Proposta di legge anti-rave: limitare la libertà sta diventando un’abitudine


Il breve articolo uscito su DolceVita, per farsi un’idea della situazione, legiferare sulla libertà sta davvero diventando una pessima abitudine.

Non ci hanno fatto attendere molto.
Presentato dalla Lega un Disegno Di Legge che punta alla repressione dei free party, Matteo Salvini primo firmatario.
Andando oltre i fatti di cronaca e aggiungendo qualche considerazione personale a quanto scritto, mi chiedo se ci saranno delle ripercussioni o se questa insania alla fine non avrà alcun seguito, svanendo nel nulla come il blaterare di certi elementi. Scusate la franchezza, ma non è stato facile scrivere di una cosa che mi sta tanto a cuore in maniera obiettiva e imparziale. Ora mi posso finalmente sfogare! =)




bEAT bASS gROOVE 03 Magico! Davvero crediamo sia possibile soffocare l’anelito di libertà espresso in questi attimi fuori dal tempo?

Spero che questo mare implacabile, nel tentativo di annegare ogni forma di dissenso, non travolga e distrugga tutto per sempre, riportando a riva solo i rottami di quella caotica ma meravigliosa controcultura rappresentata dalla free-tekno in continua insurrezione. La mia ancora per tanti anni, un porto sicuro.
L’opinione pubblica si è scaldata, il teatrino politico è stato alimentato e com’era prevedibile viene battuta la strada dei “provvedimenti necessari”.
Non è il caso di perdere tempo sulla palese inadeguatezza del classico approccio proibizionista, insensato come il voler impedire al sole di sorgere o all’acqua di scorrere.
Dicevo, i giornali stanno già vociferando dopo le dichiarazioni sui social e tra le disposizioni a gran voce invocate riportano anche il possibile “utilizzo di agenti sotto copertura”. Sul serio? Una barzelletta.
“Ci sono un raver, un cane e un carabiniere…”.

Mi ha relativamente colpita “quest’ultima trovata”, come se alle feste non si fossero mai fatti vedere, con il borsello di pelle e il loro caratteristico portamento che riconoscevi da un kilometro di distanza in linea d’aria.
Ma ora è diverso, ora sono impiegati “in ottica di prevenzione”.
Ovviamente la butto sul ridere per sdrammatizzare, in realtà li ho sempre trovati abbastanza tranquilli e qualcuno di loro era pure simpatico, ciò che mi urta in questo caso è la volontà di nascondersi dietro al filo d’erba della sicurezza e alla ormai esacerbata salvaguardia della salute.
Più che prevenzione a me sembra controllo, controllo e ancora controllo.

Appresa la notizia ho iniziato a scrivere di getto e mi rendo conto che a far capolino nella mia testa è stata la vocina della paura. Disperatamente vorrei scorgere un barlume di resistenza a questo mondo sempre più omologato e sterile, perchè so di non poterci vivere.
Lascio andare quella sensazione di impotenza perchè le mie convinzioni sono poche, lo ammetto, variabili forse, ma di una cosa in particolare sono certa da sempre, e sempre lo sarò. I cuori liberi non si fanno rinchiudere, non è possibile costringerli dentro un perimetro, non li tieni lontani da ciò che amano e dalle vibrazioni che li fanno battere all’unisono.
Tutto questo parlare di rave mi trascina indietro nel tempo, a quel clima fervido e vivido che adoro.
Crediamo ancora in un mondo diverso, dove condivisione, vicinanza e umanità sostituiscono brama, arrivismo e diffidenza.
Sta proprio qui il nocciolo della questione, la realtà che desideriamo non conviene a chi fonda tutto su profitto e speculazione. Ci interessa? No. Continueremo a sincronizzare i battiti ballando. Ben radicati a terra, con le mani alzate verso quel cielo immenso che non potranno mai veramente controllare.



Foto tratta da questo interessante articolo, chiarificatore.
Una citazione di Hakim Bey sulla TAZ, che ho approfondito qui, seguita da una bellissima riflessione. Non potrei condividerla di più.

~Lely~

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