Antropologia

Il quadrato magico

Il quadrato magico

Sator1 è la prima parola dell’omonimo palindromo, costituito dalle cinque parole “SATOR – AREPO – TENET – OPERA – ROTAS”, ritrovato sia in forma di quadrato che in forma radiale o circolare su molti reperti archeologici in Europa e in Italia, le cui prime tracce risalgono ad una data imprecisata certamente anteriore al 79 d.C., questo fu infatti l’anno della grande eruzione del Vesuvio che seppellì Pompei ed è su un muro della città che fu ritrovata l’iscrizione parziale del celebre quadrato.

La tradizione dei quadrati magici, di solito numerici affonda le radici nell’ermetismo, tanto che, quando giunsero fra le mani dei filosofi-maghi medievali alcuni scritti gnostici del II sec. attribuiti ad Ermete Trismegisto, quelli letteralmente impazzirono nello sviluppare, ricercare e utilizzare questi mezzi arcani, ritenuti pregni di potere, tanto che se ne realizzavano amuleti ed erano alla base di vari riti. Fu, pare, il filosofo bizantino Moscopulo a diffonderne la conoscenza in Europa dal 1420.

Un quadrato composto da numeri progressivi ordinati secondo la particolare disposizione che dia sempre la stessa somma in ogni riga e in ogni colonna e persino nelle due diagonali, è definito “magico” e non poteva essere altrimenti. Secondo questa antica sapienza venne stilata tutta una tradizione dei vari quadrati in base al numero della loro base e associati ai vari pianeti.
Ce ne riporta la tradizione Cornelio Agrippa nel suo De Occulta Philosophia sive De Magia: il quadrato del tre era associato a Saturno, incisa sul piombo ingraziava Saturno Glorioso facilitando nelle imprese e donando vigoria agli uomini, vice versa dedicata a Saturno Infortunato mandava in malora edifici ed imprese e disperdeva gli eserciti.


Il quadrato del quattro era dedicato a Giove, inciso su argento donava pace e ricchezze, su corallo era amuleto contro il malocchio. La giovialità prodotta dall’influsso del pianeta si opponeva alla malinconia


Il quadrato del sei è legato al culto del sole, il demone Sorath per i maghi del passato. Le cifre vanno da 1 a 36 e la costante magica, ovvero la somma di ogni riga o colonna è 111. Potrà sorprendervi, o forse no, sommare tutti e trentasei i numeri che lo compongono e scoprire quale numero tristemente famoso ne verrà fuori…


Quello del sette è il quadrato legato a Venere, quello dell’otto è legato a Mercurio ed attengono alle rispettive sfere dell’eros e del commercio, gioco e furto. Infine la luna ha il quadrato del nove che inciso su argento propizia scopi benefici, su piombo scopi malefici. Per i loro usi rimandiamo alla curiosità del ricercatore.



Quello che a noi interessa in particolare è il quadrato del cinque, nella scienza magica dedicato a Marte. Agrippa ne riferisce l’uso inciso su una spada (o su ferro) per diventare invincibili in battaglia, su corniola per fermare le emorragie e su una piastra di rame per arrecare danno ai nemici. La sua costante magica è di sessantacinque.
L’enigma del quadrato del Sator è stato oggetto di molteplici interpretazioni: le parole che lo compongono appaiono chiaramente latine tuttavia ancora oggi alcuni ritengono che esso custodisca un significato nascosto.
Proprio la molteplicità dei luoghi e dei testi in cui ritorna ne hanno resa particolarmente controversa l’interpretazione, soprattutto perché il termine AREPO, in esso contenuto, risulterebbe non strettamente di origine latina, ed è stata avanzata, fra le altre, l’ipotesi che la parola potrebbe rappresentare una contrazione del termine Areopago, il colle dedicato, guarda caso, a Marte (Ares) sul quale nell’antica Grecia si riuniva il supremo collegio degli Arconti.
Dando credito a questa interpretazione secondo cui il termine SATOR indicherebbe il SEMINATORE, e l’Areopago starebbe a significare il tribunale supremo, il palindromo potrebbe essere tradotto con: “Il seminatore decide i suoi lavori quotidiani, ma il tribunale supremo decide il suo destino”; tale interpretazione attribuirebbe pertanto un significato morale al quadrato magico secondo cui: “L’uomo decide le sue azioni quotidiane, ma soltanto Dio decide il suo destino”.

Questa interpretazione dal rimando divino rappresenta una pista interessante, a prescindere dalla correttezza dell’interpretazione riferita all’Areopago, e diventa decisamente sorprendente se la arricchiamo del dettaglio segreto che andiamo ad
esporre.
Soffermiamoci ancora sul termine AREPO: un filone esegetico cristiano lo considera acrostico di Aeternus Rex Eccelsus Pater Omnipotens, un’ipotesi fantasiosa quanto le altre se non avessimo scoperto che le lettere che compongono il palindromo possono essere anagrammate nella scritta “Paternoster” ripetuta due volte condividendo la lettera “n” al fulcro di una croce così formata, dalla quale restano fuori due “a” e due “o” che sarebbero un chiaro riferimento all’Apocalisse di Giovanni nella quale Cristo dà rivelazione di sé dicendo: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, l’inizio e la fine” (Ap 22, 13)



Abbiamo scomodato la statistica per interrogarla sulla possibilità che un pagano componesse un enigma, inscrivendo in un quadrato magico una misteriosa frase palindroma e da tale frase si ottenesse l’anagramma “paternoster”; ebbene la probabilità che ciò accada è una su dieci elevato alla ventiduesima.
Se dunque è davvero difficile pensare ad una casualità, l’autore primo doveva essere cristiano e lui stesso o la sua opera doveva essere giunta verosimilmente a Pompei prima della fatidica eruzione del Vesuvio.

Su questo argomento gli studiosi si sono sempre divisi ritenendo impossible un tale collegamento, o opponendo all’ipotesi l’obiezione che l’Apocalisse di Giovanni sia posteriore, pertanto non avrebbe senso la presenza di alfa e omega nella frase latina, ma sappiamo che in altri libri della bibbia come quello di Enoch (poi espunto dal canone) o altri scritti di tradizione ebraica già c’è il riferimento a Dio quale alfa e omega del mondo. Il che ovviamente non esaurisce la questione.

L’interpretazione positivista, invece, ha sempre proposto una spiegazione riduzionista che vedrebbe nel quadrato magico un semplice rompicapo, un gioco intellettuale che non trascende l’incastro ordinato delle sue lettere.
Noi naturalmente non ci accontentiamo di una simile spiegazione.

L’inglese Collingwood volle risolvere l’enigma proponendo la traduzione: “il seminatore Arepo conduce con cura le ruote”, utilizzando un nome proprio di fatto mai attestato nell’antichità e sebbene alcuni aratri celtici fossero già provvisti di ruote, questa spiegazione non ci convince fino in fondo.



Nel corso dei secoli fiorirono le più svariate interpretazioni intorno al quadrato, molti dotti si sono dedicati a giocare con la disposizione delle parole e spesso a spezzettarle in varie parti nelle quali avrebbero ravvisato le abbreviazioni di altre parole alle quali, in maniera piuttosto forzata, sono stati attribuiti i significati più diversi.

Abbiamo visto il diffondersi dell’uso del quadrato a macchia d’olio in Europa a partire dal IX secolo, spesso scolpito sulla pietra delle chiese e delle cattedrali, il suo uso è spesso attestato come amuleto, e viene prodotto fino ad oggi a tal scopo.
Un esempio particolare è visibile nell’abbazia di San Pietro ad Oratorium a Capestrano2, la cui prima edificazione risale al 752 sul sito di un preesistente tempio pagano. Al momento della riedificazione nella forma conservata tutt’oggi (nell ‘anno 1100), il quadrato del Sator, già presente su una pietra che componeva la chiesa, fu riposizionato capovolto, come segno di collegamento ideale al luogo di culto precedente: infatti presso le logge muratorie medievali, che tramandavano conoscenze e simboli esoterici, la posizione capovolta del simbolo equivaleva a conferirgli valore di nuova radice dell’opera.



Riteniamo singolare che il famoso gesuita Athanasius Kircher definisse il quadrato senza ombra di dubbio di matrice satanica, mentre sono attestati molti impieghi benefici di esso come amuleto.

Infine proponiamo un’interpretazione più recente, che vedrebbe nel palindromo un significato astronomico o cosmologico, e pertanto la traduzione sarebbe “il Creatore con il carro tiene in moto le orbite”. Tale interpretazione risulterebbe coerente con il modello di universo accettato nel basso Medioevo, che identificherebbe con la figura del Sator-Creatore il motore ultimo dell’universo.

Ciascuno di noi gestisce le proprie attività e svolge le proprie mansioni, ma al di sopra di tutti noi c’è un destino che ci governa. Per raccogliere è necessario seminare, per costruire il proprio successo è essenziale lavorare con impegno. E saper essere in armonia con il mondo.

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1Rino Cammilleri, Il quadrato magico, 1999

2http://www.valerioivomontanaro.it/abruzzo-luogo-di-misteri-il-quadrato-magico-del-sator-ed-il-dragone-di-san-pietro-ad-oratorium/

Ricercando

The Ultimate Revolution

The Ultimate Revolution

di Aldous Huxley – tradotto da Mer Curio, revisione a cura di Pier

Aldous Huxley, autore di Brave New World, classificato numero uno nella lista dei 100 libri di narrativa di List Muse, qui discute di influenza, controllo dell’opinione pubblica e governo.

Ci sarà, nella prossima generazione o giù di lì, un metodo farmacologico per far amare alla gente la propria servitù, e dare vita ad una dittatura senza lacrime, per così dire, producendo una sorta di campo di concentramento indolore per intere società, in modo che la gente verrà privata delle proprie libertà, ma lo apprezzerà, perché sarà distratta da qualsiasi desiderio di ribellarsi dalla propaganda o dal lavaggio del cervello, oppure dal lavaggio del cervello potenziato con metodi farmacologici. E credo che questa sarà la rivoluzione finale“.

F. Scott Hess

AUDIO – Aldous Huxley, The Ultimate Revolution (44:17): MP3

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Transcript – The Ultimate Revolution

March 20, 1962 Berkeley Language Center – Speech Archive SA 0269

Moderatore:

Aldous Huxley, un famoso saggista e romanziere che durante il semestre primaverile risiede all’università in qualità di professore della ricerca Ford. Il signor Huxley è recentemente tornato da una conferenza all’Istituto per lo studio delle Istituzioni Democratiche a Santa Barbara, dove la discussione si è concentrata sullo sviluppo di nuove tecniche con cui controllare e dirigere il comportamento umano.
Tradizionalmente è stato possibile sopprimere la libertà individuale attraverso l’applicazione della coercizione fisica, facendo appello alle ideologie, sfruttando la manipolazione dell’ambiente fisico e sociale dell’uomo e più recentemente attraverso la Tecnica, applicando le tecniche più crude di condizionamento psicologico.

La Rivoluzione Ultima, di cui il signor Huxley parlerà oggi, riguarda lo sviluppo di nuovi controlli comportamentali, che operano direttamente sugli apparati psicofisiologici dell’uomo. Si tratta della capacità di sostituire la costrizione esterna con compulsioni interne. Come sanno quelli di noi che conoscono le opere del signor Huxley, questo è un tema di cui si è occupato per un bel po’ di tempo. Il signor Huxley farà una presentazione di circa mezz’ora seguita da una breve discussione e dalle domande da parte dei due relatori seduti alla mia sinistra, la signora Lillian e il signor John Post. Ora, il signor Huxley:

Huxley: Grazie. {Applauso}

Prima di tutto, vorrei dire che la conferenza di Santa Barbara non riguardava direttamente il controllo della mente. C’è stata una conferenza, ce ne sono state due, una all’Università del California Medical Center di San Francisco, alla quale quest’anno non ho partecipato, e una due anni fa in cui abbiamo avuto una notevole discussione su questo argomento. A Santa Barbara si parlava della tecnologia in generale e degli effetti che può avere sulla società e dei problemi legati al “trapianto tecnologico” nei paesi sottosviluppati.

Bene, ora, per quanto riguarda questo problema della rivoluzione finale, è stato riassunto molto bene dal moderatore. Possiamo dire che in passato tutte le rivoluzioni hanno mirato essenzialmente a modificare l’ambiente per cambiare l’individuo. Voglio dire che c’è stata la rivoluzione politica, la rivoluzione economica, al tempo della Riforma, la rivoluzione religiosa. Tutte queste miravano, non direttamente all’essere umano, ma al suo ambiente. In modo che alterando l’ambiente circostante si potesse ottenere -o si rimuovesse- un effetto sull’essere umano.

Aldous Huxley

Oggi ci troviamo di fronte, credo, all’avvento di quella che può essere chiamata la rivoluzione ultima, la rivoluzione finale, in cui l’uomo può agire direttamente sulla mente-corpo dei suoi simili. Inutile dire che un certo tipo di azione diretta sulla mente-corpo umana è in corso fin dall’inizio dei tempi. Ma questa è stata generalmente di natura violenta. Le tecniche del terrorismo sono conosciute da tempo immemorabile e gli uomini le hanno impiegate con più o meno ingegno, a volte con la massima crudeltà, a volte con una buona dose di abilità acquisita attraverso un processo di prove ed errori, scoprendo quali sono i modi migliori di usare la tortura, la reclusione, le costrizioni di vario tipo.

Ma, come credo qualcuno disse molti anni fa (mi sembra fu Metternich), si può fare di tutto con le baionette, tranne che sedersi su di esse.
Se hai intenzione di controllare qualsiasi popolazione per un certo periodo di tempo, devi avere in qualche misura il suo consenso: è estremamente difficile immaginare che il terrorismo puro possa funzionare per un tempo indefinito. Può funzionare per un tempo abbastanza lungo, ma penso che prima o poi si debba introdurre un elemento di persuasione, un elemento per far sì che le persone acconsentano a ciò che gli sta succedendo.

Mi sembra che la natura della rivoluzione definitiva alla quale ci troviamo ora di fronte sia proprio questa: stiamo sviluppando tutta una serie di tecniche che permetteranno all’oligarchia di controllo, che è sempre esistita e presumibilmente esisterà sempre, di far amare alla gente la propria schiavitù.
Penso che si tratti del massimo delle rivoluzioni malefiche, diciamo, e questo è un problema che mi ha interessato per molti anni e sul quale ho scritto trent’anni fa un racconto, Brave New World, che è un resoconto della società che fa uso di tutti i dispositivi disponibili e di alcune delle tecnologie che immaginavo possibili, per utilizzarle, prima di tutto, al fine di standardizzare la popolazione, di appianare le scomode differenze umane, di creare, diciamo, modelli in serie di esseri umani disposti in una sorta di sistema di caste scientifiche.

Da allora, ho continuato ad interessarmi estremamente a questo problema e ho notato con crescente sgomento che un certo numero di previsioni che erano puramente fantastiche quando le ho fatte trent’anni fa si sono avverate o sembrano in procinto di avverarsi.

Un certo numero di tecniche di cui ho parlato sembra essere già qui. E sembra esserci un movimento generale nella direzione di questo tipo di rivoluzione finale, un metodo di controllo con il quale può essere fatta piacere ad un popolo tutta una serie di cose che non gradirebbe normalmente. Questa, l’assuefazione alla servitù, beh questo processo è, come ho detto, andato avanti per anni, e mi sono interessato sempre di più a ciò che sta accadendo.

E qui vorrei confrontare brevemente la parabola di Brave New World con un’altra parabola che è stata presentata più recentemente nel libro di George Orwell, Nineteen Eighty- Four. Orwell scrisse il suo libro tra il ’45 e il ’48, credo, al tempo in cui il regime del terrore stalinista era ancora in piena attività e subito dopo il crollo del regime del terrore hitleriano. E il suo libro, che io ammiro molto, è un libro di grandissimo talento e di straordinaria ingegnosità, e mostra, per così dire, una proiezione nel futuro dell’immediato passato, di quello che per lui era l’immediato passato, e l’immediato presente, era una proiezione nel futuro di una società in cui il controllo era esercitato interamente dal terrorismo e da violenti attacchi alla mente e al corpo degli individui.

Mentre il mio libro, scritto nel 1932, quando esisteva solo una blanda dittatura nella forma di Mussolini, non era oscurato dall’idea del terrorismo, e quindi ero libero, differentemente da Orwell, di pensare a questi altri metodi di controllo, questi metodi non violenti, e sono incline a pensare che le dittature scientifiche del futuro, penso che ci saranno dittature scientifiche in molte parti del mondo, saranno probabilmente molto più vicine al modello Brave New World che al modello 1984, saranno molto più vicine non a causa di qualche scrupolo umanitario dei dittatori scientifici ma semplicemente perché il modello BNW è probabilmente molto più efficiente dell’altro.

Che è riuscire a far accettare alla gente lo stato di cose in cui vivono. Lo stato di schiavitù, lo stato d’essere, avere le proprie differenze smussate, ed il rendersi disponibili a metodi di produzione di massa a livello sociale, se si può fare questo, allora si ha, è probabile, una società molto più stabile e duratura. Una società molto più facilmente controllabile rispetto a quella che si avrebbe se ci si affidasse completamente alle clave e ai plotoni d’esecuzione e ai campi di concentramento. Dunque, la mia sensazione è che l’immagine di 1984 sia stata ovviamente tinta dall’immediato passato e presente in cui Orwell stava vivendo, ma il passato e presente di quegli anni non riflette, secondo me, la probabile tendenza di ciò che accadrà, inutile dire che non ci libereremo mai del terrorismo, troverà sempre la sua strada verso la superficie.

I limiti dei tiranni sono prescritti dalla resistenza di coloro che opprimono.

Ma penso che nella misura in cui i dittatori diventano sempre più scientifici, sempre più preoccupati della società tecnicamente perfetta e perfettamente funzionante, saranno sempre più interessati al tipo di tecniche che ho immaginato e descritto a partire dalle realtà esistenti in BNW.
Per questo mi sembra che questa rivoluzione finale non sia molto lontana, che già un certo numero di tecniche per realizzare questo tipo di controllo sono qui, e resta da vedere quando e dove, e da chi saranno applicate per la prima volta su larga scala.

E prima lasciatemi parlare del miglioramento delle tecniche del terrorismo. Penso che ci siano stati dei miglioramenti. Pavlov, dopo tutto, ha fatto delle osservazioni estremamente profonde sia sugli animali che sugli esseri umani. E scoprì, tra l’altro, che le tecniche di condizionamento applicate agli animali o agli esseri umani in uno stato di stress psicologico o fisico affondavano, per così dire, molto profondamente nella mente e nel corpo della creatura, ed erano estremamente difficili da eliminare. Sembravano essere radicate più profondamente di altre forme di condizionamento.

E questo, naturalmente, è stato scoperto empiricamente in passato. La gente ha fatto uso di molte di queste tecniche, ma la differenza tra i vecchi metodi empirici intuitivi e i nostri metodi è la differenza tra il punto di vista dell’artigiano, una sorta di hit and miss (colpisci o fallisci), e il punto di vista genuinamente scientifico. Penso che ci sia una vera differenza tra noi e gli inquisitori del XVI secolo. Noi sappiamo molto più precisamente quello che stiamo facendo, rispetto a loro, e possiamo estendere, grazie alla nostra conoscenza teorica, quello che stiamo facendo su un’area più ampia con una maggiore sicurezza di produrre qualcosa che funzioni davvero.

In questo contesto vorrei citare i capitoli estremamente interessanti del libro del dott. William Seargent, “Battle for the Mind” in cui sottolinea come alcuni dei grandi insegnanti/leader religiosi del passato abbiano utilizzato intuitivamente il metodo pavloviano, parla specificamente del metodo di Wesley di produrre conversioni basate essenzialmente sulla tecnica di aumentare lo stress psicologico fino al limite parlando del fuoco dell’inferno, rendendo in questo modo le persone estremamente vulnerabili alla suggestione, poi all’improvviso allentano questo stress offrendo la speranza del paradiso, e questo è un capitolo molto interessante che mostra come abili psicologi innati, come fu Wesley, potevano scoprire questi metodi pavloviani su basi prettamente intuitive ed empiriche.

Bene, ora conosciamo il motivo per cui queste tecniche funzionavano e non c’è alcun dubbio che potremmo, se lo volessimo, farle evolvere molto più di quanto fosse possibile in passato. E naturalmente nella storia recente del lavaggio del cervello, sia applicato ai prigionieri di guerra che al personale inferiore del partito comunista in Cina, vediamo che i metodi pavloviani sono stati utilizzati sistematicamente e con un’efficacia straordinaria.

Penso che non ci sia alcun dubbio che con l’applicazione di questi metodi sia stato creato un esercito molto grande di persone totalmente devote.

Il condizionamento è stato spinto, per così dire, da una sorta di ionoforesi psicologica nel più profondo dell’essere delle persone, ed è diventato così profondo che è molto difficile da sradicare, e questi metodi, penso, rappresentano un vero perfezionamento dei vecchi metodi del terrore perché li combinano con forme di accettazione da parte della persona che è sottoposta a una forma di stress terroristico, ma allo scopo di indurre una sorta di accettazione volontaria delle condizioni verso cui è stata spinta e dello stato di cose in cui si trova.

Quindi c’è, come ho detto, un netto miglioramento anche nelle tecniche di terrorismo. Ma poi arriviamo alla considerazione di altre tecniche, che non sono terroristiche, allo scopo di suscitare il consenso e indurre la gente ad amare la propria servitù.
Qui, non credo di poterle approfondire tutte, perché non le conosco tutte, ma voglio dire che posso citare i metodi più evidenti, che possono essere utilizzati oggi e che sono basati su recenti scoperte scientifiche. Prima di tutto ci sono i metodi legati alla suggestione diretta e all’ipnosi.

Credo che su questo argomento sappiamo molto di più di quanto si sapesse in passato. La gente, naturalmente, ha sempre saputo della suggestione, e anche se non conosceva la parola ‘ipnosi’, certamente la praticava in vari modi. Ma noi abbiamo, credo, una conoscenza dell’argomento molto più vasta che in passato, e possiamo fare uso della nostra conoscenza in modi, che in passato non siamo mai stati in grado di utilizzare. Per esempio, una delle cose che ora sappiamo per certo, è che c’è naturalmente un’enorme…voglio dire che si è sempre saputo che c’è una differenza molto grande tra gli individui per quanto riguarda la loro suggestionabilità. Ma ora conosciamo abbastanza chiaramente il tipo di ripartizione statistica di una popolazione per quanto riguarda la sua suggestionabilità. E’ molto interessante quando si osservano i risultati in diversi campi, voglio dire il campo dell’ipnosi, il campo della somministrazione di placebo, per esempio, nel campo della suggestione generale in stati di sonnolenza o di sonno leggero, si troverà lo stesso tipo di ordini di grandezza che spuntano continuamente.

Troverete per esempio che l’ipnotizzatore esperto vi dirà che il numero di persone, la percentuale di persone che possono essere ipnotizzate con la massima facilità, è circa il 20%, e circa un numero corrispondente all’altra estremità della scala è molto, molto difficile o quasi impossibile da ipnotizzare. Ma in mezzo c’è una grande massa di persone che possono con più o meno difficoltà essere ipnotizzate, che possono essere gradualmente, se ci si impegna abbastanza, portate allo stato ipnotico, e allo stesso modo lo stesso tipo di cifre si ripresenta, per esempio in relazione alla somministrazione di placebo.

Un grande esperimento è stato condotto tre o quattro anni fa nell’ospedale generale di Boston su casi post-operatori in cui diverse centinaia di uomini e donne che soffrivano di dolori comparabili dopo gravi operazioni, sono stati autorizzati a fare iniezioni ogni volta che lo chiedevano, ogni volta che il dolore peggiorava, e le iniezioni erano il 50% delle volte di morfina e il 50% di acqua. E tra coloro che hanno partecipato all’esperimento, circa il 20% di loro ha ottenuto sollievo sia dall’acqua distillata che dalla morfina. Circa il 20% non ha avuto alcun sollievo dall’acqua distillata, e in mezzo c’erano quelli che hanno avuto un po’ di sollievo o hanno avuto sollievo occasionalmente.

Così ancora una volta, vediamo lo stesso tipo di distribuzione, e allo stesso modo per quanto riguarda quello che in BNW ho chiamato Hypnopedia, l’insegnamento del sonno: stavo parlando non molto tempo fa con un uomo che produce dischi che la gente può ascoltare durante la fase leggera del sonno, voglio dire che questi sono dischi per diventare ricchi, per la soddisfazione sessuale (la folla ride), per la fiducia nelle vendite e così via, e mi ha detto che è molto interessante che questi dischi sono venduti con la formula “soddisfatti o rimborsati”, e dice che c’è regolarmente tra il 15% e il 20% di persone che scrivono indignate dicendo che i dischi non funzionano affatto, e lui li rimborsa subito. D’altra parte, c’è più del 20% che scrive con entusiasmo dicendo che sono molto più ricchi, la loro vita sessuale è molto meglio (risate) ecc, ecc, e questi naturalmente sono i clienti da sogno che comprano di più questi dischi. E nel mezzo ci sono quelli che non ottengono molti risultati e devono farsi scrivere lettere in cui si dice: “Continua, mia cara, continua” (risate) e ci arriverai, e generalmente ottengono risultati a lungo termine.

Bene, come ho detto, sulla base di questo, penso che vediamo abbastanza chiaramente che le popolazioni umane possono essere categorizzate secondo la loro suggestionabilità abbastanza facilmente. Sospetto fortemente che questo 20% sia lo stesso in tutti questi casi, e sospetto anche che non sarebbe affatto difficile riconoscere e chi sono coloro che sono estremamente suggestionabili e chi sono quelli estremamente non suggestionabili e chi sono quelli che occupano lo spazio intermedio. Chiaramente, se tutti fossero estremamente non suggestionabili la società organizzata sarebbe del tutto impossibile, e se tutti fossero estremamente suggestionabili allora una dittatura sarebbe assolutamente inevitabile.

Voglio dire, è una fortuna che abbiamo persone che sono moderatamente suggestionabili nella maggioranza e che quindi ci preservano dalla dittatura ma permettono la formazione di una società organizzata. Ma, una volta dato il fatto che c’è questo 20% di persone altamente suggestionabili, diventa abbastanza chiaro che questa è una questione di enorme importanza politica, per esempio, qualsiasi demagogo che è in grado di ottenere l’attenzione di un gran numero di questo 20% di persone suggestionabili e di organizzarle è davvero in grado di rovesciare qualsiasi governo in qualsiasi paese.

E voglio dire, penso che dopo tutto, abbiamo avuto l’esempio più incredibile negli ultimi anni di ciò che può essere fatto con metodi efficienti di suggestione e persuasione “grazie” ad Hitler. Chiunque abbia letto, per esempio, la vita di Hitler, viene fuori, con ammirazione inorridita per questo genio infernale, che ha davvero capito le debolezze umane penso quasi meglio di chiunque altro e che le ha sfruttate con tutte le risorse allora disponibili. Voglio dire che sapeva tutto, per esempio, conosceva intuitivamente questa verità pavloviana che il condizionamento installato in uno stato di stress o di fatica va molto più in profondità del condizionamento installato in altri momenti. Questo naturalmente è il motivo per cui tutti i suoi grandi discorsi erano organizzati di notte. Lo dice molto francamente, naturalmente, nel Mein Kampf, che questo è fatto solo perché la gente è stanca di notte e quindi molto meno capace di resistere alla persuasione di quanto lo sarebbe durante il giorno. E in tutte le tecniche che utilizzava, aveva scoperto intuitivamente, per tentativi ed errori molte delle debolezze che ora conosciamo in modo scientifico, credo molto più chiaramente di lui.

Ma rimane il fatto che questo differenziale di suggestionabilità, questa suscettibilità all’ipnosi, penso sia qualcosa che deve essere considerato molto attentamente in relazione a qualsiasi tipo di pensiero sul governo democratico. Se c’è un 20% di persone che può essere suggestionato a credere quasi tutto, allora dobbiamo prendere misure estremamente attente per prevenire l’ascesa di demagoghi che li porteranno a posizioni estreme e li organizzeranno in eserciti molto, molto pericolosi, eserciti privati che possono rovesciare il governo.

In questo campo della pura persuasione, penso che sappiamo molto di più che in passato, e ovviamente ora abbiamo meccanismi per moltiplicare la voce e l’immagine del demagogo in modo abbastanza allucinante, per dire, la televisione e la radio, Hitler faceva un uso enorme della radio, poteva parlare a milioni di persone contemporaneamente. Solo questo crea un abisso enorme tra il demagogo moderno e quello antico. L’antico demagogo poteva fare appello solo a quante persone la sua voce poteva raggiungere urlando al massimo, ma il demagogo moderno poteva toccare letteralmente milioni di persone alla volta, e naturalmente con la moltiplicazione della sua immagine può produrre questo tipo di effetto allucinatorio che è di enorme importanza ipnotica e suggestiva.

Ma poi ci sono vari altri metodi a cui si può pensare che, grazie al cielo, non sono ancora stati usati, ma che ovviamente potrebbero essere usati. C’è per esempio il metodo farmacologico, questa è una delle cose di cui ho parlato in BNW. Ho inventato un’ipotetica droga chiamata SOMA, che ovviamente non poteva esistere così com’era perché era contemporaneamente uno stimolante, un narcotico e un allucinogeno, il che sembra improbabile in una sola sostanza. Ma il punto è che se si applicassero diverse sostanze diverse si potrebbero ottenere quasi tutti questi risultati anche adesso, e la cosa veramente interessante delle nuove sostanze chimiche, le nuove droghe che cambiano la mente è questa, se si guarda indietro nella storia è chiaro che l’uomo ha sempre avuto un desiderio per le sostanze chimiche che cambiano la mente, ha sempre desiderato prendere le vacanze da se stesso, ma l’effetto più straordinario di ogni narcotico naturale stimolante, sedativo, o allucinogeno, è stato scoperto prima dell’alba della storia, non credo che la scienza moderna ne abbia scoperto anche solo uno di essi.

La scienza moderna ha naturalmente metodi migliori per estrarre i principi attivi di queste droghe e naturalmente ha scoperto numerosi modi per sintetizzare nuove sostanze di estrema potenza, ma la scoperta effettiva di queste sostanze naturali fu fatta dall’uomo primitivo chissà quanti secoli fa. Per esempio, sotto le abitazioni lacustri del primo neolitico che sono state scavate in Svizzera, abbiamo trovato delle teste di papavero, e sembra che la gente usasse già questo antichissimo e potente e pericoloso narcotico, anche prima del sorgere dell’agricoltura. Così quell’uomo era apparentemente un drogato prima di essere un agricoltore, il che è un fatto molto curioso sulla natura umana.

Ma la differenza, come ho detto, tra gli antichi scacciapensieri, gli scacciapensieri tradizionali, e le nuove sostanze è che queste erano estremamente dannose, mentre le nuove non lo sono. Voglio dire che anche l’alcool, che è uno scacciapensieri consentito, non è del tutto innocuo, come la gente avrà notato, e voglio dire che le altre, quelle non consentite, come l’oppio e la cocaina, l’oppio e i suoi derivati, sono davvero molto dannose. Producono rapidamente dipendenza, e in alcuni casi portano ad una velocità straordinaria alla degenerazione fisica e alla morte.

Allo stesso tempo, queste nuove sostanze, e ciò è davvero straordinario, possono produrre enormi rivoluzioni all’interno della nostra mente e del nostro essere, e tuttavia non fanno quasi nulla dal punto di vista fisiologico. Si può avere un’enorme rivoluzione, per esempio, con l’LSD-25 o con la psilocibina recentemente sintetizzata, che è il principio attivo del fungo sacro messicano. Si può avere questa enorme rivoluzione mentale senza una rivoluzione fisiologica maggiore di quella che si otterrebbe bevendo due cocktail. E questo è un effetto davvero straordinario.

Ed è naturalmente vero che i farmacologi stanno producendo un gran numero di nuovi farmaci miracolosi per cui la cura è quasi peggiore della malattia. Ogni anno la nuova edizione dei manuali di medicina contiene un capitolo sempre più lungo su quelle che sono le malattie iatrogene, cioè le malattie causate dai medici (risate). E questo è abbastanza vero, molti dei farmaci miracolosi sono estremamente pericolosi. Voglio dire che possono produrre effetti straordinari, e in condizioni critiche dovrebbero certamente essere usati, ma dovrebbero essere usati con la massima cautela. Ma c’è evidentemente un’intera classe di farmaci che agiscono sul SNC (Sistema nervoso centrale) e che possono produrre enormi cambiamenti nella sedazione, nell’euforia, nell’eccitazione dell’intero processo mentale senza fare alcun danno percepibile al corpo umano, e questo rappresenta la più straordinaria rivoluzione. Nelle mani di un dittatore queste sostanze, in un tipo o nell’altro, potrebbero essere usate con, prima di tutto, completa innocuità, e il risultato sarebbe, potete immaginare un’euforia che renderebbe le persone completamente felici anche nelle circostanze più abominevoli.

Queste cose sono possibili. Questa è la cosa straordinaria, dato che tutto questo è vero anche per le vecchie droghe grezze. Voglio dire, un mio coinquilino anni fa, dopo aver letto il Paradiso Perduto di Milton, disse: “E la birra fa più di Milton nel mostrare le vie di Dio all’uomo” (risate). E la birra, naturalmente, è una droga estremamente rozza in confronto a queste. E si può certamente dire che alcuni degli energizzanti psichici e i nuovi allucinogeni potrebbero ottenere incomparabilmente di più di quanto Milton e tutti i teologi messi insieme potrebbero, per far sembrare il terrificante mistero della nostra esistenza più tollerabile di quanto lo sia. E qui penso che ci sia un’area enorme in cui la rivoluzione finale potrebbe funzionare davvero molto bene, un’area in cui una massiccia quantità di controllo potrebbe essere usata non attraverso il terrore, ma facendo sembrare la vita molto più piacevole di quanto non sia normalmente. Piacevole fino al punto in cui, come ho detto prima, gli esseri umani arrivino ad amare uno stato di cose che per qualsiasi standard umano ragionevole e decente non dovrebbe essere amato, e questo penso sia perfettamente possibile.

Ma poi, molto brevemente, lasciatemi parlare di uno degli sviluppi più recenti nella sfera della neurologia, circa l’impianto di elettrodi nel cervello. Questo naturalmente è stato fatto su larga scala negli animali e in alcuni casi è stato fatto nei casi di pazzi senza speranza. E chiunque abbia osservato il comportamento dei ratti con elettrodi collocati in diversi centri, deve uscire da questa esperienza con le più straordinarie perplessità su ciò che sulla terra ci aspetterebbe se un dittatore se ne impossessasse.
Ho visto non molto tempo fa dei ratti nel laboratorio dell’UCLA, ce n’erano due serie, la prima con elettrodi piantati nel centro del piacere, e la tecnica consisteva in una barra che, premuta provocava una lievissima corrente per un breve periodo di tempo, collegata a quell’elettrodo e che stimolava il centro del piacere ed era evidentemente una pura estasi per questi ratti, che premevano la barra 18.000 volte al giorno (risate). A quanto pareva, se gli impedivi di premere la barra per un giorno, il giorno seguente la premevano 36.000 volte e lo facevano fino a quando cadevano a terra completamente esausti (risate) E non mangiavano, né erano interessati al sesso opposto, ma continuavano a premere questa barra.

Poi i ratti più stupefacenti erano quelli in cui l’elettrodo era piantato a metà strada tra il centro del piacere e quello del dolore. Il risultato era una specie di miscuglio tra la più meravigliosa estasi e l’essere allo stesso tempo torturati. E si vedevano i topi guardare la barra e dire: “Essere o non essere, questo è il dilemma”. (Risate) Alla fine si avvicinavano e tornavano indietro con questo terribile dilemma, e aspettava un po’ di tempo prima di premere di nuovo la barra, ma la premevano sempre di nuovo. Questa era la cosa straordinaria.

Ho notato che nell’ultimo numero di Scientific American c’è un articolo molto interessante sugli elettrodi nel cervello dei polli, in cui la tecnica è molto ingegnosa, si affonda nel loro cervello una piccola presa con una vite e l’elettrodo può essere avvitato sempre più a fondo nel tronco cerebrale e si può testare in qualsiasi momento in base alla profondità, che va a frazioni di mm, cosa stai stimolando e queste creature non sono semplicemente stimolate da un filo, sono dotate di un ricevitore radio in miniatura che pesa meno di un grammo che è attaccato a loro in modo che possano comunicare a distanza, voglio dire, possono correre nell’aia e si potrebbe premere un pulsante e questa particolare area del cervello in cui l’elettrodo è stato avvitato sarebbe stimolata. Si otterrebbero questi fenomeni fantastici, un pollo addormentato salterebbe in piedi e correrebbe in giro, o un pollo attivo si siederebbe improvvisamente e andrebbe a dormire, o una gallina si siederebbe e si comporterebbe come se stesse covando un uovo, o un gallo da combattimento andrebbe in depressione.

L’intero quadro del controllo assoluto delle pulsioni è terrificante, e nei pochi casi in cui questo è stato fatto con esseri umani molto malati, gli effetti sono evidentemente anche molto notevoli: stavo parlando la scorsa estate in Inghilterra con Grey Walter, che è il più eminente esponente della tecnica EEG in Inghilterra, e mi stava dicendo che ha visto detenuti senza speranza nei manicomi con queste cose nella loro testa, e queste persone soffrivano di depressione incontrollabile, avevano questi elettrodi inseriti nel centro del piacere nel loro cervello, e quando si sentivano troppo male, semplicemente premevano un pulsante del telecomando nella loro tasca e lui diceva che i risultati erano fantastici, la bocca che puntava verso il basso improvvisamente si alzava e si sentivano molto allegri e felici. Così, ancora una volta, si vedono le tecniche rivoluzionarie più straordinarie, che sono ora a nostra disposizione.

Ora, penso che ciò che è perfettamente chiaro è che per il momento queste tecniche non vengono utilizzate se non in modo sperimentale, ma penso che sia importante per noi renderci conto di ciò che sta accadendo per renderci conto di ciò che è già accaduto, e poi usare una certa dose di immaginazione per dedurre il tipo di cose che potrebbero accadere nel futuro. Cosa potrebbe succedere se queste tecniche fantastiche quanto potenti venissero usate da persone senza scrupoli in posizione d’autorità, che cosa accadrebbe sulla Terra, che tipo di società avremmo?

E penso che sia particolarmente importante perché, come si vede guardando indietro nella storia, abbiamo permesso in passato che tutti quei progressi nella tecnologia che hanno cambiato profondamente la nostra vita sociale e individuale ci cogliessero di sorpresa, voglio dire che mi sembra ciò che accadde tra la fine del 18° secolo e l’inizio del 19° secolo quando le nuove macchine stavano rendendo possibile il sistema industriale. Non era al di là dell’ingegno dell’uomo vedere ciò che stava accadendo e proiettarsi nel futuro e forse prevenire le conseguenze veramente terribili che hanno afflitto l’Inghilterra e la maggior parte dell’Europa occidentale e questo paese per sessanta o settanta anni, e gli orribili abusi del sistema di produzione di massa, e se una certa dose di previsione fosse stata applicata al problema a quel tempo, e se la gente avesse prima di tutto capito cosa stava accadendo e poi avesse usato la propria immaginazione per vedere cosa poteva accadere, e poi avessero continuato ad elaborare i mezzi attraverso i quali le peggiori applicazioni della Tecnica non avrebbero avuto luogo, beh, allora penso che l’umanità occidentale avrebbe potuto risparmiarsi le circa tre generazioni di miseria totale che era stata imposta ai poveri in quel momento.

E allo stesso modo con i vari progressi tecnologici di oggi, dobbiamo pensare ai problemi dell’automazione e più profondamente ai problemi che possono sorgere con queste nuove tecniche, che possono contribuire a questa rivoluzione finale.

Il nostro compito è quello di essere consapevoli di ciò che sta accadendo, e poi usare la nostra immaginazione per vedere cosa potrebbe accadere, come qualcuno potrebbe abusare di ciò, e poi, se possibile, controllare che gli enormi poteri che ora possediamo grazie a questi progressi scientifici e tecnologici siano usati a beneficio degli esseri umani e non per la loro degradazione.

Grazie

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http://www.informationclearinghouse.info/article24712.htm

Storia

Silvio Gesell, il terrore degli usurai e del sistema…

Silvio Gesell è stato probabilmente il più misconosciuto fra i grandi geni della storia e ciononostante è, proprio per noi oggi, il più grande benefattore dell’umanità. Vediamo perché. 

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       Gesell non era un superuomo. Egli nacque il 17 marzo 1862 nel paesino di Sankt Vith nella Vallonia belga, come settimo dei nove figli di un modesto impiegato statale. Dopo aver frequentato nel suo paese natio la scuola elementare e media statale per i figli delle famiglie disagiate, si iscrisse ad un liceo privato, perché la sua mente acuta lo predisponeva per il proseguimento universitario degli studi. Una grave malattia di suo padre lo costrinse però ad abbandonare la scuola, per iniziare a guadagnare come impiegato postale qualche soldo necessario alla famiglia. Quando i suoi fratelli maggiori riuscirono ad aprire a Berlino una ditta per il commercio di prodotti odontoiatrici egli decise di unirsi a loro e presto venne inviato da questi come rappresentante a Malaga in Spagna. Dovette tuttavia ritornare a Berlino per prestarvi il servizio militare obbligatorio. 
       Nel 1887 all’età di venticinque anni, Silvio Gesell decise di mettersi in proprio, aprendo una filiale della ditta dei fratelli a Buenos Aires, e quindi emigrò in Argentina. Nonostante il grande successo iniziale di questa attività del giovane Gesell, essa venne travolta dopo pochi anni dalla Grande Depressione argentina, che per anni paralizzò completamente l’economia di quel Paese. Tale fenomeno stimolò Gesell a sottoporre ad un esame approfondito la problematica strutturale del sistema monetario e nel 1891 egli pubblicò la sua prima opera dal titolo “La riforma del sistema monetario come accesso allo Stato sociale”, in cui egli esponeva già in embrione la più rilevante scoperta che mai fosse stata fatta in campo monetario. Seguirono in breve tempo altre due opere di approfondimento della questione monetaria, nelle quali tra l’altro veniva esposta l’idea innovativa della necessaria ri-nazionalizzazione della valuta. 

       Gesell cedette la sua ditta argentina nel 1892 al fratello e fece ritorno in Europa. Arrivò in Germania, ma non poté rimanere in questo Paese perché a causa del suo libro veniva considerato un pericoloso sovversivo. Emigrò quindi in Svizzera, dove acquistò una piccola fattoria, vivendo come agricoltore, e dove approfondì le sue ricerche sulla moneta. Nel 1900 pubblicò la rivista Geld-und Bodenreform (“Denaro e riforma agraria”) per diffondere le sue idee innovative, ma già tre anni dopo dovette cessarne la pubblicazione per problemi economici. Dal 1907 al 1911 Gesell si trasferì nuovamente in Argentina per aiutare il proprio fratello e al ritorno si stabilì nei pressi di Berlino dove con degli amici diede vita ad una comunità agricola. Qui iniziò a pubblicare una nuova rivista, Der Physiokrat (“Il Fisiocrate”), che uscì regolarmente fino a quando venne vietata dalla censura di guerra all’inizio del 1916. Questo fatto costrinse Silvio a rifugiarsi nuovamente nella sua fattoria in Svizzera.  

       Venne chiamato a ritornare in Germania dall’effimero governo della Repubblica dei Consigli Bavarese e ricevette l’incarico di ministro delle Finanze. Il suo mandato ebbe però vita breve e durò soli sette giorni, durante i quali Gesell preparò un’unica legge per istituire libere corporazioni. Poi il giovane governo della neonata repubblica bavarese venne deposto dal sanguinoso colpo di stato dei Corpi Franchi e Gesell venne imprigionato. Sebbene entro pochi mesi il tribunale avesse accertato la sua innocenza e lo avesse prosciolto da tutti a capi d’accusa, una volta libero non poté però più fare ritorno alla sua casa in Svizzera, perché a causa della sua partecipazione al governo rivoluzionario bavarese le autorità svizzere gli negarono il rientro. Fece quindi ritorno alla comunità agricola a nord di Berlino, dove continuò con i suoi amici l’opera di diffusione delle nuove idee. La permanenza di Gesell nella comunità di Eden venne interrotta solo da un suo ultimo viaggio in Argentina, dal 1924 al 1927. Gesell morì l’11 marzo 1930, stroncato da una polmonite. 

       All’inizio del 16° secolo il genio universale Niccolò Copernico (1473-1543) scoprì che non era il Sole a ruotare intorno alla Terra, bensì che tutti i pianeti orbitavano attorno al Sole centrale. Questa fu una scoperta dalla portata immane che cambiò radicalmente la visione del mondo di tutta l’umanità. La sostituzione della concezione geocentrica con quella eliocentrica spianò la strada all’Illuminismo e al progresso scientifico, dando l’avvio all’era moderna. Analoga è l’importanza per l’umanità della scoperta epocale di Silvio Gesell, che per questo motivo viene anche spesso chiamato il “Copernico dell’economia”. Egli infatti asserì di aver scoperto che la funzione del denaro è di servire l’essere umano e non, viceversa, l’uomo servire il denaro, minando con ciò l’intero ordinamento finanziario capitalista.  

       Secondo Gesell, ogni approfondita analisi delle cause dei mali del mondo mostra inevitabilmente che tutte le disfunzioni hanno una radice comune e che questa risiede in un errore strutturale del sistema valutario. Povertà, guerre, concorrenza, coercizioni, ingiustizie, inquinamento, manipolazione, e tutto il resto, hanno origine da questa anomalia innaturale insita nella maniera in cui è concepito essenzialmente il nostro denaro. 
       Silvio Gesell pubblicò durante la sua movimentata vita innumerevoli libri e articoli per illustrare e spiegare comprensibilmente al mondo la sua sensazionale scoperta. Come egli espone dettagliatamente nel suo capolavoro, dal titolo “L’ordine economico naturale per mezzo di terra e denaro liberi”, tutti i nostri problemi sono provocati in origine da una caratteristica intrinseca alla moneta che viola completamente le leggi naturali. L’innaturalezza della moneta consiste nel fatto che, al contrario di tutte le cose create dalla Natura, questa non si consuma. Anche John Maynard Keynes (1883-1946) ha constatato nella sua opera Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta

«La maggior parte dei valori patrimoniali, a eccezione del denaro, sono soggetti a calo o causano costi semplicemente a causa dello scorrere del tempo». 

Infatti, ogni essere vivente invecchia e ogni oggetto si degrada e perde valore con il tempo. I commercianti ben lo sanno, che se non vendono entro breve tempo la loro merce questa perde il suo valore, e lo sa anche ogni proprietario di casa che lo scorrere del tempo causa danni e che gli immobili hanno bisogno di periodiche riparazioni per non svalutarsi. Le verdure invendute vanno a male, i vestiti passano di moda e gli smartphone diventano obsoleti. E tra tutte le merci che vengono offerte sul mercato, il lavoro è quella che deperisce più in fretta, dato che se non viene venduto subito è irrimediabilmente perduto. 

       Il denaro contronatura invece è egemone sul mercato perché il suo detentore non ha la stessa urgenza allo scambio dei detentori di merci. Anche Henry Ford aveva riconosciuto che: 

«Il fatto che il banchiere possa chiudere in faccia al creditore il forziere, se questo non è disposto a sborsare interessi, e che non sappia nulla delle preoccupazioni che assillano il detentore di merci, è dovuto unicamente alla supremazia che il denaro possiede di per sé e riguardo alle merci: e questo è il punto dolente». 

Da questa supremazia del denaro derivano tutte le aberrazioni del sistema capitalista. 

       Gesell individuò il difetto strutturale della moneta nella sua accumulabilità, che permette a coloro che hanno denaro in eccesso di trattenerlo dal circolare e di sbloccarlo soltanto quando qualcuno è disposto a corrispondere loro un premio sotto forma di interessi al tasso richiesto. Da questa circostanza nascono tutti i redditi da capitale, che sono redditi senza corrispondente prestazione e che per secoli venivano definiti senza mezzi termini “usura”. La Chiesa cattolica aveva avversato sin dalle sue origini con tutta fermezza l’usura, basandosi sugli insegnamenti di Aristotele e dei Padri della Chiesa, e parecchi concili avevano stabilito che esigere interessi sul denaro prestato fosse un peccato particolarmente grave, per il quale decretarono la scomunica. Con l’abbandono di questo precetto fondamentale la Chiesa non solo iniziò il suo inesorabile declino, ma permise contemporaneamente alla piovra finanziaria di avvinghiare con i suoi tentacoli il mondo intero. 
       La condanna dell’usura da parte del cristianesimo aveva un solido fondamento nelle leggi universali della Natura ed era unicamente dettata dal buon senso dei nostri avi. Infatti i soldi non si riproducono da soli, ma vengono sempre generati in ultima analisi dal lavoro. Quindi, come diceva Tolstoj

“Se qualcuno percepisce un reddito senza aver lavorato, qualcun altro ha lavorato senza percepire reddito”. 

Infatti l’interesse è l’unica ragione della necessità di crescita economica. 

“Crescita” è un vocabolo fondamentale nelle discussioni economiche. L’economia nazionale deve crescere, il prodotto lordo deve crescere, i fatturati devono crescere. Anche gli alberi, i bambini e i polli devono crescere. Ma questi non crescono indefinitamente. I processi di crescita naturali sono contrassegnati normalmente da una forte crescita iniziale, che rallenta col tempo fino a stabilizzarsi su un livello costante. In Natura la crescita illimitata è distruttiva come nel tumore e non è mai alla base di processi stabili. Non esistono polli che crescono fino a diventare grandi come campanili. Solo l’economia deve continuare a crescere, prima fino alle nuvole, poi fino alle stelle. Può funzionare? Solamente fino a quando la popolazione sia abbastanza stupida da credere a quest’assurdità perversa, la crescita può essere sventolata come una carota davanti agli asini durante le campagne elettorali.

 (Cit. da Mario Haussmann, Il Manifesto della Sociosofia, Shiva Editore). 

La crescita obbligatoria imposta dal sistema capitalista è il fattore contronatura che oltre a distruggere l’ambiente, intacca la stabilità della collettività, producendo crescenti squilibri sociali. 
       L’interesse sul capitale prestato è la ragione per cui chi possiede strumenti finanziari diventa più ricco anche mentre dorme, mentre chi vive di solo lavoro diventa necessariamente sempre più povero. L’attività finanziaria è la vera fonte della grande ricchezza e cresce a ritmi di tre o quattro volte quelli dell’economia reale. Questa crescita deve avvenire a discapito della produzione reale, poiché la prima non produce nulla, ma toglie la prosperità a coloro che l’hanno prodotta con il proprio lavoro, gravandoli dell’indebitamento crescente. 
       Nel suo libro L’Ordine Economico Naturale Gesell ci dona una nuova teoria della moneta, basata su quattro fattori principali: un nuovo tipo di denaro che rende impossibile l’usura, il ristabilimento della proprietà pubblica del suolo, la completa libertà del mercato e dei suoi attori, e infine la completa assenza di povertà e ogni forma di tassazione. 

       Il grande merito di Gesell fu che, studiando i problemi di fondo della moneta, si accorse dell’essenza del suo difetto strutturale che la rende contrastante ai principi della grande Natura universale. Egli scoprì che nel sistema monetario attuale vi sono tre contraddizioni fondamentali. Primo: il denaro è una proprietà pubblica e anche privata. Secondo: il denaro è mezzo di trasferimento del valore e anche strumento per preservarlo. Terzo: i crediti sono denaro. Osserviamo più in dettaglio questi punti. 

       Gesell notò che se il denaro è un’istituzione di diritto pubblico, cioè un bene concesso in prestito a tutti allo scopo di agevolare gli scambi economici, esso non può essere simultaneamente un bene privato. Le istituzioni pubbliche sono a disposizione di tutti, ma nessuno può strumentalizzarle per i propri fini. Qualsiasi intralcio arrecato a un’istituzione pubblica ne impedisce l’uso ad altri. Ogni utilizzo di una struttura pubblica comporta dei costi, che gli utenti pagano in maniera diretta o indiretta. Dunque quando abbiamo in mano una banconota, sorge il problema della proprietà fisica della stessa. Il buon senso di Gesell giunse alla conclusione che il denaro, quale istituzione pubblica, doveva avere un costo d’uso da corrispondere alle casse pubbliche. 
       I soldi sono solo un simbolo del valore, non il valore stesso. Il denaro è un concetto, utile come unità e strumento di misura del valore. Esso non è commerciabile. La farina è commerciabile, il chilo no. Il denaro solo un’unità di misura, e la sua apparenza fisica è il simbolo di un diritto. Per esempio quando tengo in mano una banconota da 50 euro, sono miei i 50 euro di diritto a percepire. Il valore di quella banconota è sicuramente mio, ma non il mezzo fisico che lo supporta, la banconota stessa, che appartiene a tutti. Come se fosse mio il carico di un camion, ma non il camion preso a noleggio. E il camion a noleggio deve essere restituito. 
       Tutto il problema del sistema monetario consiste nel fatto che la velocità di circolazione del denaro non è costante. Se, per esempio, una banconota da 50 euro passa di mano 20 volte in un anno, essa genera un potere di acquisto di 1000 euro. Se, però, essa viene scambiata 40 volte, il volume di affari che essa genera è di 2000 euro. Quindi, la stessa banconota ha raddoppiato il suo potere di acquisto solo girando più velocemente ed è paradossale che nell’attuale ordinamento monetario sia possibile interrompere arbitrariamente questo flusso, per farsi pagare con gli interessi quando si cessa di farlo. 

       Abbiamo detto che Gesell identificò l’errore basilare sistemico della moneta nella sua funzione di conservazione del valore, poiché questa contraddice la sua funzione di mezzo di scambio e di misura. E se si lascia che venga utilizzata a tal fine, il denaro stesso diviene impropriamente una merce con cui alcuni possono bloccare gli altri e danneggiare l’economia. Ciò è anche la causa della disoccupazione, poiché una banconota che viene spesa richiede lavoro, mentre una banconota che rimane ferma causa disoccupazione. Gesell comprese che un meccanismo finanziario che obblighi la moneta a circolare produrrebbe come effetto una netta tendenza alla piena occupazione. 
       Già il filosofo John Locke (1632-1704) aveva riconosciuto che il denaro deve rimanere un puro strumento di misura degli scambi e non può diventare una merce. Diceva: 

«È un errore largamente diffuso quello di rappresentare il denaro come una merce». 

Silvio Gesell identificava nel sistema bancario a riserva frazionaria l’“usura istituzionale”. Egli vedeva nelle qualità da jolly del denaro l’origine del sistema capitalista e di tutte le crisi economiche che questo genera. La riforma da lui proposta è infatti un rimedio efficace per impedire ostacoli nella circolazione monetaria e rendere impossibili i bubboni della speculazione. 

       Gesell era giunto alla conclusione che il denaro sarebbe fluito con regolarità quando fosse stato più desiderabile possedere beni e merci che denaro. Quindi, il potenziale capitale finanziario doveva causare dei costi al proprietario. Ciò rende più lucrativo investire, prestare senza interesse o spendere il capitale. Sicuramente questo impedisce di sottrarre il capitale al mercato e di abusarne privatamente, per accumulare valore e generare profitti da interesse. Nelle sue parole: 

«Invece di dare un premio (detto interesse) a coloro che hanno più denaro di quanto abbisognano, affinché lo rimettano in circolazione devono essere costoro a pagare un piccolo canone (detto canone di utilizzo) se trattengono denaro dalla circolazione». 

       Questa fu l’idea che fece di Gesell il Copernico dell’economia, perché in modo del tutto analogo pose le cose al posto giusto nell’ordine naturale. Con il nuovo tipo di moneta proposto da Silvio Gesell, egli in pratica inventò da solo l’”anti-usura”, trovando il rimedio a tutti i nostri problemi economici. 

       Con questo nuovo strumento concettuale fornitoci da Gesell la liberazione definitiva dell’economia di mercato dalla piovra del capitalismo non è più un’utopia, ma una meta concretamente raggiungibile. Perfino Keynes, nella “Teoria generale”, riteneva del tutto possibile che con un denaro non tesaurizzabile l’interesse potesse scomparire «entro una generazione» e lo considerava «la via più razionale per… liberarci delle forme più ripugnanti del capitalismo».

       Il denaro è il sangue dell’economia e affinché l’economia possa funzionare senza intoppi, il denaro deve circolare costantemente. Ad ogni blocco del flusso, in una qualsiasi sua parte, consegue una mancanza di soldi da qualche altra parte. Quando una banconota viene sottratta alla circolazione, si impedisce tutta la catena di transazioni che quella banconota avrebbe prodotto passando di mano in mano. Il numero dei passaggi impediti è tanto più grande quanto più a lungo la banconota viene trattenuta. 
       Dunque la geniale idea di Silvio Gesell era in pratica di richiedere una tariffa, un canone per l’utilizzo privato del bene pubblico costituito dal denaro. Il denaro inutilizzato sarebbe semplicemente diminuito di valore. La differenza, incamerata dalla nazione, avrebbe finanziato lo Stato, sostituendo tutte le tasse. Ciò avrebbe messo in circolazione tutto il denaro trattenuto da qualsiasi parte, riducendo praticamente a zero i tassi di interesse. Così si sarebbe realizzato il sogno di Proudhon, che auspicava la scomparsa dell’interesse per aumentare il capitale da investimento a vantaggio di tutta l’economia. Inoltre un canone richiesto dallo Stato per l’utilizzo privato della moneta costituisce anche l’unica fonte di finanziamento sensata atta ad istituire un dignitoso reddito di cittadinanza (altra invenzione di Silvio Gesell) da erogare a tutti incondizionatamente. 

       Un onorario da pagare alla collettività per l’utilizzo del denaro è come pagare il biglietto per l’utilizzo dell’autobus. Esso si rende necessario perché gli altri meccanismi di flusso del denaro, interesse e inflazione, hanno fallito in pieno. Questi due meccanismi si generano a vicenda. Quando l’inflazione è bassa, il denaro viene trattenuto. Questo alza i tassi di interesse e il denaro fluisce negli investimenti a breve termine, aumentando il fabbisogno di denaro. Ciò costringe la banca centrale a emettere più denaro, producendo inflazione, per abbassare così i tassi. Allora il denaro viene trattenuto finché i tassi non salgono. Eccetera.
       Il denaro di Gesell, emesso da un ente pubblico e costretto a fluire costantemente, avrebbe come conseguenza una nuova fioritura della civiltà e della cultura. Così come avvenne durante il periodo gotico grazie al sistema monetario dei Brakteati, in quei quasi  tre secoli che uno studio di Harvard ha classificato come il periodo storico in cui la vita umana era più piacevole. Infatti la completa assenza di tasse, di debito pubblico, di inflazione e di interessi da pagare nonché di fluttuazioni economiche, il sistema bancario trasparente, sempre solido e solvibile, e la triplicazione dei redditi da lavoro dovuta alla scomparsa dei redditi da capitale, renderebbero tutti incommensurabilmente più ricchi e più liberi di oggi. La premessa per realizzare tutto ciò è un denaro neutrale, che si comporti in maniera equa rispetto a chi lavora e a chi possiede. Un denaro che non permetta di arricchirsi senza produrre valore tramite il lavoro, un denaro al servizio dell’uomo e non viceversa. 

       Oggi le banche creano dal nulla il denaro, come fa la banca centrale, se ne arrogano arbitrariamente e abusivamente la proprietà. Ma essendo la moneta espressione della sovranità, essa è di diritto proprietà del popolo, cioè un bene comune e un’istituzione pubblica. È bene precisarlo adeguatamente: il denaro creato non appartiene a qualcuno, nemmeno alle banche che lo creano, ma è di tutti: un bene collettivo. L’errore giuridico fondamentale del nostro sistema è che esso assegna al portatore anche la proprietà del pezzo di carta che rappresenta il denaro. È come se in aeroporto la legge assegnasse ai passeggeri anche la proprietà del carrellino su cui trasportano la loro valigia. Un’assurdità, insomma. I “luminari” a capo delle facoltà di economia non hanno mai insegnato la verità, e cioè che se il denaro perde le qualità che lo rendono “capitale”, la gente non viene più derubata dei frutti del proprio lavoro. Per loro solo il denaro che permette il massimo della rendita è un buon denaro. 
       Silvio Gesell, le sue scoperte grandiose in campo monetario e fondiario e la sua geniale opera, sono tra le cose più taciute dalla cupola che gestisce l’establishment. Infatti, ci sono poche cose che questi diabolici signori del potere mondiale temono tanto quanto le scoperte e le idee di Gesell. Essi ne hanno una paura folle, perché questo geniale autodidatta ha creato modelli veramente originali nel campo dell’economia e delle scienze sociali. Tali cose sono estremamente pericolose per le tradizionali strutture di potere e per la cupola delle 13 famiglie, in particolare. D’altro canto, gli scritti di Gesell contengono materiale prodigioso per il futuro, scoperte scientifiche preziosissime e idee fertili che diverranno presto tesoro dell’umanità intera e la libereranno dalle catene della tirannia. 

       Non si dirà mai abbastanza del grande genio misconosciuto Silvio Gesell e delle sue sbalorditive scoperte. Saranno le generazioni future ad onorare la sua figura e a valorizzare le sue idee, poiché avranno riconosciuto l’immenso debito di gratitudine che l’umanità ha nei confronti di questo suo eminente membro. Le scoperte di Gesell hanno ribaltato completamente la più radicata e deleteria delle false dottrine vigenti, e così ci forniscono la chiave d’accesso ad un sistema economico a misura d’uomo, regolato in maniera da permettere la massima felicità a tutti, poiché tutti i suoi parametri sono posti in armonia con le immutabili leggi naturali. 
       Sicuramente le generazioni future vedranno l’epoca attuale come un’era buia di sfruttamento pubblico generale da parte dello Stato, nella quale le misure necessarie a eliminare la povertà e diffondere la ricchezza che i singoli cittadini vorrebbero intraprendere non possono nemmeno essere prese in considerazione. Per superarla velocemente e addivenire a condizioni di buon senso abbiamo ora a disposizione gli inediti metodi scientifici della Sociosofia, che permettono di raggiungere gli obiettivi con precisione matematica. E appena introdotto il sistema di fiscalità monetaria tutta l’economia si orienta automaticamente ai bisogni degli esseri umani e tutta la progettazione economica al benessere comune a lungo termine. Finalmente divengono possibili tutte quelle riforme e innovazioni che spalancano la strada al raggiungimento della felicità collettiva, del benessere e del tempo libero.
 
       I sociosofi hanno abbracciato le basilari idee di Silvio Gesell e le hanno nel frattempo elaborate e perfezionate. Ne è risultato un adeguamento ai mutamenti sociali e tecnologici intervenuti dal tempo in cui Gesell formulò il suo pensiero. Così ora abbiamo anche a disposizione adeguate linee guida per istituire un sistema bancario completamente differente, onesto ed esente da speculazioni, sistemi moderni e pratici per l’esazione del canone sul circolante, e innovative proposte sul piano giuridico per adeguare il sistema ai bisogni del popolo e metterlo in armonia con i principi di Madre Natura. 
       Silvio Gesell ci ha fornito in mano la chiave per accedere al futuro che ogni creatura sogna nel profondo del suo cuore. La messa in pratica dei suoi insegnamenti permette il coronamento dei sogni di tutti i grandi pensatori libertari della storia. Ora sta a noi fare in modo che tutti lo sappiano e che al più presto le sue grandiose scoperte trovino applicazione pratica, per il bene di tutti.