epidemia di COVID-19 a Wuhan, in Cina; inviato lì per aiutare i colleghi a gestire le infezioni di massa del nuovo coronavirus sotto la sua nomina congiunta in un ospedale gemello cinese del Massachusetts General Hospital / Harvard Medical School, dove ha mantenuto un appuntamento di facoltà dal 2005.

Presto, secondo NatGeo, Callahan avrebbe analizzato migliaia di casi di studio emersi dall’epicentro dell’epidemia a Wuhan, esaminando i pazienti a Singapore e informando i funzionari degli Stati Uniti sul luogo del prossimo probabile scoppio. Il dottore si meravigliò della “magnifica infettività” della malattia, che si trova “come una piccola bomba ‘smart’ silenziosa nella tua comunità”.

Lo strano fascino del medico per le infezioni virali e la titolazione morbosa potrebbe essere attribuita al fatto che ha dedicato la sua vita a studiare questi microscopici assassini. “Triple boarded” in medicina interna, malattie infettive e medicina tropicale, Callahan, tuttavia, ha anche una forte indole imprenditoriale, che lo ha spinto ad aprire non meno di 11 aziende e sviluppare 8 brevetti.

Il naso per gli affari di Callahan entrò in gioco all’inizio della pandemia. 
 Dopo aver studiato i dati provenienti da oltre 6.000 cartelle di pazienti di Wuhan, secondo quanto riferito, ha rilevato un modello che potrebbe indicare un possibile trattamento utilizzando un ingrediente a basso costo e ampiamente disponibile di un “antagonista del recettore dell’istamina-2 da banco chiamato Famotidina”, altro comunemente noto come il marchio Pepcid.

Contemporaneamente negli Stati Uniti, si afferma, un vecchio collega di Callahan, il Dr. Robert Malone, stava conducendo uno studio con team di ricerca sponsorizzati dal governo degli Stati Uniti. In particolare, Malone stava lavorando a fianco dei consulenti della DTRA (Defense Threat Reduction Agency) degli Stati Uniti per condurre analisi basate su supercomputer per identificare i farmaci esistenti approvati dalla FDA che potrebbero essere utili contro il nuovo coronavirus responsabile di COVID-19.
 Secondo le loro analisi, la famotidina si è rivelata la “combinazione più interessante di sicurezza, costi e caratteristiche farmaceutiche”.

A Callahan, che a quel tempo era stato assunto come consigliere speciale per il COVID-19 presso il vice segretario di preparazione e risposta (ASPR), Robert Kadlec, sono stati presentati i risultati congiunti della DTRA e del Dr. Malone. Sia il dottor Callahan che Malone hanno affermato di non essere a conoscenza delle reciproche conclusioni sull’antiacido e, nonostante abbiano accettato di collaborare, affermano di aver fatto la scoperta iniziale.
 Malone ha offerto un post di febbraio su LinkedIn come prova, in cui afferma di essere stato “il primo a prendere il farmaco per curare il mio stesso caso” dopo aver scoperto la dose corretta. Callahan, nel frattempo, non ha mai fornito alcuna prova della sua apparente svolta, anche se afferma di aver raccontato al Dr. Malone stesso della scoperta prima che il medico con sede in Virginia iniziasse a eseguire le sequenze attraverso i computer DTRA.

Bel Curriculum, Mr. Bond

Nel 1988, Michael Callahan ha fondato la sua prima compagnia chiamata Rescue Medicine. Una biografia del National Institutes of Health (NIH) descrive la società come un’organizzazione charter che fornisce “evacuazione medica aerea di emergenza e assistenza medica ai rifugiati nelle regioni austere in via di sviluppo”. Secondo il loro sito web, Rescue Medicine sostiene “il governo federale e le società statunitensi che operano in remoti ambienti internazionali”, diventando un “leader globale nella ricerca della “disaster medicine”.

L’esperienza lo ha reso adatto a ricoprire la carica di direttore sanitario dell’USAID in Nigeria; un incarico che ha ricoperto per 4 anni, svolgendo ricerche sulle infezioni da patogeni in Africa, iscrivendo prospetticamente partecipanti a studi cutanei sull’antrace in Nigeria e sul vaiolo delle scimmie, nonché sul virus Ebola e Marburg nella Repubblica Democratica del Congo e in Angola.

Come nel caso di diversi individui all’interno di un certo gruppo affiatato, all’interno dei circoli delle malattie infettive e delle armi biologiche, l’11 settembre e i successivi attacchi di antrace hanno cambiato il corso della carriera di Callahan, stimolando la sua ascesa sia nel settore pubblico che in quello privato. Robert Danzig, segretario alla Marina di Clinton, ha attribuito a Callahan “la capacità di collegare l’ambiente militare con la salute pubblica tradizionale”. Pubblicizzato come uno dei “primi collegamenti di alto livello con i militari” di Callahan, Danzica sarebbe solo una delle molte persone di “alto livello” che il dottore avrebbe aggiunto al suo rolodex nei prossimi due decenni.

Il suo tempo con USAID si sovrapporrà con l’inizio degli appuntamenti alla facoltà del Massachusetts General Hospital — appuntamenti che mantiene fino ad oggi — e la sua partecipazione a gruppi di lavoro sul terrorismo biologico presso le Accademie nazionali delle scienze, il Dipartimento della difesa e il Dipartimento di Sicurezza Interna.

Un anno dopo, nel 2002, Callahan sarebbe stato scelto dal direttore del Dipartimento di Stato dell’Ufficio per la sicurezza internazionale e la non proliferazione per servire come “direttore clinico per i programmi di riduzione delle minacce cooperative [CTR]” presso sei ex strutture dell’Unione Sovietica per le armi biologiche come parte del programma Bioindustry Initiative (BII), dove gli era stato ufficialmente assegnato il compito di realizzare gli obiettivi dichiarati della missione, che comportava la “riconfigurazione di ex impianti di produzione di armi biologiche” nell’ex Unione Sovietica e l’accelerazione della “produzione di medicinali e vaccini”. Più specificamente, tuttavia, Callahan sarebbe incaricato di programmi di ‘guadagno di funzione’ per agenti virali in queste strutture.

Il CTR, meglio noto come Nunn-Lugar Act “per proteggere e smantellare le armi di distruzione di massa negli stati dell’ex Unione Sovietica e oltre” è stato co-autore e sponsorizzato dal senatore Sam Nunn, che non era altro che il “presidente” nella simulazione di attacco bioterrorista che ha preceduto gli attacchi di antrace nel 2001 di qualche mese, Dark Winter, una esercitazione seguita da Whitney Webb e questo autore nella serie investigativa, Engineering Contagion. Pochi mesi prima dell’esercizio di Dark Winter, Nunn aveva co-fondato la Nuclear Threat Initiative (NTI) con il magnate dei media reazionari conservatori, Ted Turner, fino al 2017. L’NTI avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel riproporre gli ex laboratori sovietici di armi biologiche in “impianti di produzione di vaccini”, stanziando milioni di dollari a tal fine.

Un anno prima dell’appuntamento con il BII di Callahan, il Sam Nunn Policy Forum ha ricevuto una proposta da due scienziati russi che lavoravano al “Vector Institute” o al Centro di ricerca statale di virologia e biotecnologia nel distretto di Novosibirsk in Siberia. L’ex centro sovietico di ricerca e sviluppo di armi biologiche sovietiche era stato selezionato per servire da modello per il rifacimento di altre ex strutture BW in laboratori “accessibili e completamente trasparenti” dopo il crollo dell’Unione Sovietica; un processo che era stato discusso “a lungo” con il team di valutazione vettoriale degli Stati Uniti che aveva visitato il complesso alcuni anni prima nel 1998.

Gli scienziati russi miravano a creare un’organizzazione senza fini di lucro denominata Centro internazionale per lo studio delle malattie infettive emergenti e riemergenti (ICERID). ICERID era destinato a svolgere attività di ricerca in settori correlati alla diagnostica, ai vaccini e alle terapie. Il progetto è stato presentato al Sam Nunn Policy Forum nel 2001. Mentre ICERID, a sua volta, falliva, Vector comunque riceveva una sovvenzione di $ 600.000 da Nunn e Turner NTI.

A breve Callahan avrebbe seguito, sotto l’egida del programma del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, i principali team di ricerca clinica presso Vector e molti altri importanti laboratori di armi biologiche sovietiche per aiutarli nella loro trasformazione in iniziative redditizie. A Callahan fu anche dato accesso al famigerato Institute of Highly Pure Biopreparations (IHPB) dove il microbiologo sovietico, Vladimir A. Pasechnik, aveva lavorato prima di disertare in Inghilterra nel 1989 e dare il via ai sogni della mafia internazionale sulle armi biologiche dettagliate nella serie Engineering Contagion.

Sia IHPB che Vector facevano parte dei cinque principali istituti del “Biopreparat”, il più ampio programma sovietico di guerra biologica.
 Il Centro di ricerca statale per la microbiologia applicata (SRCAM), l’Istituto Kirov, il Centro di ricerca di diagnostica e terapia molecolare (RCMDT), RIHOP e Berdsk completano i sei laboratori in cui Callahan era formalmente leader dei team di ricerca clinica; sebbene nella testimonianza del Congresso, data insieme ad un altro disertore russo di alto profilo, Callahan affermò di aver lavorato in “14” strutture separate.

L’IP Party russo

Durante i viaggi di Callahan nell’ex Unione Sovietica, il Massachusetts General Hospital (MGH) ha partecipato alla ricerca e all’innovazione scientifica che si svolge negli ex laboratori sovietici nell’ambito del consorzio delle istituzioni di ricerca medica del Massachusetts. 
 Nel 2004, l ‘“ospedale di ricerca numero 1 negli Stati Uniti”, il Mass General stava prendendo parte al programma della Bioindustry Initiative (BII), sfruttando la tecnologia russa che il loro membro di facoltà, Michael Callahan, stava scoprendo.

“Abbiamo preso un sistema di consegna russo, come se fosse un razzo e messo su una testata americana”, ha detto Jeffrey A. Gelfand, un collega di Callahan e direttore internazionale del Center for Integration of Medicine and Innovative Technology di MGH, riferendosi a un sistema di consegna di medicinali prelevato dall’RCMDT, una delle ex strutture sovietiche allora sotto la direzione clinica di Callahan.

RCMDT è descritto come “una struttura di ricerca su piccole molecole che tradizionalmente si concentrava sulle entità che il corpo genera, come interferoni e citochine, per “accendere” o abbassare il sistema di risposta immunitaria”. L’ex centro di ricerca sovietico ha ottenuto una sovvenzione dal National Institutes of Health tramite il BII “per un progetto collaborativo su nuovi approcci alla ricerca sulle malattie”. Un’altra struttura presso cui Callahan stava lavorando, Vector, ha anche ricevuto finanziamenti per un nuovo vaccino contro l’HIV e ha contribuito a presentare brevetti “sull’approccio dell’istituto all’epatite C e all’influenza”. La stessa istituzione ha ottenuto sovvenzioni dal BII per la ricerca antivirale basata sull’RNA.

Il compito di trasformare questi ex laboratori di armi biologiche sovietiche in iniziative redditizie stava colpendo alcune mura culturali, secondo l’allora direttore del Center for Global Security Research del Lawrence Livermore National Laboratory e presidente del consiglio del precursore BII ISTC, Ronald F. Lehman II: “Non hanno esperienza nell’economia di mercato”, ha affermato e sostenuto che dovevano “lavorare molto duramente” per far capire ai russi che la proprietà intellettuale (PI) fosse un “bene economico”.

Ben presto, gli scienziati russi sarebbero stati introdotti in incontri mediatici con Eli Lilly e Dow Chemical, tra le altre grandi aziende farmaceutiche occidentali, per commercializzare le loro scoperte. Gran parte delle basi per tutto ciò erano state poste da una sorta di precursore del BII, l’International Science and Technology Center (ISTC) — un’organizzazione “intergovernativa” con sede a Mosca istituita nel 1992 per servire da “stanza di compensazione per lo sviluppo, l’approvazione, il finanziamento e il monitoraggio di progetti volti a coinvolgere scienziati, tecnici e ingegneri di armi “dell’ex Unione Sovietica e di altri stati che un tempo erano dietro la cortina di ferro.

Lehman ha ammesso che “qualsiasi tipo di tumulto economico, politico o sociale” complicherebbe il processo di commercializzazione del lavoro scientifico svolto in questi laboratori del blocco orientale. Ma nel frattempo Callahan, insieme a “BII e i suoi partner”, stava facendo del suo meglio “per spingere quanta più scienza possibile dai banchi da laboratorio russi alla produzione”.

Una delle funzioni principali del BII era “la ricerca di siti e la pianificazione dello sviluppo del business”. All’epoca del soggiorno di Callahan in Russia, uno dei progetti risultanti da questa attività da parte della BII e del suo partner privato della NPO, la Fondazione per la ricerca e lo sviluppo civile degli Stati Uniti (CRDF), aveva a che fare con un impianto di vaccinazione poco conosciuto nella ex stato sovietico della Georgia.

Secondo James Wolfram, uno scienziato senior del CRDF, la struttura della Georgia era “antiquata” e ospitava “agenti patogeni pericolosi”. L’obiettivo apparente di convertire l’impianto di produzione vaccinale in un “mangimificio” si è trasformato in un accordo tra il Dipartimento della Difesa e il governo della Repubblica della Georgia intitolato ufficialmente “Cooperazione nel campo della prevenzione contro l’introduzione della patogenesi e dell’esperienza relativa allo sviluppo di armi biologiche“. Nello stesso anno, iniziò la costruzione del Centro di ricerca sulla salute pubblica Richard Lugar a Tbilisi, in Georgia. Il centro è stato completato nel 2011.

Nel 2017, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha aggiudicato un contratto da $ 6,5 milioni a una società chiamata EcoHealth Alliance, Inc per condurre ricerche sul “rischio di insorgenza di malattie zoonotiche trasmesse da pipistrelli in Asia occidentale”.La giornalista Dilyana Gaytandzhieva ha scoperto il progetto del Pentagono, incentrato su “studi genetici sui coronavirus in 5.000 pipistrelli raccolti in Georgia, Armenia, Azerbaigian, Turchia e Giordania”.

Gaytandzhieva ha anche dettagliato le molteplici attività segrete svolte dall’USG, come i diplomatici americani che trafficano di sangue e agenti patogeni per un programma militare segreto, nonché un caso in cui è stata rintracciata un’epidemia di febbre emorragica nell’area immediatamente circostante il Centro, correlata agli esperimenti condotti dagli scienziati del Pentagono su “zanzare e zecche tropicali”.

Non a caso, EcoHealth Alliance aveva precedentemente ricevuto una sovvenzione di 3,5 milioni di dollari dal National Institutes of Health (NIH) nel 2014 per studiare i coronavirus nei pipistrelli in Asia. Questo particolare studio è stato condotto in collaborazione con scienziati nient’altro che dell’Istituto di virologia di Wuhan.

I Maestri delle Scienze Oscure

Dopo alcuni anni che saltando da un ex laboratorio sovietico all’altro, Michael Callahan sarebbe tornato negli Stati Uniti con la mente piena di nuove idee e un nuovo lavoro presso l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata di difesa del Pentagono (DARPA) dove avrebbe potuto utilizzare tutto ciò che aveva imparato come direttore del portfolio per le terapie di biodifesa dell’agenzia.

Nel giro di soli sette anni, dal 2005 al 2012, Callahan ha ampliato il portfolio di biodifesa del DARPA da $ 61 milioni a $ 260 milioni all’anno, lanciando otto programmi che avrebbero generato nove nuovi farmaci sperimentali (IND) e tre nuove applicazioni farmaceutiche con prodotti sul mercato, compreso il trattamento fungino iniettabile, Ambisome (Gilead), che ha generato oltre $ 6 miliardi dall’approvazione.

Due programmi in particolare sviluppati da Callahan durante l’esperienza al DARPA avrebbero successivamente svolto un ruolo critico nel suo futuro coinvolgimento nella più ampia storia della SARS-CoV-2, nota anche come COVID-19 e la diffamazione della Cina, della PI (proprietà intellettuale) e dell’avanzamento di un regime di vaccinazione globale.

Il programma Accelerated Manufacture of Pharmaceuticals (AMP) è stato creato da Michael Callahan nel 2006, appena un anno dopo essere entrato a far parte come portfolio manager di DARPA. Il suo scopo era quello di trovare tecnologie che potessero “accelerare radicalmente la produzione di vaccini proteici e terapie a base proteica”, con l’obiettivo di “rivoluzionare la terapia proteica e la produzione di vaccini” attraverso il settore privato.

Il mandato del programma si è combinato con gli sforzi simultanei per trasformare radicalmente l’approccio del governo degli Stati Uniti alla produzione di vaccini e alle CM (contromisure mediche). Proprio mentre Callahan stava sollecitando proposte e consegnando milioni di denaro della DARPA a società private, l’agenzia stava stipulando un accordo di cooperazione (HR0011–07–2–0003) con l’Università del Pittsburgh Medical Center (UPMC) per esaminare le sfide di questo tentativo.

Il rapporto seminale di 180 pagine che è risultato dall’indagine in profondità di 2 anni (2007–2009) negli appalti USG e nei metodi di produzione per le CM, intitolato “Garantire lo sviluppo avanzato e la capacità di produzione biologica per il governo degli Stati Uniti: un riepilogo dei risultati chiave e conclusioni “è stata guidato da Tara O’Toole e Thomas Inglesby, due persone chiave nell’esercizio del Dark Winter e partecipanti sempre presenti nel corso della politica e dei cambiamenti legislativi, che hanno portato alla creazione di una radicata mafia biotecnologica nelle sale del governo.

La domanda centrale a cui questo sforzo di cooperazione tra DARPA e UPMC voleva rispondere era come incentivare il settore privato a fabbricare prodotti che avevano un solo acquirente, il governo degli Stati Uniti.A tal fine, i ricercatori hanno analizzato diverse aree come barriere all’ingresso, analisi dei costi e diversi tipi di opzioni di produzione.Includevano un caso di studio per dimostrare quale ritenevano fosse la strategia più efficace da seguire.
 Tale caso di studio ha esaminato una società con sede a Rockville, MD, chiamata Novavax, che recentemente ha ricevuto una sovvenzione di $ 1,6 miliardi (la più grande finora) dall’operazione Warp Speed ​​di Trump per produrre un vaccino contro il COVID-19.

L’articolo ha lodato la struttura di bioprocessing delle apparecchiature monouso [bioreattori e contenitori] per lo sviluppo del loro vaccino contro le particelle “simili al virus dell’influenza ”e ha concluso che, sebbene non tutte le aziende biofarmaceutiche sarebbero disposte a passare a strutture monouso, era tuttavia nel migliore interesse del governo patrocinare i processi di produzione monouso per le CM, poiché questi avrebbero abbassato i costi e ridotto i tempi di produzione di due anni.

Diversi programmi di incentivi dell’USG sono stati citati per rimuovere con successo le barriere all’ingresso dei partecipanti al settore privato.
 Tra questi c’erano l’Orphan Products Program (OPP), i tagli alle tasse per Big Pharma, i sussidi e, in modo significativo, la legislazione Pandemic e All-Hazards Preparedness Act (PAHPA), creata dall’ASPR Robert Kadlec e che ha istituito il BARDA, cancellando l’unica barriera di “governance” affrontata dalle aziende farmaceutiche globali.

Nel 2005, proprio mentre si preparava a decorare il suo nuovo ufficio alla DARPA, Michael Callahan ha testimoniato prima del Congresso insieme a Ken Alibek, ex vicedirettore del Soviet Biopreparat, che disertò negli Stati Uniti e divenne il prediletto degli allarmisti del bioterror in e fuori dal governo.
 Nella sua dichiarazione preparata, Callahan ha concluso con una dichiarazione agghiacciante che riassume il sentimento generale condiviso da molti nella sua cerchia:

“La scienza oscura della progettazione e della fabbricazione di armi biologiche è parallela a quella delle scienze della salute e delle discipline miste della tecnologia moderna. I potenziali progressi nella letalità delle armi biologiche saranno in parte il sottoprodotto del pacifico progresso scientifico. Quindi, fino al momento in cui non ci saranno più terroristi, il governo degli Stati Uniti e il popolo americano dipenderanno dai leader scientifici del loro campo per identificare ogni potenziale aspetto del lato oscuro di ogni risultato ottenuto …”
Michael Callahan

Callahan avrebbe ricevuto il massimo riconoscimento del DARPA, il DARPA Achievement Award, per il suo successo con il programma Accelerated Manufacture of Pharmaceuticals (AMP). Ma era solo un altro programma della sua creazione che si sarebbe dimostrato profetico.

La profezia che si auto-avvera

Prophecy era un altro programma creato da Callahan al DARPA. 
 Ha cercato di “trasformare l’impresa di sviluppo di vaccini e farmaci da osservativa e reattiva a predittiva e preventiva” attraverso tecniche di programmazione algoritmica. In parole povere, il programma ha proposto di prevedere in anticipo “mutazioni e focolai virali” per contrastare più rapidamente la malattia sconosciuta con lo sviluppo preventivo di farmaci e vaccini.

Tra i beneficiari del programma di Callahan c’erano almeno due istituzioni in cui egli stesso ricopriva incarichi di facoltà. La Harvard University, dove ha un appuntamento clinico, ha ricevuto un contratto da $ 19,6 milioni per un progetto congiunto con il laboratorio di fisica applicata dell’Università John Hopkins, l’Università di Pittsburg e altri. Un’altra istituzione con stretti legami con Callahan che ottenne generosi finanziamenti attraverso il programma DARPA Prophecy era il King Chulalongkorn Memorial Hospital di Bangkok, in Thailandia, che ospita la King Chulalongkorn Medical University, dove Callahan è professore ospite.

Nel 2009, il vecchio datore di lavoro di Callahan, l’USAID ha lanciato PREDICT, un sistema di allarme rapido per malattie nuove ed emergenti in 21 paesi. La Tailandia, nota per essere un “focolaio di malattie e virus non diagnosticati” tra gli esperti medici, era tra quelle 21 nazioni e un medico descritto come un “gigante nel campo della scoperta dei virus in tutto il mondo” è stato sfruttato dagli espulsi dalla CIA per guidare il programma PREDICT in quel paese.

Il dott. Supaporn “Chu” Wacharapluesadee, dell’ospedale re Chulalongkorn Memorial e della facoltà di medicina dell’Università di Chulalongkorn, conduce da anni ricerche sui virus dei pipistrelli ed è considerato uno dei maggiori esperti mondiali di agenti patogeni per pipistrelli. “Abbiamo bisogno di più Dr. Supaporns del mondo”, ha esclamato Callahan in un’intervista del 2016 con Vice. Il dottore ha elogiato il suo collega dell’Università di Chulalongkorn, osservando che “Chu” era “in cima alla [sua] lista” quando si è trattato di chi ha scelto di lavorare su “spedizioni virologiche”.

In effetti, Callahan e DARPA avevano identificato Wacharapluesadee come una risorsa nel 2004 quando ha scoperto il virus Nipah nei pipistrelli, che può colpire l’uomo e i maiali. Callahan e il medico thailandese hanno lavorato insieme su diversi studi. Uno di questi, finanziato dal progetto USAID PREDICT, intitolato “Diversità del coronavirus nei pipistrelli della Tailandia orientale” è stato pubblicato nel 2015 e condotto tra il 2008 e il 2013, nonché uno studio del 2013 sull’encefalite finanziato dalla DARPA e dal governo thailandese.

Callahan non ha timore di accreditare al Dr. Wacharapluesadee il permesso al governo degli Stati Uniti di lavorare su “importanti progetti di virologia globale”. I suoi complimenti potrebbero essere più che una semplice ammirazione, tuttavia. Dopotutto, il dottor Wacharapluesadee si sarebbe ritrovato al centro della narrazione costruita attorno allo scoppio del coronavirus a Wuhan, in Cina; vale a dire che la Repubblica popolare cinese (RPC) ha deliberatamente nascosto informazioni genomiche importanti al mondo all’inizio della pandemia nel gennaio 2020.

Secondo una storia di PBS.org, l’8 gennaio una donna thailandese di ritorno da Wuhan è stata “presa da parte” all’aeroporto per dei sintomi, naso che cola, mal di gola e febbre alta. “Il team di Supaporn Wacharapluesadee”, come affermato, ha scoperto che la donna era stata infettata da un “nuovo coronavirus”. La stessa dott.ssa Wacharapluesadee era presumibilmente riuscita a decodificare “parzialmente” la sequenza genetica del virus il giorno seguente e lo aveva riferito al governo thailandese.

Lo stesso giorno, un uomo di 61 anni è diventato il primo decesso a Wuhan dopo aver ceduto a una malattia con una patologia apparentemente simile. Tuttavia, il governo cinese non lo ha segnalato fino a due giorni dopo, l’11 gennaio, insieme alle sequenze di virus dell’Istituto di virologia di Wuhan e del suo stesso CDC, scatenando accuse contro la Repubblica popolare cinese di ritardare le informazioni sull’epidemia. La dott.ssa Wacharapluesadee ha confrontato la sua sequenza con quella pubblicata successivamente dal Centro clinico di sanità pubblica di Shanghai e “ha scoperto che si trattava di una corrispondenza del 100%”, rendendolo il primo caso ufficialmente registrato fuori dalla Cina e lasciando cadere effettivamente la prima tessera del domino, che alla fine avrebbe portato l’OMS a dichiarare una pandemia globale due mesi dopo.

Lo stesso Callahan aveva alimentato l’incendio mediatico sulla cautela della Cina riguardo alla sua mancanza di entusiasmo per la collaborazione scientifica con l’Occidente già nel 2018: “Mettono a rischio l’accesso degli Stati Uniti agli agenti patogeni e alle terapie straniere per contrastarli”, ha dichiarato Callahan sulle notizie per cui i funzionari cinesi avevano “nascosto” campioni di laboratorio di H7N9 (tipo di influenza aviaria), sostenenso che “mina la capacità della nostra nazione di proteggerci dalle infezioni che possono diffondersi a livello globale in pochi giorni”.

Un ristretto gruppo di istituzioni

Michael Callahan avrebbe lasciato il libro paga del DARPA e il suo titolo ufficiale di Program Manager per Biodefense e Mass-Casualty Care nel 2012 e sarebbe tornato al Massachusetts General Hospital per condurre un programma di sperimentazione clinica e studi clinici antivirali in Africa. 
 Ma, un uomo con un background di Callahan non lascia mai del tutto il governo, come ha ammesso lui stesso in un profilo di ex studenti UAB: “Ho ancora responsabilità federali alla Casa Bianca per la preparazione alla pandemia e focolai di malattie esotiche”, ha detto Callahan nel 2013, “che continueràper il prossimo futuro “.

Dennis Carroll, ex direttore USAID della divisione minacce emergenti che aveva guidato gli Stati Uniti nella risposta all’influenza aviaria (H5N1) nel 2005 avrebbe continuato a creare PREDICT, che ha collaborato con un’associazione no profit denominata EcoHealth Alliance per svolgere il suo sforzo di 9 anni per catalogare centinaia di migliaia di campioni biologici “,inclusi oltre 10.000 pipistrelli”. Il summenzionato studio del 2015 finanziato da PREDICT sulla “diversità del coronavirus nei pipistrelli” di Wacharapluesadee e Callahan includeva anche Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance, tra i suoi partecipanti.

Daszak, consulente regolare dell’OMS sulla definizione delle priorità dei patogeni per Ricerca e Sviluppo, Carroll e Joana Mazet — ex direttore globale del PREDICT di USAID — si sono uniti tutti insieme nel 2016 per formare il Global Virome Project; una “iniziativa scientifica collaborativa decennale per scoprire sconosciute minacce virali zoonotiche e fermare le future pandemie”. Mazet è stato anche condirettore del programma One Health di UC Davis, che ha reclutato la dott.ssa Wacharapluesadee e il suo team in Thailandia per condurre un progetto di ricerca pluriennale sui pipistrelli. A loro si aggiungono Edward Rubin di Metabiota Inc, beneficiario dei fondi PROPHECY di Callahan presso il DARPA e, in particolare, un contratto DTRA da $ 18,4 milioni per lavori di ricerca scientifica e consulenza in Ucraina e al Centro Lugar nella Repubblica di Georgia. Nel 2014 Metabiota è stato accusato dal Consorzio della febbre emorragica virale di aver violato il loro contratto e di impegnarsi in pericolose attività di coltura ematica in un laboratorio in Africa, nonché di diagnosi errate di pazienti.

Il vicepresidente esecutivo di EcoHealth, William Karesh, si collega direttamente ai vertici dell’establishment della biodifesa statunitense, come membro dell’originale Blue Ribbon Panel sulla biodifesa di ASPR Robert Kadlec insieme ai vecchi compagni dell’Hudson Institute Tevi Troy, Jonah Alexander e Scooter Libby, di cui i ruoli chiave sono stati dettagliati nella serie Engineering Contagion. EcoHealth Alliance è elencato come partner dell’Istituto di virologia di Wuhan su pagine archiviate del suo sito Web ed è stato menzionato come uno dei “partner strategici” dell’istituto dal vice direttore generale della WIV, il prof. Yanyi Wang, nelle sue osservazioni durante la visita di una delegazione ufficiale degli Stati Uniti presso l’istituto nel 2018.

La relazione tra il WIV e l’establishment americano sulla Biodefense è stata avanzata dal consigliere politico di EcoHealth Alliance, David R. Franz, ex comandante del laboratorio statunitense per le armi biologiche di Fort Detrick (USAMRIID). Franz è stato ispettore capo dei tre tour di ispezione della Commissione speciale sulla guerra biologica delle Nazioni Unite in Iraq, che includeva un giovane Robert Kadlec come membro della squadra sul campo e attualmente consiglia Robert Kadlec come membro del National Science Advisory Board for Biosecurity dell’HHS.

Significativamente, anche Franz fece parte del primo team “U.S.-U.K.” che ha visitato le strutture BW dell’ex Unione Sovietica nei primi anni ’90, il che ha portato alla creazione dell’ISCT e al successivo programma BII in cui Michael Callahan ha lavorato come direttore clinico per più strutture BW prima di entrare a far parte del DARPA nel 2005.

Durante una visita all’Istituto di virologia di Wuhan nel 2017 nell’ambito del “Secondo seminario Cina-USA sulle sfide delle infezioni emergenti, della sicurezza di laboratorio e della sicurezza sanitaria globale”, Franz ha delineato “possibili idee di progetto congiunte”, che includeva la realizzazione congiunta di “esercizi di progettazione” o simulazioni di focolai (ad esempio esercizi simili a Dark Winter), processi decisionali relativi alla ricerca sul “guadagno di funzione” e sul “superamento degli ostacoli alla condivisione delle raccolte di ceppi e del trasporto di agenti patogeni”. L’ultimo punto avrebbe un ruolo cruciale nella narrazione emergente sulle apparenti origini del virus, che è stato affermato essere il WIV stesso.

Un “rinomato” ricercatore di coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan, Shi Zhengli a.k.a. “Batwoman”, non è stato solo il primo scienziato ad associare il nuovo coronavirus ai pipistrelli, ma è anche la fonte originale dell’affermazione che il virus fuggì dal WIV, quando rifletté su un articolo di Scientific American pubblicato a marzo, il pensiero le aveva attraversato la mente e non aveva “chiuso occhio” per giorni preoccupandosi fino a quando i risultati dei test di laboratorio non tornarono mostrando che “nessuna delle sequenze corrispondevano a quelle dei virus che la sua squadra aveva prelevato dalle caverne dei pipistrelli “. Zhengli è stata al centro di un vortice di voci, incluso il fatto che aveva portato clandestinamente “centinaia di documenti riservati” fuori dal paese e stava cercando asilo con la sua famiglia in Francia. Da allora queste voci sono state smentite dalla stessa Zhengli.

Come il Dr. Wacharapluesadee della Thailandia, anche il Dr. Zhengli ha lavorato con Peter Daszak di EcoHealth Alliance su studi relativi ai pipistrelli. Già nel 2005, Daszak e Zhengli stavano conducendo ricerche sui coronavirus simili alla SARS nei pipistrelli. Numerosi studi finanziati da PREDICT su coronavirus simili alla SARS e influenza suina contano il contributo di Zhengli e di Daszak. Forse il più degno di nota è uno studio del PREDICT e finanziato dal NIH del 2015, scritto a più mani: “Un gruppo di coronavirus dei pipistrelli circolanti simili alla SARS mostra potenziale per creare un’emergenza umana”.

Risultati Prevedibili

Mentre Michael Callahan era in visita in Africa per il programma di sorveglianza delle malattie finanziato dal DoD al MGH nel 2012, la United Therapeutics è venuta a chiedere i suoi servizi. Si è unito alla società quotata in borsa per eseguire un contratto NIH da $ 45 milioni per lo sviluppo di antivirali di “prossima generazione” e attualmente ricopre la carica di Presidente della loro divisione di Cellular Therapeutics. Fedele alla sua parola, Callahan non ha lasciato che il suo lavoro quotidiano interferisse con qualsiasi missione che il governo federale potesse inviargli.

Nel marzo 2020, Callahan era a bordo del cutter americano della guardia costiera Pike mentre si dirigeva verso una nave da crociera al largo della costa della California per separare i malati dai sani dai 3.500 passeggeri della Grand Princess. In pochi giorni, l’OMS avrebbe dichiarato ufficialmente il coronavirus come una pandemia globale e avrebbe spinto per una “nuova normalità” in cui le quarantene, le mascherine e il disinfettante per le mani sarebbero state vendute come realtà indiscutibili.

Giorni prima, il direttore della NIAID, Anthony S. Fauci, era apparso su Face the Nation, in una delle sue prime apparizioni televisive per annunciare, tra le altre cose, l’implementazione della quarantena di 14 giorni per tutti gli americani, dopo la notizia di cittadini statunitensi infetti su a bordo delle navi da crociera stava facendo il giro di tutti i media tradizionali. Il Dipartimento di Stato avrebbe emesso un avviso per i viaggiatori, specifico per i passeggeri delle navi da crociera, l’8 marzo, appena tre giorni prima della dichiarazione ufficiale sulla pandemia dell’OMS.

Callahan, da sempre imprenditore del disastro, aveva colpito mentre il ferro era ancora caldo a febbraio e indossava il suo cappello Rescue Medicine — la compagnia che aveva fondato negli anni ’80 — per aiutare le “autorità sanitarie giapponesi e statunitensi” a curare i malati a bordo del Diamond Princess, che si trovava nel porto giapponese di Yokohama, vicino a Tokyo. “Non era possibile che questo non si presentasse per primo su una nave da crociera”, ha detto Callahan al Miami Herald. “Le navi da crociera sono il canarino per l’epidemia che rivela queste malattie su vasta scala”.

DR. SUPAPORN IN HER OFFICE (PHOTO BY ADRIANA CARGILL/MEDILL)

Ma sembra che il dottor Callahan non avesse bisogno delle navi da crociera per avvisarlo della natura o della portata del problema. Già il 4 gennaio 2020, quattro giorni prima del suo stimato collega in Tailandia, il dottor Wacharapluesadee, aveva eseguito i dati genomici e aveva elaborato una sequenza “parziale” e una corrispondenza totale era stata determinata dopo che la Cina e il WIV avevano rilasciato le loro sequenze, Callahan ha telefonato al suo vecchio amico Dr. Malone a New York con notizie di una nuova malattia emergente da Wuhan, in Cina.

A marzo, l’ASPR Robert Kadlec, ha scritto al vicepresidente esecutivo per la ricerca di Northwell, incoraggiandolo a elaborare una proposta di contratto e un budget per lo “Studio Pepcid” con Callahan. La proposta ricevuta era di circa $ 20,75 milioni in meno di quanto il Dr. Malone, la cui Alchem ​​Laboratories Corporation avrebbe ottenuto il contratto effettivo, apparentemente voleva.

“Siamo intervenuti per farlo per conto di Northwell (che) non sa nulla di contratti federali”, ha detto Malone ad AP. Ma sembra che il lampo di genio di Callahan sul Pepcid abbia fatto storcere il naso all’HHS. L’ex direttore del BARDA, Rick Bright, ha citato il fiasco Pepcid come il principale esempio di come Kadlec “stava incitando violazioni della legge federale sugli appalti” nella sua denuncia del 5 marzo.

Per il momento, i processi di Pepcid sono in sospeso mentre Malone e Callahan risolvono la disputa su chi ottiene il merito dell’idea. Robert Kadlec, nel frattempo, rimane l’ASPR e — per quanto ne sappiamo — Michael Callahan lo sta ancora consigliando su questioni relative al COVID-19.

Ringraziamenti: Whitney Webb ha contribuito alla ricerca di questo articolo

Correzione: una versione precedente di questo articolo affermava che il dott. Callahan aveva chiamato il dott. Malone il 4 gennaio 2020 per suggerire il possibile uso della famotidina come trattamento. 
 Il Dr. Robert Malone ha chiarito all’Hangout Unlimited che Callahan lo aveva avvisato solo di un focolaio del virus in quella data.
 Lo abbiamo corretto e ci rammarichiamo per l’errore.

Come riconoscere le spie e i troll sul web

Come riconoscere le spie e i troll sul web

Tecniche per la diluizione, la distrazione e il controllo di forum online, social media, e gruppi Telegram.

DAL SITO CRYPTOME.ORG Traduzione a cura di Mer Curio

COINTELPRO (acronimo di Counter Intelligence Program) era un programma di infiltrazione e controspionaggio interno dell’FBI, in parte illegale, attivo formalmente tra il 1956 e il 1971. Il programma prevedeva azioni di sorveglianza, infiltrazione, discredito e smantellamento nei confronti di organizzazioni politiche attive negli Stati Uniti.

Nota bene: questa è una guida “datata”, in quanto si tratta di un documento che riguardava principalmente i forum online.
Seguiranno aggiornamenti che includeranno nuove modalità e nuovi scenari nella cyber-war.

Tecniche per la diluizione, la distrazione e il controllo di un forum Internet. (O similari.)

Esistono diverse tecniche per il controllo e la manipolazione di un forum Internet, indipendentemente da cosa o da chi è presente.
Esamineremo ogni tecnica e dimostreremo che un numero minimo di operatori può essere utilizzato per ottenere efficacemente il controllo di un “forum non controllato”.

Tecnica 1 — “FORUM SLIDING”

Se un post molto sensibile di natura critica è stato pubblicato su un forum, può essere rapidamente rimosso dalla visualizzazione pubblica tramite il “forum sliding”. In questa tecnica un numero di post non correlati vengono pre-posizionati silenziosamente sul forum e lasciati invecchiare.
Ognuno di questi post “distrattori” può quindi essere richiamato a piacimento per far scorrere il forum. Il secondo requisito è che esistono diversi account falsi, che possono essere utilizzati all’occorrenza, per garantire che questa tecnica non risulti visibile al pubblico.
Per innescare un “forum sliding” e “svuotare” il post critico dalla pubblica visibilità basta semplicemente accedere a ciascun account sia reale che falso e quindi “rispondere” ai post predisposti con un semplice commento di 1 o 2 righe.
Ciò porta i post non correlati in cima all’elenco del forum e le pubblicazioni critiche “scivolano fuori” dalla prima pagina e rapidamente fuori dalla vista del pubblico.
Sebbene sia difficile o impossibile censurare il post, ora è perso in un mare di post non correlati e inutili.
In questo modo diventa efficace far sì che i lettori del forum leggano elementi non correlati e senza problemi.

Tecnica 2 — “CONSENSUS CRACKING”

Una seconda tecnica altamente efficace (che puoi vedere sempre in funzione su http://www.abovetopsecret.com) è la “rottura del consenso”.
Per sviluppare una rottura del consenso, viene utilizzata la seguente tecnica.
Con un account falso, viene effettuata una pubblicazione che sembra legittima e rivolta alla verità, ma il punto critico è che si basa su una premessa molto debole senza prove sostanziali a sostegno della pubblicazione.
Una volta fatto ciò, con account falsi alternativi viene lentamente introdotta una posizione molto favorevole a tuo favore durante la vita del post.
È imperativo che entrambe le parti siano inizialmente presentate, quindi il lettore non informato non può determinare quale sia la verità.
Man mano che vengono pubblicati messaggi e risposte, le “prove” più forti o la disinformazione a tuo favore vengono lentamente “seminate”. Pertanto, il lettore disinformato probabilmente svilupperà la tua stessa posizione, e se la sua posizione va contro di te, la sua opposizione al tuo post sarà molto probabilmente abbandonata.
Tuttavia, in alcuni casi in cui i membri del forum sono altamente istruiti e possono contrastare la tua disinformazione con fatti reali e post correlati, puoi quindi “annullare” questa tecnica avviando un ‘forum slide’.

Tecnica 3 — “TOPIC DILUTION”

La diluizione degli argomenti non è efficace solo nello scorrimento del forum, ma è anche molto utile per mantenere i lettori del forum su questioni non correlate e non produttive.
Questa è una tecnica importante e utile per provocare un “INCENDIO DI RISORSE”. Implementando post continui e non correlati che distraggono e disturbano (trolling) i lettori del forum, vengono fermati in modo più efficace da qualsiasi cosa di qualsiasi produttività reale.
Se l’intensità della diluizione graduale è abbastanza intensa, i lettori smetteranno effettivamente di ricercare e scivoleranno semplicemente in una “modalità di gossip”. In questo stato possono essere più facilmente allontanati dai fatti concreti e diretti verso congetture e opinioni non informate.
Meno informati sono, più efficace e facile diventa controllare l’intero gruppo nella direzione in cui vorresti che il gruppo entrasse. Va sottolineato che per prima cosa viene determinata una valutazione adeguata delle capacità psicologiche e dei livelli di istruzione del gruppo per determinare a quale livello “seminare discordia”.

Se ciò venisse fatto troppo in fretta, un moderatore del forum potrebbe innescare la censura.

Tecnica 4 — “RACCOLTA INFORMAZIONI”

La raccolta di informazioni è anche un metodo molto efficace per determinare il livello psicologico dei membri del forum e per raccogliere informazioni che possono essere utilizzate contro di loro.
In questa tecnica in un ambiente leggero e positivo si inizia con il “mi presento, così lo farete anche voi”.
Dal numero di risposte e dal tipo di risposte fornite possono essere raccolte molte informazioni statistiche.
Un esempio è pubblicare la tua “arma preferita” e quindi incoraggiare gli altri membri del forum a mostrare ciò che hanno.
In questo caso, si può determinare in maniera indiretta quale percentuale della comunità del forum possiede un’arma da fuoco o un’arma illegale.
Questo stesso metodo può essere utilizzato fingendosi come uno dei membri e pubblicando la tua “tecnica operativa” preferita. Dalle risposte si possono studiare vari metodi che il gruppo utilizza e sviluppare metodi efficaci per impedire loro di svolgere le proprie attività.

Tecnica 5 — “ANGER TROLLING”

Statisticamente, c’è sempre una percentuale degli utenti del forum più inclini alla violenza.
Al fine di determinare chi sono questi individui, è necessario presentare un’immagine al forum per incitare deliberatamente una forte reazione psicologica.
Con questo, il più violento del gruppo può essere efficacemente individuato con la localizzazione IP e possibilmente con il monitoraggio locale.
Per raggiungere questo obiettivo è necessario solo pubblicare un link a un video che raffigura un membro della polizia locale che abusa in modo massiccio del suo potere contro un individuo innocente.
Statisticamente, su circa un milione di agenti di polizia in America ci sono sempre uno o due che vengono sorpresi ad abusare dei propri poteri, e la registrazione di ciò può essere quindi utilizzata per scopi di raccolta di informazioni di intelligence — senza l’obbligo di “mettere in scena” un falso video di abusi.
Questo metodo è estremamente efficace, e più violento è il video, maggiore sarà la reazione.
A volte è utile “guidare” il forum rispondendo al tuo post con una dichiarazione di intenti violenti e che “non ti interessa cosa pensano le autorità!!”.
In questo modo e senza mostrare paura, potrebbe essere più efficace far pubblicare le reali intenzioni violente dai membri più silenti e autodisciplinati.
Questo può essere utilizzato in seguito in un tribunale durante l’accusa.

Tecnica 6 — “GAINING FULL CONTROL”

È importante anche manovrare continuamente per ottenere una posizione di moderatore del forum.
Una volta ottenuta questa posizione, il forum può quindi essere controllato in modo efficace e silenzioso eliminando i post sfavorevoli e si può infine guidare il forum verso il completo fallimento e la mancanza di interesse da parte del pubblico in generale.
Questa è la “vittoria finale” poiché il forum non è più partecipato dal pubblico e non è più utile per mantenere le proprie libertà.
A seconda del livello di controllo che puoi ottenere, puoi deliberatamente guidare un forum verso la sconfitta censurando i post, eliminando le iscrizioni, ‘floodando’ e portando offline il forum.
Con questo metodo il forum può essere rapidamente eliminato.
Tuttavia non è sempre nell’interesse uccidere un forum in quanto può essere convertito in una ‘dolce trappola’ per raccogliere e indirizzare erroneamente i nuovi arrivati e a questo punto il forum può essere completamente utilizzato per portare avanti la propria agenda.

CONCLUSIONE

Ricorda che queste tecniche sono efficaci solo se i partecipanti al forum NON LE CONOSCONO.

Una volta che sono a conoscenza di queste tecniche, l’operazione può fallire completamente e il forum può diventare incontrollato.
A questo punto devono essere considerati altri metodi, come l’avvio di una falsa causa legale per far semplicemente chiudere il forum e metterlo offline.
Ciò non è auspicabile in quanto lascia quindi le forze dell’ordine incapaci di tracciare la percentuale di coloro che nella popolazione resistono sempre ai tentativi di controllo.
Molte altre tecniche possono essere utilizzate e sviluppate dall’individuo e man mano che si sviluppano ulteriori tecniche di infiltrazione e controllo, è indispensabile condividerle con il quartier generale.

Venticinque regole di disinformazione

Nota: la prima regola e le ultime cinque (o sei, a seconda della situazione) generalmente non rientrano direttamente nelle abilità dell’artista della disinformazione.
Queste regole sono generalmente utilizzate più direttamente da coloro che sono alla guida, ai protagonisti chiave o ai pianificatori della cospirazione o a coloro che vogliono insabbiarla.

1. Non sentire alcun male, non vedere alcun male, non parlare male.Indipendentemente da ciò che sai, non discuterne, specialmente se sei un personaggio pubblico, un’ancora di notizie, ecc.
Se non viene segnalato, non è successo e non devi mai affrontare il problema.

2. Diventa incredulo e indignato.Evita di discutere le questioni chiave e concentrati invece su questioni secondarie che possono essere utilizzate, mostrando l’argomento come fondamentale rispetto ad alcuni gruppi o temi altrimenti sacrosanti.
Questo è anche noto come il bluff “Come osi!”.

3. Crea pettegolezzi.Evita di discutere di questioni descrivendo tutte le accuse, indipendentemente dal luogo o dalle prove, come semplici voci e accuse infondate.
Anche altri termini di deroga che reciprocamente escludono dalla verità possono funzionare.
Questo metodo funziona particolarmente bene con una stampa silenziosa,perché l’unico modo in cui il pubblico può conoscere i fatti è attraverso tali “voci discutibili”.
Se riesci ad associare il materiale a Internet, usa questo fatto per certificarlo come una “grande baggianata” di un “gruppo di idioti su Internet” che non può avere alcuna base fattuale.

4. Usa un’argomentazione fittizia.Trova o crea un elemento apparente della discussione del tuo avversario che puoi facilmente abbattere per farti sembrare buono e l’avversario per sembrare cattivo.
O creare un problema che esiste implicitamente sulla base della tua interpretazione dell’avversario, o dei suoi argomenti, o della sua situazione, oppure selezionare l’aspetto più debole delle accuse più deboli.
Amplifica il loro significato e distruggile in un modo che sembra sfatare tutte le accuse, reali e fittizie allo stesso modo, evitando la discussione delle questioni reali.

5. Distrarre avversari con insulti e ridicolizzandoli.Questo è anche noto come lo stratagemma principale di “attacco al messaggero”, sebbene altri metodi si qualifichino come varianti di tale approccio.
Associa avversari a titoli impopolari come “negazionisti”, “di destra”, “liberale”, “di sinistra”, “terroristi”, “cospirazionisti”, “radicali”, “milizia”, “razzisti”, “fanatici religiosi”,” deviati sessuali “e così via.
Questo fa sì che gli altri riducano il supporto per paura di ottenere la stessa etichetta e si evita di affrontare i problemi.

6. Hit and Run.In qualsiasi forum pubblico, esegui un breve attacco al tuo avversario o alla sua posizione e poi scappa via prima che una risposta possa essere messa in campo, o semplicemente ignora qualsiasi risposta.
Funziona molto bene in Internet e negli ambienti con lettere al redattore in cui è possibile fare appello a un flusso costante di nuove identità senza dover spiegare critiche, ragionamenti: basta fare un’accusa o un altro attacco, non discutere mai dei problemi e non rispondere mai alla risposta successiva, poiché ciò nobiliterebbe il punto di vista dell’avversario.

7. Metti in discussione i motivi.Intreccia o amplifica qualsiasi cosa che potrebbe rendere implicito il fatto che l’avversario agisca in base a un’agenda personale nascosta o ad altri pregiudizi. (Perchè mai dovrebbe farlo? Soldi? Potere? Controllo?)
Ciò evita di discutere problemi e impone l’accusatore alla difensiva.

8. Richiama l’autorità.Associa te stesso all’autorità e presenta la tua discussione con abbastanza “gergo” e “minuzia” per illustrare che sei “uno che conosce”, semplicemente dicendo che non è così, senza discutere i problemi o dimostrare concretamente il perché citando fonti.

9. Fai lo scemo.Indipendentemente dall’evidenza o dall’argomentazione logica offerta, evita di discutere delle questioni se non negando la loro credibilità, senso, qualsiasi prova, anche se contiene o fa un punto, ha una logica o supporta una conclusione.
Mescolare bene per il massimo effetto.

10. Associa le accuse avversarie a vecchie notizie.Un derivato dell’argomentazione fittizia — di solito, in qualsiasi questione su larga scala ad alta visibilità, qualcuno farà presto delle accuse su ciò che può essere o già facilmente affrontato — una sorta di investimento per il futuro se la questione non fosse contenuta così facilmente.) Dove può essere previsto, chiedi a chi ti supporta di sollevare una questione fittizia e di affrontarla subito come parte dei piani iniziali.
Le accuse successive, indipendentemente dalla validità o di ciò che viene scoperto, di solito possono quindi essere associate all’accusa originale e liquidate come semplicemente una rielaborazione senza necessità di affrontare i problemi attuali — ideale quando l’avversario è, o è stato coinvolto con la fonte originale.

11. Stabilire e fare affidamento su posizioni da ultima spiaggia.Usando una questione o un elemento minore dei fatti, prendi la “strada maestra” e “confessa” con candore che un errore innocente, col senno di poi, è stato fatto — ma che gli avversari hanno colto l’opportunità di ingigantire la cosa implicando una criminalità più grande che, “semplicemente non esiste”. Altri possono rinforzarsi a tue spese, in seguito, e persino pubblicamente “chiedere la fine delle sciocchezze” perché hai già “fatto la cosa giusta”. Fatto correttamente, questo può raccogliere simpatia e rispetto per gli “essere puri” che “ammettono” i propri errori senza affrontare problemi più gravi.

12. Gli enigmi non hanno soluzione.Attingendo alla fonte generale degli eventi che circondano il crimine e alla moltitudine di attori ed eventi, dipingi l’intera faccenda come troppo complessa per essere risolta.
Ciò fa sì che coloro che seguono la questione inizino a perdere interesse più rapidamente senza dover affrontare i problemi reali.

13. Logica di Alice nel paese delle meraviglie.Evita la discussione dei problemi ragionando all’indietro o con un’apparente logica deduttiva che proibisce qualsiasi fatto materiale reale.

14. Richiedi soluzioni complete.Evita i problemi richiedendo agli avversari di risolvere completamente il crimine con uno schiocco di dita, uno stratagemma che funziona meglio con i problemi che si qualificano per la regola 10.

15. Adatta i fatti a conclusioni alternative.
Ciò richiede un pensiero creativo a meno che il crimine non sia stato pianificato con conclusioni contingenti in atto.

16. Fai sparire prove e testimoni.Se non esiste, non è un dato di fatto e non dovrai affrontare il problema.

17. Cambia argomento.Di solito in connessione con uno degli altri stratagemmi elencati qui, trova un modo per seguire la discussione con commenti abrasivi o controversi nella speranza di attirare l’attenzione su un nuovo argomento più gestibile.
Questo funziona particolarmente bene con i compagni che possono “litigare” con te sul nuovo argomento e polarizzare l’arena della discussione per evitare di discutere di questioni chiave.

18. Emozionalizza, Antagonizza e Provoca gli avversari.Se non puoi fare nient’altro, insulta e schernisci i tuoi avversari e attirali in risposte emotive che tenderanno a renderli sciocchi e eccessivamente motivati, e in generale renderanno il loro materiale un po ‘meno coerente.
Non solo eviterai di discutere i problemi in prima istanza, ma anche se la loro risposta emotiva risolve il problema, puoi evitare ulteriormente i problemi concentrandoti su quanto “sono sensibili alle critiche”.

19. Ignora le prove presentate, richiedi prove impossibili.Questa è forse una variante della regola “fai lo scemo”.
Indipendentemente dal materiale che può essere presentato da un avversario nei forum pubblici, ritieni il materiale irrilevante e richiedi una prova che è impossibile da trovare per l’avversario (potrebbe esistere, ma non essere a sua disposizione, o potrebbe essere qualcosa che è noto come distrutto o trattenuto in sicurezza, come un’arma per omicidio.) Per evitare completamente di discutere questioni, potrebbe essere necessario negare categoricamente ed essere critici nei confronti dei media o dei libri come fonti valide, negare che i testimoni siano accettabili, o addirittura negare che le dichiarazioni rese dal governo o da altre autorità abbiano alcun significato o rilevanza.

20. Falsa prova.Ove possibile, introdurre nuovi fatti o indizi progettati e manipolati in conflitto con le presentazioni degli avversari, come strumenti utili per neutralizzare le questioni sensibili o impedire la risoluzione.
Funziona meglio quando il crimine è stato progettato con contingenze allo scopo e i fatti non possono essere facilmente separati dalle manipolazioni.

21. Chiama un gran giury, un procuratore speciale o un altro organo investigativo abilitato.Sovvertire il (processo) a proprio vantaggio e neutralizzare efficacemente tutte le questioni sensibili senza discussione aperta.
Una volta convocate, le prove e le testimonianze devono essere segrete se gestite correttamente.
Ad esempio, se possiedi un avvocato, egli può assicurare che una giuria non senta le prove utili e che le prove vengano sigillate e rese non disponibili per gli investigatori successivi.
Una volta raggiunto un verdetto favorevole, la questione può essere considerata ufficialmente chiusa.
Di solito, questa tecnica viene applicata per trovare l’innocente colpevole, ma può anche essere usata per ottenere accuse quando si cerca di incastrare una vittima.

22. Produci una nuova verità.Crea il tuo esperto(i), gruppo(i), autore(i), leader(i) o influenza quelli esistenti disposti a forgiare nuove basi attraverso ricerche o testimonianze scientifiche, investigative o sociali che si concludono favorevolmente.
In questo modo, se devi effettivamente affrontare i problemi, puoi farlo in modo autorevole.

23. Crea distrazioni più grandi.Se quanto sopra non sembra funzionare per distrarre da problemi delicati o per impedire la copertura mediatica indesiderata di eventi inarrestabili come i processi legali, creare notizie più grandi (o trattarle come tali) per distrarre le moltitudini.

24. Silenzia le critiche.Se i metodi di cui sopra non prevalgono, prendere in considerazione la possibilità di rimuovere gli avversari dalla circolazione con una soluzione definitiva in modo da eliminare completamente la necessità di affrontare i problemi.
Ciò può essere dovuto alla morte, all’arresto e alla detenzione, al ricatto o alla distruzione del loro personaggio mediante il rilascio di informazioni su ricatto o semplicemente alla loro distruzione finanziariamente, emotivamente o gravemente danneggiando la loro salute.

25. Svanisci.
Se sei un conoscitore di segreti o altrimenti uno eccessivamente illuminato e pensi che l’ambiente si stia surriscaldando, per evitare problemi, sparisci.

Otto tratti del disinformazionista

1) Sfuggevolezza.In realtà non discutono mai direttamente i problemi o forniscono input costruttivi, generalmente evitando citazioni di riferimenti o credenziali.
Piuttosto, implicano semplicemente questo, quello e l’altro.
Praticamente tutto ciò che riguarda la loro presentazione implica la loro autorità e conoscenza in materia senza ulteriori giustificazioni per la credibilità.

2) Selettività.Tendono a scegliere con cura gli avversari, applicando l’approccio “colpisci e scappa” contro semplici commentatori che sostengono gli avversari o focalizzando attacchi più pesanti su avversari chiave che sono noti per affrontare direttamente i problemi.
Se un commentatore dovesse diventare polemico con qualche successo, l’attenzione si sposterà anche sul commentatore.

3) Casualità.Tendono a emergere all’improvviso e in qualche modo per coincidenza con un nuovo argomento controverso senza precedenti chiari di partecipazione alle discussioni generali nella particolare arena pubblica coinvolta.
Allo stesso modo tendono a svanire una volta che l’argomento non è più di interesse generale.
Probabilmente furono diretti lì per una ragione e svanirono con tale ragione.

4) Lavoro di squadra.Tendono ad operare in pacchetti o squadre autocompletanti e complementari.
Naturalmente, ciò può accadere naturalmente in qualsiasi forum pubblico, ma probabilmente ci sarà un flusso continuo di scambi di questo tipo in cui sono coinvolti professionisti.
A volte uno dei giocatori si infiltrerà nel campo avversario per diventare una fonte per l’argomentazione fittizia o per altre tattiche progettate per diluire la forza di presentazione dell’avversario.

5) Anti-cospiratorio.Hanno quasi sempre disprezzo per i “teorici della cospirazione” e, di solito, per coloro che in qualche modo credono che JFK non sia stato ucciso da LHO.
Chiediti perché, se hanno un tale disprezzo per i teorici della cospirazione, si concentrano sulla difesa di un singolo argomento discusso in un forum incentrato sulle cospirazioni? Si potrebbe pensare che: o tenterebbero di prendere in giro tutti su ogni argomento, o semplicemente ignorerebbero il gruppo che disprezzano così tanto. Oppure, si potrebbe giustamente concludere che hanno un ulteriore motivo per fare tutto ciò fanno.

6) Emozioni artificiali.Una strana specie di emotività “artificiale” e una “pelle insolitamente spessa” — una capacità di perseverare e persistere anche di fronte a critiche schiaccianti e disaccordo.
Ciò probabilmente deriva dalla formazione della comunità dell’intelligence che, indipendentemente dall’evidenza delle prove, nega tutto e non diventa mai coinvolto emotivamente o reattivo.
Il risultato netto per un artista disinformatore è che le emozioni possano sembrare artificiali.
Molte persone, se rispondono con rabbia, per esempio, esprimeranno la loro animosità durante la loro confutazione.
Ma i disinformatori tipo di solito hanno difficoltà a mantenere ‘l’immagine’ e risultano indecisi rispetto alle emozioni pretese e al loro stile di comunicazione solitamente calmo o non emotivo.
È solo un lavoro, e spesso sembrano incapaci di “recitare il loro ruolo nel personaggio” anche in un mezzo di comunicazione, come potrebbero fare in una vera conversazione faccia a faccia.
Potresti avere rabbia e indignazione vere un momento, tranquillità subito dopo e altra rabbia dopo — uno yo-yo emotivo.
Per quanto riguarda la pelle spessa, nessuna critica li dissuaderà dal fare il loro lavoro, e generalmente continueranno i loro vecchi schemi disinformatori senza alcun aggiustamento alle critiche su quanto sia ovvio che giochino a quel gioco — dove un individuo più razionale che si interessa veramente su ciò che gli altri pensano potrebbe cercare di migliorare lo stile di comunicazione, sostanza e così via, o semplicemente rinunciare.

7) Incoerenza.C’è anche la tendenza a fare errori che tradisce il loro vero sé / i loro motivi.
Ciò potrebbe derivare dal non conoscere veramente il loro argomento, o potrebbe essere un po ‘“freudiano”, per così dire, in quanto forse radicano davvero per il lato della verità nel profondo.Ho notato che spesso citeranno semplicemente informazioni contraddittorie che neutralizzano se stesso e l’autore.
Ad esempio, uno di questi affermava di essere un pilota della Marina, ma incolpava le sue scarse abilità comunicative (ortografia, grammatica, stile incoerente) di avere solo un’istruzione scolastica.
Non sono a conoscenza di troppi piloti della Marina che non hanno un diploma universitario.
Un altro ha affermato di non conoscere un particolare argomento / situazione, ma in seguito ha affermato di conoscerlo direttamente.

8) Costante nel tempo.Recentemente scoperto, rispetto ai gruppi di notizie, è il fattore tempo di risposta. Ci sono tre modi in cui questo può essere visto funzionare, specialmente quando il governo o un altro attore abilitato è coinvolto in un’operazione di copertura:
a) QUALSIASI post inviato da un proponente mirato alla verità può dare una risposta IMMEDIATA.
Il governo e altri giocatori abilitati possono permettersi di pagare le persone per sedersi lì e aspettare l’opportunità di fare un danno.
LA DISINFORMAZIONE FUNZIONA SOLO SE IL LETTORE LO VEDE — SI RICHIEDE UNA RISPOSTA VELOCE, oppure il visitatore può essere orientato verso la verità.
b) Quando si tratta in modo più diretto con un disinformazionista, come ad esempio la posta elettronica, IL RITARDO È ASSICURATO — di solito ci sarà un ritardo minimo di 48–72 ore.
Ciò consente una discussione di gruppo sulla strategia di risposta per il miglior effetto, e anche il tempo sufficiente per “ottenere il permesso” o istruzioni da un comando formale.
c) Nell’esempio 1) sopra, spesso si vedrà ANCHE che le armi più grandi vengono tirate fuori e usate dopo lo stesso ritardo di 48–72 ore, infine la squadra entra in gioco. Ciò è particolarmente vero quando il ricercatore della verità mirato o i suoi commenti sono considerati più importanti rispetto al potenziale di rivelare la verità.
Pertanto, un serio sostenitore della verità sarà attaccato due volte per lo stesso peccato.

Come individuare una spia (agente Cointelpro)

Un modo per neutralizzare un potenziale attivista è farli entrare in un gruppo che fa tutte le cose sbagliate.
Perché?

1) Il messaggio non esce.
2) Si perde molto tempo
3) L’attivista è frustrato e scoraggiato
4) Non si ottiene nulla di buono.

Gli informatori e gli infiltrati dell’FBI e della polizia infesteranno qualsiasi gruppo e hanno istituito ferventi organizzazioni di attivisti.
Il loro scopo è impedire a qualsiasi movimento reale per la giustizia o l’eco-pace di svilupparsi in questo paese.
Gli agenti sono disponibili in piccole, medie o grandi quantità.
Possono essere di qualsiasi origine etnica.
Possono essere maschi o femmine.

La dimensione effettiva del gruppo o del movimento che viene infiltrato è irrilevante.
È il potenziale che il movimento ha di diventare grande che provoca spie e sabotatori.

Questo opuscolo elenca gli agenti tattici usati per rallentare, inquinare, distruggere il movimento e tenere d’occhio gli attivisti.

È compito dell’agente impedire all’attivista di abbandonare un simile gruppo, mantenendolo così sotto controllo.
In alcune situazioni, per ottenere il controllo, l’agente dirà all’attivista:

“Stai dividendo il movimento.”

[Qui, ho aggiunto le ragioni psicologiche sul PERCHÉ questa manovra funziona per controllare le persone]

Questo invita a provare sensi di colpa.

Molte persone possono essere controllate dalla colpa.
Gli agenti iniziano i rapporti con gli attivisti dietro una maschera ben sviluppata di “dedizione alla causa”. A causa della loro dedizione spesso dichiarata, (e delle azioni progettate per dimostrarlo), quando criticano l’attivista, lui o lei — essendo veramente dedicata al movimento — si convince che in qualche modo, qualsiasi problema sia colpa loro.
Questo perché una persona veramente dedita tende a credere che ognuno abbia una coscienza e che nessuno si dissimulerebbe e mentirebbe così “di proposito”.
È incredibile fino a che punto gli agenti possono spingersi a manipolare un attivista perché l’attivista farà costantemente delle scuse per l’agente che dichiara regolarmente la propria dedizione alla causa.
Anche se, a volte, sospettano l’agente, si copriranno gli occhi razionalizzando: “lo hanno fatto inconsciamente … non lo intendevano davvero … Posso aiutarli perdonando e accettando” e così via, e così via.
L’agente dirà all’attivista:

“Sei un leader!”

Questo è progettato per migliorare l’autostima dell’attivista.
La sua ammirazione narcisistica nei confronti del proprio attivista, delle sue intenzioni altruistiche aumenta man mano che si identifica e ammira consapevolmente le dichiarazioni altruistiche dell’agente che sono deliberatamente impostate per rispecchiare quelle dell’attivista.
Questa è “pseudo-identificazione maligna”.
È il processo mediante il quale l’agente imita o simula consapevolmente un determinato comportamento per favorire l’identificazione dell’attivista con lui/lei, aumentando così la vulnerabilità dell’attivista allo sfruttamento.
L’agente simulerà i più sottili concetti di sé dell’attivista.Gli attivisti e coloro che hanno concetti altruistici sono più vulnerabili alla pseudo-identificazione maligna, specialmente durante il lavoro con l’agente quando l’interazione include la materia relativa alla loro competenza, autonomia o conoscenza. L’obiettivo dell’agente è aumentare l’empatia generale dell’attivista per l’agente attraverso la pseudo-identificazione con i concetti di sé dell’attivista.
L’esempio più comune di ciò è l’agente che complimenterà l’attivista per la sua competenza o conoscenza o valore per il movimento.
A un livello più sottile, l’agente simulerà gli affetti e i manierismi dell’attivista che promuove l’identificazione attraverso il mirroring e i sentimenti di “gemellaggio”.
Non è inaudito per gli attivisti, innamorati della disponibilità percepita e della competenza di un buon agente, trovarsi a considerare violazioni etiche e forse, persino comportamenti illegali, per compiacere il loro agente/gestore.
La “qualità percepita della perfezione” dell’attivista viene migliorata e si sviluppa un forte legame empatico con l’agente attraverso la sua imitazione e la simulazione degli investimenti narcisistici della vittima.
Cioè, l’attivista conosce, nel profondo, la propria dedizione alla causa, la proietta sull’agente che la “rispecchia”.
L’attivista sarà illuso nel pensare che l’agente condivida questo sentimento di identificazione e legame.
In un contesto di attivismo/movimento sociale, i ruoli contraddittori che gli attivisti svolgono naturalmente nei confronti dell’establishment/governo, promuovono processi di scissione intrapsichica in modo che le “alleanze di gemellaggio” tra attivista e agente possano rendere non disponibili all’attivista interi settori della realtà.
Letteralmente “perdono il contatto con la realtà”.
Gli attivisti che negano i propri investimenti narcisistici [non avere una buona idea dei propri concetti di sé e del fatto che SONO concetti] e si percepiscono consapevolmente (per così dire) come “aiutanti” dotati di una speciale quantità di altruismo, sono estremamente vulnerabili alla simulazione affettiva (emotiva) dell’agente. L’empatia è favorita nell’attivista attraverso l’espressione di affetti abbastanza visibili.
La presentazione di pianto, tristezza, desiderio, paura, rimorso e senso di colpa, può indurre nell’attivista orientato all’aiutante un forte senso di compassione, aumentando inconsciamente l’investimento narcisistico dell’attivista di sé come incarnazione della bontà.
L’espressione dell’agente di tali affetti simulati può essere abbastanza convincente per l’osservatore e difficile da distinguere dall’emozione profonda. Di solito può essere identificato da due eventi, tuttavia:

-In primo luogo, l’attivista che ha analizzato le proprie radici narcisistiche ed è consapevole del proprio potenziale di essere “emotivamente agganciato”, sarà in grado di rimanere lucido e non influenzato da tali effusioni emotive da parte dell’agente.
-Come risultato di questo atteggiamento freddo, non influenzato, si verificherà il secondo evento: l’agente interromperà rapidamente il rapporto affettivo lasciando l’attivista con l’impressione che “il gioco è finito, il sipario è caduto”, e il l’impostura, per il momento, è finita.
L’agente si sposterà quindi rapidamente verso un altro attivista/vittima.

“Il fatto è che il movimento non ha bisogno di leader, ha bisogno di gente che si dà da fare.”

“Seguire il leader” è una perdita di tempo.

Un buon agente vorrà incontrarsi il più spesso possibile.
Parlerà molto e dirà poco.
Ci si può aspettare un assalto di discussioni lunghe e irrisolte.

Alcuni agenti assumono un modo invadente, arrogante o difensivo:

1) Per interrompere l’agenda

2) Per sviare la discussione

3) Per interrompere ripetutamente

4) Per fingere l’ignoranza

5) Per fare un’accusa infondata contro una persona.

Chiamare qualcuno un razzista, per esempio.
Questa tattica viene utilizzata per screditare una persona agli occhi di tutti gli altri membri del gruppo.

Sabotatori

Alcuni sabotatori fingono di essere attivisti.
Lei o lui:

1) Scrive volantini enciclopedici (oggi, siti Web)

2) Stampa volantini solo in inglese.

3) Fa dimostrazioni in luoghi dove nessuno si preoccupa.

4) Richiede finanziamenti da persone ricche invece del supporto dalla base

5) Mostra banner con troppe parole che creano confusione.

6) Confonde i problemi.

7) Fa le richieste sbagliate.

8) Compromette l’obiettivo.

9) Inizia discussioni infinite che fanno perdere tempo a tutti.

L’agente può accompagnare le interminabili discussioni con bere, fumare erba o altri divertimenti per rallentare il lavoro dell’attivista.

Provocatori

1) Vuole stabilire “leader” per farli cadere in modo da fermare il movimento.

2) Suggerisce di fare cose stupide e illegali per mettere in difficoltà gli attivisti.

3) Incoraggia la militanza.

4) Vuole schernire le autorità.

5) Tenta di compromettere i valori dell’attivista.

6) Tenta di istigare la violenza. L’attivismo dovrebbe essere sempre non violento.

7) Tenta di provocare rivolta tra le persone che non sono preparate ad affrontare la reazione delle autorità a tale violenza.

Informatori

1) Vuole che tutti si iscrivano, cantino e firmino tutto.

2) Pone molte domande (raccolta di dati).

3) Vuole sapere a quali eventi l’attivista ha intenzione di partecipare.

4) Tenta di farsi difendere dall’attivista per identificare le proprie convinzioni, obiettivi e livello di impegno.

Reclutatori

I legittimi attivisti non sottopongono le persone a ore di dialogo persuasivo. Le loro azioni, credenze e obiettivi parlano da soli.
I gruppi che reclutano sono missionari, militari e partiti o movimenti politici falsi creati da agenti.

Sorveglianza

Assumi SEMPRE di essere sotto sorveglianza.
A questo punto, se NON sei sotto sorveglianza, non sei un ottimo attivista!

Tattiche per spaventare

Le usano.
Tali tattiche includono calunnia, diffamazione, minacce, avvicinarsi ad altri attivisti disaffezionati o minimamente impegnati a persuaderli (tramite le tattiche psicologiche sopra descritte) a ribellarsi al movimento e dare false testimonianze contro i loro ex compatrioti.
Con sostanze illegali incastreranno l’attivista e organizzeranno un arresto;
pianificheranno false informazioni e creeranno “l’esposizione”, invieranno lettere incriminanti [e-mail] a nome dell’attivista; e altro; faranno tutto ciò che la società consentirà.

Questo opuscolo non copre in alcun modo tutti i modi in cui gli agenti usano per sabotare la vita di attivisti sinceri e dedicati. Se un agente viene “esposto”, verrà trasferito o sostituito.
COINTELPRO è ancora in funzione oggi con un nome in codice diverso.Non è più collocato sulla carta dove può essere scoperto attraverso l’atto di libertà di informazione.
Lo scopo dichiarato del programma di controspionaggio dell’FBI: esporre, interrompere, indirizzare erroneamente, screditare e altrimenti neutralizzare le persone che l’FBI classifica in contrapposizione agli interessi nazionali.
“Sicurezza nazionale” significa la sicurezza dell’FBI da parte della gente che scopre sempre le cose che fa in violazione delle libertà civili delle persone.

Diciassette tecniche per la soppressione della verità

Accuse forti e credibili di attività criminale di alto livello possono far cadere un governo.
Quando al governo manca una difesa efficace basata sui fatti, devono essere impiegate altre tecniche. Il successo di queste tecniche dipende fortemente da una stampa cooperativa, conforme e da un semplice partito di opposizione simbolico.

1. Stai zitto.
Se non è segnalato, se non è una novità, non è successo.

2. Aumenta lo sdegno.
Questo è anche noto come il trucchetto “Come osi?”.

3. Caratterizza le accuse come “voci” o, meglio ancora, “dicerie”.
Se, nonostante il blackout delle notizie, il pubblico è ancora in grado di conoscere i fatti sospetti, può essere solo attraverso “voci”. (Se tendono a credere alle “voci” deve essere perché sono semplicemente “paranoici” o “isterici”.)

4. Demolisci argomentazioni fittizie.
Affronta solo gli aspetti più deboli delle cariche più deboli.Ancora meglio, crea le tue argomentazioni fittizie.
Componi dicerie (o storie false) e renditi protagonista arrivando a sfatare tutte le accuse, reali e fantasiose allo stesso modo.

5. Chiama i nomi degli scettici come “teorico della cospirazione”, “pazzo”, “retrogrado”, “negazionista”, “sovranista” e, naturalmente, “terrapiattista”.
Assicurati anche di usare verbi e aggettivi fortemente caricati quando caratterizzi le loro accuse e difendi il governo “più ragionevole” e i suoi difensori.Devi quindi evitare attentamente un dibattito equo e aperto con le persone che hai così diffamato.
Per essere sicuro, imposta i tuoi “scettici” per abbattere.

6. Impugna le motivazioni.
Tentare di emarginare i critici suggerendo fortemente che non sono realmente interessati alla verità ma stanno semplicemente perseguendo un’agenda politica partigiana o sono disposti a fare soldi (rispetto agli aderenti sovracompensati alla linea di governo che, presumibilmente, non lo sono).

7. Richiamare l’autorità.
Qui la stampa controllata e la falsa opposizione possono essere molto utili.

8. Respingere le accuse come “vecchie notizie”.

9. Escine mezzo pulito.
Questo è anche noto come “confessione ed sviamento” o “prendere la via del riconoscimento limitato”.In questo modo, crei l’impressione di candore e onestà mentre ammetti solo “errori” relativamente innocui, tutt’altro che criminali. Questo stratagemma spesso richiede l’abbraccio di una posizione di ritorno piuttosto diversa da quella originariamente presa.
Con un efficace controllo del danno, la posizione di ripiego deve essere
somministrata solo da scettici fantoccio a mercati attentamente limitati.

10. Caratterizza i crimini come incredibilmente complessi e la verità in definitiva inconoscibile.

11. Ragionare all’indietro, usando il metodo deduttivo con una vendetta.
Con una deduzione rigorosamente rigorosa, le prove problematiche sono irrilevanti. Per esempio:

Abbiamo una stampa completamente gratuita.
Se esistessero prove della falsificazione della nota di “suicidio” di Vince Foster, l’avrebbero denunciata. Non l’hanno segnalato, quindi non ci sono prove del genere.
Un’altra variazione su questo tema riguarda la probabilità di una soffiata su una cospirazione e una stampa che segnalerebbe tale notizia.

12. Richiede agli scettici di risolvere completamente il crimine.

Per esempio: se Foster è stato assassinato, chi l’ha fatto e perché?

13. Cambia argomento.
Questa tecnica include la creazione e/o la pubblicit di distrazioni.

14. Riferisci leggermente fatti incriminanti e poi non farne nulla.
Questo viene talvolta definito report “bump and run”.

15. Menti rumorosamente e sfacciatamente.
Un modo preferito per farlo è quello di attribuire i “fatti” forniti al pubblico a una fonte plausibile, ma anonima.

16. Espandendo ulteriormente i numeri 4 e 5, i tuoi tirapiedi “espongono” scandali e difendono le cause popolari.
Il loro compito è prevenire gli avversari reali e avere campo libero.
Una variante è quella di pagare i ricchi per fingere di spendere i propri soldi.

17. Inondare Internet con i propri agenti.
Questa è la risposta alla domanda: “Cosa potrebbe motivare una persona a passare ore e ore in gruppi di notizie su Internet a difesa del governo e/o della stampa e molestando i veri critici?”
Le autorità non hanno abbastanza difensori su tutti i giornali, le riviste, la radio e la televisione?
Si potrebbe pensare che rifiutare di stampare lettere critiche e escludere persone serie o scaricarle dai programmi radiofonici sarebbe già abbastanza considerabile come “controllo”, ma, ovviamente, non lo è.

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Il mondo? cum grano salis!